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    » 18/02/2011, 00.00

    INDIA

    Digiuno e sit-in di vescovi e fedeli contro un falso rapporto sulle violenze in Karnataka

    Nirmala Carvalho

    Il rapporto della commissione di giustizia Somasekhar scagiona due movimenti radicali indù dagli attacchi del 2008 a 56 chiese, contro ogni evidenza. Il presidente del Global Council of Indian Christians: “Un fascio di menzogne, teso a confondere e disinformare la gente”. Un contro-rapporto presentato oggi al governatore e al primo ministro del Karnataka.

    Bangalore (AsiaNews) – Migliaia di cristiani in Karnataka danno vita a una manifestazione e a un digiuno per protestare contro un rapporto che negando testimonianze e evidenza scagiona alcune organizzazioni radicali indù nell’attacco di decine di chiese. Al digiuno silenzioso presso il campus dell’università di St Mark, a Bangalore, partecipano 18 vescovi, fra cui l’arcivescovo di Bangalore Bernard Moras. Oltre a digiunare e a manifestare nel sit-in, vescovi, esponenti del Global council of Indian Christians (Gcic) e cristiani del Karnataka presenteranno al governatore  e al primo ministro del Karnataka un contro-rapporto, intitolato: “1000 giorni di governo, 236 attacchi e 1000 persone traumatizzate”.

    Il rapporto della commissione Somasekhar scagiona il Bajrang Dal e il suo coordinatore, Mahendra Kumar, così come il movimento radicale indù Sangh Parivar. Ma, fanno notare i cristiani, esiste una lista di 56 chiese, allegata al rapporto, in cui vengono indicati gli autori degli attacchi. In 12 casi si parla del Bajrang Dal, in un caso del Sangh Parivar. E Mahendra Kumar, in una sua dichiarazione, ammette il legame fra il Bajrang Dal e il Vhp, una organizzazione radicale indù. Quindi, sostengono i cristiani, non si capisce come il rapporto possa scagionare quei movimenti.

    Il presidente del Gcic, Sajan K. George, commenta così il rapporto ad AsiaNews : “Un fascio di menzogne, teso a confondere e disinformare la gente. I più di 28 attacchi condotti nell’agosto e nel settembre 2008 in Karnataka erano guidati da estremisti indù, e in particolare dal Bajrang Dal”. Il rapporto Somasekhar è “completamente opposto” alla relazione provvisoria presentata l’anno scorso, che indicava responsabilità sia della polizia che dei leader del partito al governo e dei gruppi nazionalisti indù. Sajan K. George afferma anche che il rapporto Somasekhar cerca di giustificare l’uso eccessivo della forza da parte della polizia contro i bambini e le donne alle chiese di Kulshekara e di Vamanjoor, quando invece “è stata eccessiva e in violazione delle norme prescritte”.

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