10/04/2019, 07.39
ISRAELE - PALESTINA
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Elezioni in Israele: Netanyahu favorito per la formazione del (quinto) governo

Sostanziale parità (35 seggi ciascuno) fra il Likud del premier uscente e la coalizione Blu e Bianco dello sfidante Benny Gantz. Tuttavia, il gioco delle alleanze e l’affermazione dei partiti di destra dovrebbe premiare “re Bibi”, più longevo di Ben Gurion. Prima della fine del conteggio dei voti, Netanyahu dichiara: “Una vittoria immensa”. 

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Una gara senza vincitori, né vinti che, tuttavia, per il gioco delle alleanze fra schieramenti potrebbe portare a un quinto mandato - record assoluto nella storia del Paese - per il premier uscente Benjamin Netanyahu. Con la quasi totalità delle schede scrutinate (circa il 97%), sembrerebbe questo l’esito delle elezioni politiche di ieri che hanno registrato un testa a testa fra il partito di destra Likud di “re Bibi” e la coalizione di centro-destra Blu e Bianco guidata dall’ex generale Benny Gantz. 

Le ultime proiezioni mostrano che il Likud e il movimento rivale dovrebbero conquistare entrambi 35 seggi alla Knesset, il Parlamento monocamerale israeliano (120 i seggi in totale). Altri rilevamenti davano in vantaggio di un voto il partito di governo. In ogni caso, il risultato sembra garantire a Netanyahu una posizione di forza nella formazione del prossimo esecutivo, orientato sempre più a destra. 

Nelle elezioni politiche nessun partito ha mai ottenuto la maggioranza, rendendo necessaria la nascita di governi di coalizione frutto di intense trattative parlamentari. 

“Re Bibi”, come viene definito il 69enne leader del partito di destra Likud, ha condotto una campagna elettorale dai toni accesi, promettendo anche l’annessione degli insediamenti in Cisgiordania. Il premier uscente ha inoltre respinto al mittente le accuse di corruzione e frode e agitato la minaccia del pericolo esterno (in primis Iran), che egli solo - con l’aiuto di Trump - è in grado di sventare. Il 59enne rivale Benny Gantz ha cercato di smontare l’immagine di Netanyahu come garante della sicurezza nazionale, cercando di rispondere alle aspettative di quanti chiedevano “facce nuove e aria fresca” nella classe dirigente del Paese.

Fin dai primi exit-poll sembrava delinearsi una sfida senza un chiaro vincitore. Nella tarda serata di ieri sia Netanyahu che lo sfidante Gantz hanno rivendicato la vittoria alle urne. Una mossa con il sapore di propaganda davanti al proprio elettorato, senza un reale riscontro in termini di voti. 

“Abbiamo vinto! Il pubblico israeliano ha detto la propria parola” ha sottolineato il leader della coalizione Blu e Bianco in un comunicato. “Queste elezioni - ha aggiunto - hanno un chiaro vincitore e un perdente netto”. Nel frattempo il premier uscente festeggiava la vittoria nel proprio quartier generale a Tel Aviv. “È la notte - ha sottolineato Netanyahu - di una vittoria immensa”. “Sono commosso - ha aggiunto - per il quinto mandato” alla guida del Paese. 

Un record assoluto, che lo pone davanti anche al padre fondatore della patria David Ben Gurion.  

Dietro il probabile mandato al Primo Ministro uscente, il buon risultato dei partiti di destra e di estrema destra che dovrebbero formare la coalizione del futuro governo, in una nazione in cui centro-sinistra e sinistra sembrano ormai sparite dal panorama politico.

Alla vigilia delle elezioni i due leader avevano escluso una “grande alleanza”, ma l’ipotesi - sebbene remota - per alcuni analisti non è del tutto archiviata.

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