09/11/2009, 00.00
FILIPPINE
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Decapitato insegnante rapito a Sulu. Preoccupazione per P. Sinnott

di Santosh Digal
La testa di Gabriele Canizares, rapito lo scorso 20 ottobre, è stata trovata questa mattina a Jolo (Sulu;Mindanao) nei pressi di una pompa di benzina. Ancora disperso il corpo. Chiesa preoccupata per la vita di p. Sinnott invita al dialogo con i rapitori e avverte sul rischio delle operazioni militari per la liberazione del missionario.

Manila (AsiaNews) – La testa di Gabriele Canizares, è stata trovata oggi a Jolo (Sulu; Mindanao) dalla polizia. Canizares era insegnante e preside di una scuola elementare rapito lo scorso 20 ottobre a Patikul (Sulu) da un commando 12 uomini armati. I rapitori, collegati agli estremisti islamici di Abu Sayyaf,  avevano chiesto nei giorni un riscatto di 30 mila euro. Il responsabile della polizia locale, Usman Pingay, afferma che “il capo dell’uomo è stato scoperto verso le 5 di mattina (ora locale) a lato di una stazione di benzina chiuso dentro un sacchetto di plastica”. Egli aggiunge che “il resto del corpo non è stato ancora ritrovato, ma abbiamo già dato il via a una caccia all’uomo per arrestare gli autori del crimine”. Intanto si teme per la vita di p. Sinnott, missionario colombano rapito lo scorso 11 ottobre a Pagadian (Zamboanga; Mindanao) in condizioni analoghe a quelle di Canizares.

P. Patrick O’Donoghue, responsabile dell’istituto di S. Colombano, sottolinea la necessità delle autorità di stabilire delle trattative con i rapitori. Infatti egli avverte sui rischi  della massiccia operazione armata ipotizzata da esercito e polizia che metterebbe a serio rischio la vita del missionario. “Per ora io non sono in trattative con nessuno – afferma il sacerdote - neppure la Chiesa ha finora avuto contatti con i rapitori. Non conosco nessuno che abbia finora stabilito un dialogo con i rapitori di p. Sinnott”.

“Speriamo che i sequestratori considerino l’età e i problemi di salute del missionario – continua P. O’Donoghue – e ci auguriamo che venga liberato quanto prima”.

A quasi un mese dal rapimento, le autorità non hanno ancora stabilito un reale contatto con i rapitori. Questi hanno chiesto un riscatto di 2 milioni dollari per la liberazione di p. Sinnott attraverso un video diffuso il 31 ottobre. Nel filmato il missionario, che ha 79 anni e soffre di gravi problemi cardiaci, tiene in mano un giornale datato 22 ottobre e dichiara di essere ancora in buona salute. Principali sospettati del rapimento sono per ora i terroristi di Abu Sayyaf e i ribelli del Milf (Moro Islamic Liberation Front). Il Milf ha sempre respinto tutte le accuse offrendo la sua collaborazione per la liberare il sacerdote.

Intanto il responsabile delle operazioni militari Benito de Leon, afferma che forze polizia ed esercito filippino hanno circondato i confini della provincia di Lanao del Sur, possibile covo dei rapitori. Egli  assicura che “per non minare i fragili dialoghi in corso tra governo e Milf non partirà nessuna operazione senza il benestare del governo centrale e dell’unità di crisi di Zamboanga”.   

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