18 Febbraio 2018
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 22/08/2012, 00.00

    CINA - VATICANO

    Diocesi di Shanghai sotto assedio dopo il "grande schiaffo" di Ma Daqin

    Bernardo Cervellera

    I seminari rimarranno chiusi fino a nuovo ordine; una suora è stata dimissionata come superiora generale. Seminaristi e suore "non hanno collaborato" col governo per l'ordinazione episcopale del 7 luglio, quando Ma Daqin ha deciso di uscire dall'Associazione patriottica. Crescono le resistenze e le critiche dei cattolici verso l'organismo di controllo della Chiesa ufficiale. Un vescovo ad AsiaNews: "Il governo ha perso il controllo delle masse e la fiducia della gente".

    Roma (AsiaNews) - Il seminario regionale e quello minore di Shanghai non apriranno - come programmato - agli inizi di settembre fino a nuovo ordine; una suora è stata dimessa come superiora generale del suo ordine: sono alcune delle "vendette" dell'Associazione patriottica per manifestare l'ira contro la scelta di mons. Taddeo Ma Daqin di uscire dall'organo di controllo della Chiesa cattolica ufficiale e contro coloro che "lo hanno aiutato".

    Il 7 luglio scorso mons. Ma è stato ordinato vescovo ausiliare di Shanghai, con l'approvazione della Santa Sede. Durante la cerimonia egli ha sfuggito l'abbraccio e la comunione con Zhan Silu, il vescovo illecito lì presente, e ha dichiarato che per dedicarsi in modo completo alla pastorale, sarebbe uscito dall'Associazione patriottica (Ap), un organismo che per Benedetto XVI ha fondamenti "inconciliabili con la dottrina cattolica", perseguendo una politica di "indipendenza" dalla Santa Sede.

    Subito dopo la sua ordinazione, il coraggioso mons. Ma (v. foto) è stato messo agli arresti domiciliari nel seminario regionale di Sheshan e gli viene proibito di indossare ogni insegna episcopale (croce pettorale, anello, beretta, ecc..). In più, è stata aperta un'indagine sul suo atteggiamento per aver violato le "regole" delle ordinazioni secondo il Partito.

    Ora il vescovo di Shanghai, mons. Aloysius Jin Luxian ha diramato una breve nota in cui avverte che i seminari non apriranno agli inizi di settembre "fino a ulteriore comunicazione" e ciò è dovuto alla "situazione presente".

    Alcuni giorni prima, un'altra nota avvertiva che suor Agnese Liu Shujing è stata dimissionata dall'incarico di superiora generale della congregazione di Nostra Signora della Presentazione. La madre, che stava preparando un corso settimanale con tutte le 86 suore del suo ordine, ha dovuto cancellare anche questo impegno.

    Secondo l'agenzia Ucan, "non vi sono motivi ufficiali per le dimissioni", ma si sa che sr Agnese  "non ha cooperato" con il governo nella preparazione dell'ordinazione del 7 luglio. Ella ha infatti ritardato di diffondere al suo istituto il messaggio dell'Ap, secondo cui le suore dovevano partecipare alla cerimonia, anche se vi era un vescovo illecito.

    Fonti di AsiaNews aggiungono particolari: suore e seminaristi, in realtà, hanno partecipato alla cerimonia, ma con una funzione molto precisa: evitare che vescovi illeciti riuscissero ad entrare nella chiesa e partecipassero alla cerimonia. Per questo tutti loro hanno costituito una "barriera umana" contro i vescovi non in comunione col papa, anche se Zhan Silu è poi riuscito a infiltrarsi lo stesso.

    L'Ap teme che l'esempio di mons. Ma Daqin e quello dei seminaristi e delle suore si diffonda in tutte le altre diocesi e per questo si sta vendicando tenendo chiuso il seminario e dimissionando sr Agnese.

    Ma forse tali mosse rischiano di essere un boomerang che creerà ancora più resistenza nella Chiesa. Già oggi un sacerdote, citato da Ucan, fa notare che il seminario maggiore di Sheshan serve non solo Shanghai, ma anche l'Anhui, il Fujian, il Jiangsu, lo Jiangxi e il Zhejiang e per questo "non dovrebbe essere implicato nell'incidente". I leader delle Chiese di queste province hanno pianificato di criticare la scelta delle autorità governative di Shanghai.

    Un altro sacerdote, contattato da AsiaNews difende la scelta di mons. Ma: "L'Ap non è il governo e perciò uno può liberamente entrare e uscire da un'associazione. Mons. Ma non ha fatto nulla di illegale nel dare le dimissioni dall'Ap".

