06/12/2014, 00.00
CINA
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Espulso dal Partito e arrestato Zhou Yongkang, la "tigre" della corruzione

di Wang Zhicheng
L'ex capo della sicurezza è accusato non solo di corruzione, ma anche di aver rivelato segreti di Stato e di Partito, oltre che di pagare amanti per sé e i suoi fidi. I dubbi sulla campagna: reale lotta alla corruzione o strumento di eliminazione degli avversari politici? Zhou era amico di Bo Xilai.

Pechino (AsiaNews) - Zhou Yongkang, ex capo della sicurezza ed ex membro del Politburo, da stanotte è espulso dal Partito comunista cinese e arrestato in attesa di un processo.

L'annuncio della sua caduta, con un comunicato di Xinhua dopo la mezzanotte, elenca una serie di accuse: non solo - come era prevedibile - corruzione, ma anche "rivelazione di segreti di Stato e del partito", come pure "uso di potere e denaro in cambio di sesso". Zhou, che per 30 anni è stato fedele a una sola moglie e si è sposato con una seconda solo a un anno della morte della prima, è accusato di aver usato il suo potere per sostenere amanti per sé e per i parenti.

E' anche curiosa l'accusa di "rivelazione di segreti di Stato e di partito" per un uomo che era potentissimo capo della sicurezza della nazione, ma aveva il "vizio" di mettere sotto controllo i telefoni dei leader.

L'accusa e l'avvio al processo di Zhou Yongkang è il punto più alto della campagna anti-corruzione lanciata da almeno 18 mesi dal presidente Xi Jinping, in cui egli ha promesso di colpire "tigri" e "mosche", persone potenti e piccoli impiegati per liberare il Partito dall'accusa di corruzione e per ridare senso della moralità e del servizio a un Partito che viene visto soprattutto come un'occasione per guadagni stratosferici.

Il Quotidiano del Popolo accusa Zhou di essere andato "contro in modo completo alla natura e agli scopi del Partito comunista" e di "aver danneggiato l'immagine del Partito". "L'inchiesta su Zhou - si afferma - mostra la nostra tolleranza zero verso la corruzione".

Fino al novembre 2012 Zhou è stato membro del Comitato permanente del Politburo, dopo aver accumulato potere nel mondo del petrolio e della sicurezza. Prima di colpire Zhou, il Partito ha cercato di svuotare tutta la sua rete di potere. Allo scorso Plenum, in ottobre, sei membri del Partito sono stati espulsi: quattro erano legati a Zhou.

Fino ad ora almeno 10 personaggi, compresi i parenti - moglie, figli, cognati - sono stati arrestati con l'accusa di corruzione per il possesso di un impero di almeno 9 miliardi di euro, che coinvolge 37 compagnie dalla produzione di petrolio, all'edilizia, alle centrali idroelettriche, al turismo.

Rimangono molti dubbi su questa campagna anti-corruzione:

1)   anzitutto quanto essa sia totale. Per uno Zhou Yongkang che viene fermato, ce ne sono molti altri che rimangono liberi. In passato lo stesso Xi Jinping è stato accusato di avere business miliardari in un intreccio di potere politico ed economia.

2)   Questa campagna non sembra efficace. Secondo personalità che commerciano con la Cina, per sfuggire al controllo dell'anti-corruzione, stanno apparendo nuove forme di bustarelle e percentuali che mettono in seria crisi gli ideali della campagna;

3)   È molto probabile - come spesso è avvenuto - che la campagna anticorruzione sia solo un modo per eliminare avversari svergognandoli dal punto di vista politico, economico e morale. Non bisogna dimenticare che Zhou era uno stretto alleato di Bo Xilai, condannato lo scorso anno all'ergastolo per corruzione.

 

 

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