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  • » 11/01/2007, 00.00

    IRAN

    Dopo processi farsa, Teheran prepara la forca per 7 arabi



    La denuncia è di investigatori Onu per i diritti umani; i sette sono originari della provincia di Khuzestan, dove forti sono le manifestazioni anti-governative. Lo scorso fine settimana in un milione hanno scritto al presidente Ahmadinejad per protestare contro la dilagante disoccupazione.
    Ginevra (AsiaNews) – In Iran si preparano le esecuzioni capitali di 7 arabi condannati con un processo sommario e segreto. Lo denunciano tre investigatori Onu per i diritti umani. All’inizio della settimana i parenti dei 7 detenuti hanno ricevuto una comunicazione ufficiale, secondo cui le esecuzioni si terranno “nei prossimi giorni”. I condannati sono originari di Ahvaz, la capitale della ricca provincia petrolifera di Khuzestan, Iran sud-occidentale. La provincia è nota per un vasto movimento anti-governativo che ha radici nel malcontento della popolazione per la forte disoccupazione della zona.
     
    Secondo quanto riferiscono i funzionari Onu, i 7 fanno parte di un gruppo più ampio di arabi arrestati nel giugno 2006 in Khuzestan sulla base di accuse quali “tentata destabilizzazione del Paese e rovesciamento del governo”; tre di loro sono già stati giustiziati il mese scorso. Philip Alston, che si occupa delle esecuzioni sommarie presso il Consiglio Onu per i Diritti umani, e i suoi collaboratori Leandro Despouy e Manfred Novak, aggiungono che tra le accuse vi è anche quella di essere stati addestrati in Iraq da ufficiali statunitensi, britannici e israeliani. Interpellato dall'Associeted Press, uno dei rappresentanti iraniani a Ginevra ha preferito non commentare la notizia.
     
    Non è chiaro se l’arresto del gruppo sia legato a due bombe che l'anno scorso hanno ucciso almeno 9 persone ad Ahvaz. In quell’occasione il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad aveva accusato “gli occupanti dell’Iraq” di aver sostenuto gli attentatori.
     
    Gli investigatori Onu sottolineano che, anche se i sospetti sugli arabi sono gravi, ciò “non giustifica la loro detenzione e la condanna capitale, avvenute sulla base di processi sommari, senza rispetto dei fondamentali parametri giudiziari”. Essi spiegano che gli avvocati non solo non hanno potuto incontrare i loro assistiti prima del processo, ma hanno anche ricevuto l’accusa di “minare la sicurezza nazionale” quando hanno cercato di difendere i loro clienti. Le prove su cui è stato emesso il verdetto, inoltre, sono costituite per lo più da confessioni estorte dietro tortura.
     
    Gli arabi costituiscono meno del tre per cento della popolazione iraniana; la maggior parte risiede in Khuzestan, provincia ricca di giacimenti petroliferi, ma prostrata a livello economico. La zona è nota per il forte sentimento anti-governativo, che dal 2005 anima intermittenti manifestazioni contro il regime dei mullah. Lo scorso fine settimana, in occasione di una visita di Ahmadinejad, circa un milione di abitanti locali ha inviato lettere all’ufficio presidenziale per protestare contro la disoccupazione, secondo quanto riferito dal quotidiano del Kuwait, al-Qabas. 
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