    Perfino vescovi che finora sono stati molto ubbidienti all'Ap stanno facendo marcia indietro. Almeno due vescovi ufficiali, precettati dal Partito  a partecipare all'ordinazione illecita di Harbin, hanno rifiutato e trovato il modo di non andarci.

    Un vescovo ha commentato ad AsiaNews: "Nella Chiesa cattolica cinese sta succedendo quanto avviene nella società: il governo ha perso il controllo delle masse e la fiducia della gente. I fedeli non guardano più in faccia l'Ap, che non conta più nulla".

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    12/12/2012 VATICANO - CINA
    Mons. Savio Hon: Un sopruso la destituzione del vescovo di Shanghai. Tutte le Chiese del mondo preghino per lui
    Il segretario della Congregazione vaticana per l'evangelizzazione dei popoli commenta ad AsiaNews la notizia "triste" dell'accanimento del Consiglio episcopale cinese contro mons. Taddeo Ma Daqin, esautorato per aver obbedito al papa. L'invito a tutte le Chiese a pregare per la Chiesa perseguitata in Cina, da mons. Ma ai vescovi e sacerdoti in prigione. Una preghiera anche per la nuova leadership cinese, dopo il Congresso del partito comunista, perché non usino più "i metodi del passato".

    14/12/2012 CINA - VATICANO
    Card. Zen: Il caso del vescovo di Shanghai, una vergogna per la Chiesa e per i nuovi dirigenti cinesi
    Nel togliere a mons. Ma Daqin il titolo di vescovo di Shanghai, i vescovi "opportunisti" hanno obbedito ai padroni dell'Associazione patriottica, che non vogliono perdere il controllo sulla Chiesa. Ma in tal modo gettano fango anche sulla leadership di Pechino. Il Vaticano troppo lento nel giudicare come "scismatici" questi vescovi.

    05/10/2012 CINA - VATICANO
    Shanghai, preti e suore sottoposti a lavaggio del cervello, dopo il "grande schiaffo" di Ma Daqin
    Tre giornate di lezioni, di 12 ore al giorno, all'Istituto per il socialismo di Shanghai. A tema i doveri verso la nazione, i regolamenti religiosi, i principi di una Chiesa indipendente dal papa. Come ai tempi del maoismo, sacerdoti e suore hanno subito un esame finale e "confessato" quanto hanno imparato.

    18/12/2017 08:58:00 CINA-VATICANO
    Shanghai, riapre la cattedrale di sant’Ignazio. Assente mons. Ma Daqin (Video)

    Era stata chiusa al culto per due anni per restauro. La messa della dedicazione è stata presieduta dal decano della diocesi e concelebrata da 50 sacerdoti. Diversi fedeli speravano che mons. Ma Daqin avrebbe ripreso il suo ministero episcopale. Ma egli è ancora agli arresti domiciliari a Sheshan.



    19/04/2017 14:13:00 CINA-VATICANO
    L’abbraccio fra Zhan Silu e Ma Daqin: segno di resurrezione?

    La notizia del loro incontro a Mindong è apparsa per poco tempo sul web; dopo è stata cancellata. Per Zhan Silu il suo abbraccio a mons. Ma è una specie di “vendetta” per l’abbraccio ricevuto a Shanghai cinque anni prima, all’ordinazione di Ma. Un segno premonitore dei rapporti Cina-Santa Sede, in cui si mescolano e si abbracciano tutti… Mentre mons. Guo Xijin viene portato via.





    In evidenza

    CINA-VATICANO
    Le lacrime dei vescovi cinesi. Un ritratto di mons. Zhuang, vescovo di Shantou

    Padre Pietro

    Un sacerdote della Chiesa ufficiale, ricorda il vescovo 88enne che il Vaticano vuole sostituire con un vescovo illecito, gradito al regime. Mons. Zhuang Jianjian è diventato vescovo sotterraneo per volere del Vaticano nel 2006. Il card. Zen e mons. Zhuang, immagine della Chiesa fedele, “che fa provare un’immensa tristezza e un senso di impotenza”. Le speranze del card. Parolin di consolare “le sofferenze passate e presenti dei cattolici cinesi”.


    CINA-VATICANO-HONG KONG
    Il card. Zen sui vescovi di Shantou e Mindong

    Card. Joseph Zen

    Il vescovo emerito di Hong Kong conferma le informazioni pubblicate nei giorni scorsi da AsiaNews e rivela particolari del suo colloquio con papa Francesco su questi argomenti: “Non creare un altro caso Mindszenty”, il primate d’Ungheria che il Vaticano obbligò a lasciare il Paese, nominando un successore a Budapest, a piacimento del governo comunista del tempo.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

     









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®