18/06/2015, 00.00
VATICANO
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Enciclica: card. Turkson, al centro del documento il concetto di ecologia integrale

Metropolita Zizioulas, “il significato dell’enciclica non si limiti al tema dell'ecologia in quanto tale”, ma ha anche “una importante dimensione ecumenica”, di quell’ecumenismo “esistenziale”, che è “lo sforzo di affrontare insieme i problemi esistenziali più profondi”. “Porta i cristiani precedentemente divisi verso un compito comune che devono affrontare insieme”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – E’ “nella chiave del cammino di conversione e di speranza in un futuro rinnovato”, che il Papa “mette al centro dell’Enciclica il concetto di ecologia integrale, come paradigma in grado di articolare le relazioni fondamentali della persona con Dio, con se stessa, con gli altri esseri umani, con il creato”. Lo ha evidenziato il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Pontificio consiglio della giustizia e della pace, che oggi ha presentato in Vaticano la “Laudato si’”, insieme con il metropolita di Pergamo John Zizioulas, in rappresentanza del Patriarcato ecumenico e della Chiesa ortodossa.

Una enciclica, ha sottolineato il direttore della Sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, “preparata in modo nuovo. Da circa un mese, approfittando dei moderni mezzi di comunicazione" il Papa ha operato per
una "promulgazione dell’Enciclica insieme ai vescovi di tutto il mondo, grazie all’invio, via mail" di diversi passi del documento in varie fasi.

Da parte sua il cardinale Turkson - autore, come ha rivelato il Papa, della prima bozza dell’enciclica - ha dato come espresso riferimento quanto si legge al n. 139: «Quando parliamo di “ambiente” facciamo riferimento anche a una particolare relazione: quella tra la natura e la società che la abita. Questo ci impedisce di considerare la natura come qualcosa di separato da noi o come una mera cornice della nostra vita. Siamo inclusi in essa, siamo parte di essa e ne siamo compenetrati. Le ragioni per le quali un luogo viene inquinato richiedono un’analisi del funzionamento della società, della sua economia, del suo comportamento, dei suoi modi di comprendere la realtà. Data l’ampiezza dei cambiamenti, non è più possibile trovare una risposta specifica e indipendente per ogni singola parte del problema. È fondamentale cercare soluzioni integrali, che considerino le interazioni dei sistemi naturali tra loro e con i sistemi sociali. Non ci sono due crisi separate, una ambientale e un’altra sociale, bensì una sola e complessa crisi socio-ambientale. Le direttrici per la soluzione richiedono un approccio integrale per combattere la povertà, per restituire la dignità agli esclusi e nello stesso tempo per prendersi cura della natura».

“È questa – ha spiegato - la cornice al cui interno vanno collocati i diversi temi trattati dall’Enciclica, che nei diversi capitoli vengono ripresi e continuamente arricchiti partendo da prospettive differenti. Ad esempio l’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta; la convinzione che tutto nel mondo è intimamente connesso: la critica al nuovo paradigma e alle forme di potere che derivano dalla tecnologia; il valore proprio di ogni creatura; il senso umano dell’ecologia; la necessità di dibattiti sinceri e onesti; la grave responsabilità della politica internazionale e locale; la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita; e l’invito a cercare altri modi di intendere l’economia e il progresso”.

Da parte sua, il metropolita Zizioulas ha evidenziato in primo luogo come la “Laudato si’” dia largo spazio alla dimensione teologica del rapporto tra uomo e natura, generalmente marginale nei curricula accademici cattolici, ortodossi e protestanti. “L'enciclica – ha detto - dedica un intero capitolo (cap. 2) per mostrare le profonde implicazioni ecologiche della dottrina cristiana della creazione. Essa rileva che secondo la Bibbia ‘l’esistenza umana si basa su tre relazioni fondamentali strettamente connesse: la relazione con Dio, quella con il prossimo e quella con la terra” (n. 66).

Il secondo aspetto evidenziato dal teologo ortodosso è la dimensione spiritual della crisi ecologica. “Come emerge chiaramente dall’enciclica – ha detto - la crisi ecologica è essenzialmente un problema spirituale. Il corretto rapporto tra l'umanità e la terra o il suo ambiente naturale è stato rotto con la Caduta, sia verso l'esterno che dentro di noi, e questa rottura è peccato. La Chiesa deve ora introdurre il suo insegnamento sul peccato contro l'ambiente, il peccato ecologico. Il pentimento deve comprendere anche il danno che facciamo alla natura, sia come individui che come società. Questo deve essere fatto presente alla coscienza di ogni cristiano che si preoccupa per la sua salvezza.

Il metropolita Zizioulas, infine, ritiene che “il significato dell’enciclica non si limiti al tema dell'ecologia in quanto tale”, ma abbia anche “una importante dimensione ecumenica”, di quell’ecumenismo che egli ha definito “esistenziale”, che è “lo sforzo di affrontare insieme i problemi esistenziali più profondi, che preoccupano l'umanità nel suo insieme - non solo in luoghi particolari o tra classi di persone. L'ecologia è senza dubbio il candidato più ovvio di tale categoria”.

Il documento papale rientra in tale aspetto dell’ecumenismo in quanto, secondo Zizioulas, “porta i cristiani precedentemente divisi verso un compito comune che devono affrontare insieme. Viviamo in un'epoca in cui i problemi esistenziali fondamentali travolgere le nostre divisioni tradizionali e le relativizzano quasi al punto di estinguerle. Si guardi, per esempio, a quello che sta accadendo oggi nel Medio Oriente: coloro che perseguitano i cristiani chiedono loro quale sia la Chiesa o confessione di appartenenza? L'unità dei cristiani in questi casi è di fatto realizzato dalla persecuzione e dal sangue - un ecumenismo del martirio”.

 

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