23/08/2017, 09.29
BANGLADESH
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Dhaka, tre cattoliche minacciate di morte per la casa

di Sumon Corraya

Le donne hanno ceduto un terreno appartenente alla propria famiglia alla ditta di un musulmano. L’uomo aveva promesso in cambio degli appartamenti. Ora vivono in affitto e ricevono minacce per la propria vita.

Dhaka (AsiaNews) – Tre donne cattoliche sono state minacciate di morte perché hanno osato chiedere ad un ricco costruttore musulmano ciò che era stato loro promesso: una casa. La vicenda è emersa la scorsa settimana. A raccontarla, l’avvocato cattolico Rita Giomes, una delle vittime dell’ennesima disputa terriera in Bangladesh. Ad AsiaNews la donna dichiara: “Siamo donne e cristiane. È questo il motivo per cui il costruttore ci minaccia, invece di darci la nostra casa. Ha promesso di spararci come si fa con gli uccelli, se continuiamo a domandare ciò che ci spetta”.

Sommersa dalle lacrime, la donna ha raccontato davanti alle telecamere quanto accaduto a lei e alla sua famiglia. Dopo tanti sacrifici e duro lavoro, suo padre era riuscito a comprare un piccolo appezzamento a Kafrul, un quartiere di Dhaka, dove aveva costruito una modesta abitazione. Alla morte dell’uomo, avvenuta otto anni fa, Rita, la madre Uasha e la sorella Jhomur hanno deciso di cedere il terreno su cui sorgeva la propria casa alla ditta di un musulmano, Md Ishak Migha. Secondo gli accordi, il costruttore avrebbe dovuto edificare un complesso residenziale di otto piani, e cedere 11 appartamenti alle donne cattoliche. Questo avrebbe consentito loro di avere più speranze di un futuro migliore, in assenza del padre di famiglia.

Ma una volta ceduta la terra, Migha si è rimangiato la promessa e ha fatto sapere alle donne che non avrebbe dato loro alcuna casa. Di recente Rita ha denunciato l’accaduto ad un tribunale della capitale e in conferenza stampa ha chiesto l’intervento del primo ministro Sheikh Hasina. “In base all’atto di proprietà – ha detto – entro i primi sei mesi avremmo dovuto ricevere un appartamento, ma ormai sono passati anni e riceviamo solo minacce di morte. Questa situazione dà il polso delle condizioni di vita dei cristiani, che in questo Paese vivono nella paura”. Poi ha aggiunto afflitta: “Nonostante io sia un avvocato, non posso vincere contro l’ingiustizia”.

Raggiunto da AsiaNews, da parte sua il musulmano si è difeso respingendo tutte le accuse. Al contrario, ha sostenuto: “Le donne cattoliche mi stanno molestando. Non esistono strade per accedere all’edificio che ho costruito, quindi non potrò mai vendere gli appartamenti”. “Egli mente”, sostiene Rita, che invita a far visita al luogo per smentire le parole dell’imprenditore. In effetti l’edificio è servito da una strada larga abbastanza per consentire le manovre di un autobus.

Le donne hanno chiesto la mediazione delle autorità cattoliche e dei leader cristiani, ma nulla è valso contro la decisione del costruttore. Noel Gomes, leader cristiano, riferisce: “In diverse occasioni ci siamo recati a casa di Migha. Abbiamo tentato di dialogare con lui, ma la sua reazione è stata sempre aggressiva e siamo stati solo ricoperti di insulti e offese”. La vedova Uasha sostiene: “Siamo persone pacifiche. Vogliamo vivere in pace e credevamo di farlo cedendo la nostra terra alla ditta di costruzioni. Ora invece siamo costrette ad alloggiare in una casa in affitto, e io sono anche malata e non ho i soldi per comprare le medicine”.

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