13/06/2020, 08.00
QATAR
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Doha, mondiali 2022: centinaia di lavoratori migranti da mesi senza stipendio

Da sette mesi gli operai non ricevono compensi in un clima persistente di sfruttamento e precarietà. La pandemia di nuovo coronavirus ha aggravato la situazione. 

Doha (AsiaNews) - Centinaia di lavoratori migranti da almeno sette mesi non ricevono il salario. Essi erano stati reclutati da società in subappalto per i lavori di costruzione di stadi e infrastrutture in previsione dei campionati di calcio in Qatar del 2022. Attivisti e associazioni pro diritti umani denunciano un persistente clima di sfruttamento e condizioni di vita precarie, che si sono inasprite ancor più a causa della pandemia di nuovo coronavirus. 

Secondo la denuncia, un gruppo di operai impegnati nella costruzione dello stadio principale - che ospiterà anche la finale della competizione - da mesi non vedono alcun compenso. Fra le situazioni più critiche quella dei dipendenti della Qatar Meta Coats, almeno un centinaio di persone che aspettano di essere pagate per le rifiniture dell’al-Bayt Stadium. 

Fra questi vi sono migranti del Ghana, Kenya, Nepal e Filippine. In seguito a ripetute denunce, una (piccola) parte degli operai ha ricevuto alcune somme minime rispetto al dovuto. Secondo gli esperti, questa vicenda mostra la tendenza persistente allo sfruttamento della manodopera nel contesto delle opere per i mondiali, che permane nonostante gli appelli al rispetto dei diritti e ai timidi tentativi di riforma del mercato del lavoro.

Nella costruzione di stadi e infrastrutture necessarie per ospitare la rassegna iridata, in passato sono emersi casi di abusi e violazioni gravissime ai diritti umani e denunce di sfruttamento dei lavoratori, che hanno gettato più di un’ombra su Doha. Tuttavia, dopo anni di denunce e attacchi, nel 2017 inchieste e accuse di riduzione in “schiavitù” del personale sono state archiviate e i cantieri hanno ripreso la norma attività in vista della competizione. 

Secondo alcune fonti sarebbero oltre mille le persone decedute sinora all’interno dei cantieri - stadi, strade e altre strutture primarie - realizzati per i mondiali. La maggior parte degli incidenti sono dovuti alle pessime condizioni di lavoro e alla mancanza dei requisiti minimi di sicurezza. Per le autorità del Qatar sarebbero invece “solo 34” le vittime dall’inizio dei lavori nel 2014. 

Sfruttamento e mancato pagamento dei salari non è un problema che riguarda solo il Qatar, ma coinvolge tutti i Paesi del Golfo anch’essi colpiti dalla crisi economica acuita dall’emergenza Covid-19.

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