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» 13/02/2005 14:44
iraq
Elezioni in Iraq: pubblici i risultati finali
Hanno votato circa 8,55 milioni di persone. L'Alleanza sciita sostenuta dal grande Ayatollah Al Sistani ha vinto il 47,6%; i Kurdi il 25,4%; la Lista di Allawi il 13,6%. La partecipazione è stata del 59%. Preoccupazione per l'assenza dei sunniti.

Baghdad (AsiaNews) - La Commissione elettorale ha tenuto oggi (alle 16 ora locale) una conferenza stampa per comunicare i risultati ufficiali e definitivi delle storiche elezioni tenutesi il 30 gennaio scorso. Mentre la conferenza stampa è ancora in corso, con le risposte dei commissari alle domande del pubblico presente, i risultati - che comprendono anche il voto degli irakeni all'estero  - sono i seguenti:anzitutto, come ci si aspettava, la grande affermazione dell'Alleanza sciita sostenuta dal grande Ayatollah Al Sistani, che ha ricevuto il 47,6% dei voti. Le previsioni davano una loro vittoria al 60%. La seconda grande affermazione è per le liste kurde, che insieme ottengono il 25,4%. La lista del primo ministro ad interim Iyad Allawi ha ottenuto il 13,6%. Molte previsioni alla vigilia suggerivano Allawi come vincitore certo delle elezioni, data la sua posizione e l'appoggio degli Stati Uniti. Ridimensionata anche la partecipazione: non il 72% come annunciato ufficiosamente in origine, ma il 59%.

La Commissione ha esaltato l'esperienza delle elezioni come un primo "segno di democrazia per i popoli dell'area" medio-orientale e ha detto che si accetteranno contestazioni solo entro i prossimi 3 giorni. Dopo ciò i risultati saranno definitivi.

Gran parte del mondo sunnita (il 20% della popolazione irakena) non ha potuto partecipare alle elezioni per mancanza di sicurezza; altri hanno rifiutato di parteciparvi chiedendo il ritiro delle truppe straniere come condizione per le elezioni. In alcune zone la partecipazione sunnita è stata solo del 2%. Analisti temono che la loro esclusione possa provocare una guerra civile fra sunniti e sciiti. Durante il regime di Saddam Hussein i sunniti avevano il potere e gli sciiti ne erano esclusi. Per tutta la settimana passata vi sono stati diversi attentati che hanno colpito obbiettivi civili e religiosi sciiti.


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