22/02/2016, 11.07
BANGLADESH
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Dhaka, pioggia di accuse contro il direttore del Daily Star. Nel mirino il controllo di tutti i media

di Nosrul Islam

Oltre 75 denunce in pochi giorni. “The Daily Star” è il più prestigioso quotidiano in lingua inglese. Giornale e direttore sono accusati di diffamazione del primo ministro Sheikh Hasina e di complotto per rovesciare il governo. Accuse pretestuose, per spingere tutti i media a non criticare il partito al potere.

Dhaka (AsiaNews) - Raccolte in pochi giorni da tribunali di 50 diversi distretti del Bangladesh, sono oltre 75 le denunce ricevute in pochi giorni da Mahfuz Anam, fondatore e direttore di “The Daily Star”, il più prestigioso quotidiano di lingua inglese. Si tratta di 58 accuse di diffamazione dell’attuale primo ministro Sheikh Hasina, e 17 accuse di sedizione e complotto per rovesciare il governo; provengono dalle persone e istituzioni più disparate, tutte in qualche modo collegate o desiderose di mostrarsi sostenitrici dell’attuale partito al potere, l’Awami League , in pratica l’unico presente in parlamento perché le opposizioni si sono ritirate dalla competizione elettorale nel gennaio 2014.

Il fatto che ha provocato questa valanga giudiziaria risale a nove anni fa, quando il Paese si trovava sotto il controllo di un “governo speciale”, formato da civili ma di fatto in mano ai militari, intervenuti dopo un lungo periodo di disordini e di violenze che crescevano all’avvicinarsi del momento di indire elezioni parlamentari. Il governo, guidato dall’ex governatore della Banca Centrale del Bangladesh Fakhruddin Ahmed, rimase in carica per due anni e giustificò la propria presenza con la lotta contro la corruzione e la necessità di garantire l’ordine per organizzare elezioni “libere e giuste”, che di fatto si svolsero nel gennaio 2008 regalando una brillante vittoria all’Awami League. L’opinione pubblica, stanca delle violenze e dell’incertezza, accolse il governo “speciale” con fiducia che avrebbe mantenuto la parola di riportare la democrazia. In quel periodo, una commissione anticorruzione passò ai media informazioni dettagliate su interrogatori e indagini riguardanti politici e uomini d’affari, che furono ampiamente riprese da tutti i media. “The Daily Star” pubblicò con evidenza 11 di questi rapporti, di cui sette riguardavano l’attuale opposizione, tre l’attuale partito di governo, con Sheikh Hasina.

Poco tempo dopo, la Presidente del Bangladesh National Party (BNP), Khaleda Zia, venne arrestata con l’accusa di corruzione, e in seguito anche Sheikh Hasina dovette varcare le soglie della prigione.

Quest’anno, in occasione del 25mo della fondazione del quotidiano, che cadeva il 5 febbraio, “The Daily Star” ha organizzato eventi culturali, tavole rotonde e dibattiti, fra cui uno sul giornalismo moderno, nel corso del quale il direttore ha condiviso le proprie idee e gli ideali di indipendenza e libertà che lo animano, e anche le difficoltà a rimanervi fedeli. Mahfuz Anam ha detto che è facile fare errori, e ha ammesso che anche lui, nel periodo del governo speciale, ha sbagliato pubblicando quei rapporti senza aver effettuato i doverosi controlli sulla attendibilità.

Pochi giorni dopo, sette parlamentari dell’Awami League, in una seduta del parlamento hanno chiesto con veemenza l’arresto del giornalista e la chiusura del quotidiano, dicendo che la pubblicazione era all’origine del complotto che aveva portato al potere i militari, e che aveva tramato per l’arresto di Shekh Hasina. “The Daily Star” si è difeso e si sta difendendo con pacatezza, anzitutto ri-pubblicando un lungo articolo uscito subito dopo l’arresto di Sheikh Hasina con chiare e coraggiose critiche al governo per questa e altre mosse, che non erano la strada giusta per il promesso ritorno alla democrazia. Poco dopo, è incominciata la pioggia di denunce, con reazioni (che appaiono piuttosto timorose) da parte di altri giornalisti e di organizzazioni per i diritti civili. Va notato che quei rapporti furono diffusi da quasi tutti i media, e solo ora, a seguito di una sincera, spontanea condivisione, s’è fatto nascere un “caso” assolutamente sproporzionato e pretestuoso, contro un solo organo di stampa e il suo direttore. 

La Primo Ministro tace. Suo figlio, che vive negli Stati Uniti, è invece intervenuto e ha presentato le ammissioni di Mahfuz Anam come prova che egli aveva consapevolmente pubblicato falsità intese a rovinare la carriera politica della madre e farla condannare.

La radio Britannica Bbc ha diffuso un servizio in cui esprime la convinzione che questo massiccio attacco sia parte di una tendenza dell’attuale partito al potere, che vuole controllare in modo pesante le informazioni e intimidire i media, contringendoli ad autocensurare anche le critiche più equilibrate e corrette. 

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