21/04/2015, 00.00
THAILANDIA
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Economia e pace sociale, gli obiettivi programmatici di governo della giunta thai

di Weena Kowitwanij
L’ex generale e premier Prayuth rilancia i punti fermi dell’esecutivo: crescita economica, sicurezza e lotta alla corruzione. Egli esorta “tutti” i cittadini a lavorare per la pace e il bene del Paese. Cresce il settore del turismo, con un più 23%. L’esecutivo intende inoltre promuovere politiche sociali e rafforzare le relazioni internazionali. Sullo sfondo i timori di una deriva autoritaria.

Bangkok (AsiaNews) - Favorire la crescita economica, dopo un periodo di crisi causato dalle tensioni sociali e politiche; mantenere il rigore e severità nella linea di governo, per garantire la pace sociale; proseguire il cammino di riforme politiche, per assicurare un futuro di stabilità e prosperità alla nazione. Sono questi gli obiettivi tracciati dall’ex generale e capo dell’esercito Prayuth Chan-ocha, Primo Ministro della giunta militare al potere oggi in Thailandia. Nei giorni scorsi, nella sede dell’esecutivo il premier e i ministri del gabinetto di governo hanno incontrato la stampa, illustrando “i traguardi raggiunti negli ultimi sei mesi” e le sfide future che aspettano la nazione. Il Primo Ministro ha respinto le accuse di un “governo troppo severo”, perché è “necessario” il pugno di ferro “per permettere al Paese di andare avanti”.

Il premier thai ha rilanciato “gli 11 punti” che guidano l’azione di governo. Fra questi la protezione della monarchia, la sicurezza nazionale, uguaglianza sociale, educazione, sanità, economia, ruolo della Thailandia nell’Asean, sviluppo della scienza e tecnologia, protezione delle risorse naturali, giustizia e lotta alla corruzione.

Dal maggio 2014 l’economia della Thailandia è “migliorata”, afferma l’ex gen. Prayuth Chan-ocha, snocciolando i dati che riportano un “+ 2,3% nell’ultimo trimestre 2014”. A questo si unisce la decisa crescita nel settore del turismo (+23% nel primo trimestre del 2015), dopo un periodo di forte flessione a causa della crisi politica e degli scontri di piazza.

“Gli oltre 60  milioni di cittadini thai vogliono la pace” aggiunge il premier, secondo cui “tutti sono chiamati ad amare il prossimo e contribuire a risolvere i problemi della nazione”. Egli ha infine aggiunto che “tutti dovrebbero godere dei diritti, delle libertà e contribuire al bene della nazione e del suo popolo. Libertà - conclude - non significa non rispettare la legge, disturbare o arrecare danno ad altri. È nostro dovere portare la pace nel Paese”.

Il vice-premier Pridiyathorn Devakul, consigliere esperto in economia, sottolinea che “nel primo trimestre del 2015 è prevista una crescita del 3% o anche superiore”. Gli investimenti nel settore privato “sono in espansione”, in pochi mesi si sono creati oltre 133mila posti di lavoro e investimenti per oltre 11 miliardi di dollari. “Credo davvero che gli investimenti - aggiunge - cresceranno nei prossimi 6 o 9 mesi”.

Yongyu Yuthavong, vice Primo Ministro e responsabile degli Affari sociali, della sanità, della scienza e della tecnologia, ricorda le politiche governative “per i portatori di handicap”, fra cui il sostegno “nella formazione e nella ricerca di occupazione”. A questo si aggiungono le riforme volte a migliorare l’educazione dei bambini e le iniziative a favore della terza età, anche perché “la Thailandia sta diventando una nazione sempre più anziana”.

Infine, in tema di politica estera è intervenuto il vice-ministro degli Esteri Don Poramatwinaj, il quale ha ricordato l’importanza di costruire solide relazioni fra nazioni, inclusi i Paesi vicini e potenze mondiali come la Cina, gli Stati Uniti, l’Unione europea, il Giappone e la Russia.

Nel maggio del 2014 l’intervento dell'esercito ha messo fine a mesi di stallo politico e proteste di piazza, che hanno causato almeno 27 morti; esso ha inoltre determinato la cacciata della premier  Yingluck Shinawatra, vincitrice alle urne con un ampio voto popolare. Ora il Paese è sotto il controllo dei militari, con il capo delle Forze armate nominato Primo Ministro e il compito di riformare lo Stato, anche se vi è il rischio di una deriva autoritaria. Nei giorni scorsi è stata presentata la bozza della nuova Costituzione che, secondo analisti ed esperti di politica thai, è stata scritta con l’obiettivo di ridurre il potere dei maggiori partiti e di mantenere i politici sotto controllo.

 

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