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  • » 05/07/2017, 11.41

    COREA-ONU

    Dubbi sulla potenza dei missili di Pyongyang. Moon deciso a seguire la strada delle sanzioni e del dialogo



    La retorica di Kim Jong-un: Il missile, “un dono per i bastardi americani”, nel giorno della festa d’indipendenza. “Ora possiamo colpire tutto il mondo”. Ma forse il missile si è disintegrato in aria, rientrando nell’atmosfera. Dubbi sulla capacità di miniaturizzare le testate nucleare da inserire nel cono del missile. Al Consiglio di sicurezza Onu, gli Usa chiederanno ulteriori sanzioni. Seoul ribadisce l’importanza della strada del dialogo.  Antonio Guterres: Mantenere unita la comunità internazionale.

     

    Seoul (AsiaNews) - Il Consiglio di sicurezza dell’Onu si raduna oggi pomeriggio in emergenza per trovare soluzioni all’ennesima violazione alle indicazioni Onu da parte della Corea del Nord, che ieri mattina ha lanciato un missile, da essa definito “intercontinentale” e capace di colpire “ovunque nel mondo”.

    Con grande retorica, Pyongyang ha diffuso le parole del suo leader Kim Jong-un che ha parlato del missile come di un “dono per i bastardi americani”, lanciato il 4 luglio, festa dell’indipendenza degli Stati Uniti. E pare abbia aggiunto: “Dobbiamo inviare doni come questo ogni tanto, per aiutarli a rompere la noia”.

    Il raduno Onu di emergenza è stato richiesto da Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud. Rex Tillerson, segretario di Stato Usa, ha già richiesto decisioni “globali”, come “globale è la minaccia” e vuole si attuino sanzioni che blocchino lavoratori nordcoreani all’estero, la compagnia aerea nazionale, dare multe ai Paesi - come la Cina - che commerciano con Pyongyang.

    Nei mesi scorsi, in visita a Seoul, Tillerson aveva anche ammesso la possibilità di un’azione militare contro il Nord. Per tutta risposta, oggi il comando Usa a Seoul e l’esercito sudcoreano hanno lanciato dei missili nelle acque territoriali del sud, quasi come una minaccia.

    La Nordcorea si vanta che con il lancio di ieri essa è giunta allo “stadio finale” nel creare un “fiducioso e potente Stato nucleare, capace di colpire ovunque nel mondo”.

    Anche gli Stati Uniti confermano il carattere “intercontinentale” del lancio di ieri, e la sua “minaccia globale”. Ma alcuni esperti dubitano.

    Secondo Pyongyang, il missile ha volato per 933 km, raggiungendo un’altitudine di 2800 km, prima di cadere nel Mar del Giappone, dopo 39 minuti. Gli esperti confermano la gittata, ma dubitano che il lancio sia stato un successo perché nessuno ha registrato la sua caduta in mare. Ciò significa che il missile potrebbe essersi distrutto per l’alta temperatura (7mila gradi) al momento di ritornare nell’atmosfera terrestre. Un altro dubbio degli esperti riguarda la capacità di Pyongyang a “miniaturizzare” le bombe nucleari per poterle inserire nel cono della punta del missile, su cui non si ha ancora certezza.

    In un incontro al parlamento sudcoreano quest’oggi, Han Min-koo, ministro della Difesa, ha detto che non si hanno prove sulla capacità di rientro nell’atmosfera del missile. Egli ha anche detto che la “miniaturizzazione” delle testate nucleari da parte del Nord ha raggiunto livelli “considerevoli”, anche se non completi.

    L’Ufficio di presidenza di Moon Jae-in ha comunicato che nonostante la provocazione di Pyongyang, la sua linea rimane quella delle sanzioni, ma anche dell’apertura al dialogo, favorendo incontro fra il Nord e il Sud.

    Lim Eul-chul, professore dell’Istituto per gli studi sull’Estremo oriente all’università Kyungnam spiega che “la situazione corrente non può essere risolta attraverso azioni militari, altre pressioni e sanzioni. Il Nord ha percorso tutta la strada del programma nucleare, mostrando di avere missili e programma nucleare. Ora è tempo di dialogo”.

    Il tema del dialogo è importante anche all’interno della comunità internazionale. Ieri il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres ha condannato il test missilistico nordcoreano come “un’altra sfacciata violazione alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza”, che costituisce pure “una pericolosa escalation della situazione”.

    Egli ha chiesto che la leadership di Pyongyang “cessi queste continue azioni di provocazione e ubbidisca in pieno ai suoi obblighi internazionali”.

    Guterres ha anche sottolineato che è importante “mantenere l’unità della comunità internazionale nell’affronto di questa enorme sfida”. Il riferimento è alla differenza di posizioni fra Stati Uniti e Cina. Pechino vuole che si vada ai dialoghi fra Pyongyang e la comunità internazionale senza alcuna condizione; Washington esige che i test nucleari e missilistici siano bloccati prima dell’inizio dei dialoghi.

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