12/10/2007, 00.00
TAGIKISTAN
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Dushanbe teme un altro inverno al freddo

Nel Paese ricco d’acqua e povero di energia, in inverno l’elettricità è stata razionata. In villaggi e città è mancata per interi giorni. Ora vuole comprarla dai vicini, ma deve trattare con l’Uzbekistan, contrario a nuovi impianti idroelettrici per non perdere le sue fonti d’acqua.

Dushanbe (AsiaNews/Agenzie) – Ricchi di fonti idriche ma poveri di energia, Tagikistan e Kirghizistan progettano di sfruttare le risorse idriche, anche costruendo poderosi impianti idroelettrici. Ma questo causa preoccupazione negli Stati vicini che, come Uzbekistan e Kazakistan, all’opposto sono ricchi di petrolio e gas ma dipendono dai fiumi che vengono dai Paesi vicini.

Nell’organizzazione sovietica, il Tagikistan non ha mai avuto bisogno di essere autosufficiente, ricevendo l’energia dagli Stati vicini. Ma ora d’inverno l’intera nazione rimane al buio. Da ottobre l’energia elettrica è razionata: case e uffici la ricevono per due periodi al giorno, la mattina e la sera per un totale tra 6 e 8 ore. Fanno eccezione ospedali, uffici pubblici e “luoghi di importanza strategica”. Manca anche il gas e nelle case sono tornate stufe a legna e a carbone, per riscaldarsi e cucinare, e lampade a olio. Lo scorso inverno molti villaggi e persino città di provincia sono rimasti senza energia anche per giorni, è mancata per lunghi periodi anche nel centro della capitale. Intanto Mirzosharif Isomiddinov, capo della Commissione parlamentare per energia, industria e comunicazioni, spiega che oltre il 50% dell’energia elettrica nazionale è consumata da una fabbrica di alluminio, essenziale per l’economia nazionale, che non viene mai lasciata senza.

Il Tagikistan ha un’immensa potenzialità idroelettrica e potrebbe produrre più di 300 miliardi di kilowattora per anno, ma per ora ha impianti per produrne “solo” 17 miliardi. Sta realizzando nuovi impianti, ma questo causa preoccupazione tra i vicini, specie nell’Uzbekistan che ha bisogno dei fiumi Amu Darya (dal Tagikistan) e Syr Darya (dal Kirghizistan) per le coltivazioni di cotone. L’impianto di Roghum, iniziato nel 1976 e mai completato, prevede addirittura una diga alta 335 metri.

Il Kirghizistan, invece, è già autosufficiente e vende elettricità ai Paesi vicini.

Ora Dushanbe ha annunciato un accordo il 4 ottobre con il Turkmenistan per l’acquisto di 1,2 miliardi di kilowatt-ora annui per 3 anni, ma l’energia deve passare per l’Uzbekistan. Già lo scorso anno il Tagikistan ha concluso un accordo simile per prendere energia dal Kirghizistan attraverso l’Uzbekistan, ma non è stato attuato perché – secondo le carenti spiegazioni ufficiali - Tashkent avrebbe avuto problemi alle sue infrastrutture. Ora Isomiddinov dice che l’Uzbekistan ha una rete elettrica adeguata per trasmettere simili quantità di energia.

Ma molti sono convinti che Tashkent abbia voluto impedire il trasferimento di energia per trattare con Dushanbe sugli impianti idroelettrici. Infatti per realizzarli occorrono comunque anni e il Tagikistan non può passarli senza energia. Al di là delle dichiarazioni ufficiali, analisti ritengono che i due Paesi stiano trattando in segreto per trovare un accordo.

 

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