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» 07/12/2005 08:48
PAKISTAN
Estremismo islamico contro i cristiani del Pakistan
di Peter Jacob

Continuano le violenze contro i cattolici. Conferenza stampa delle organizzazioni cristiane studieranno gli episodi di odio religioso nel paese.



Sangla Hill (AsiaNews) - I cristiani in Pakistan si organizzano per rispondere alla crescente intolleranza religiosa nel paese, dopo l'attacco a chiese e case di cristiani a Sangla Hill.

La Commissione nazionale Giustizia e pace ha promosso un incontro di consultazione con molte realtà cristiane per tentare di arginare il pericolo dell'estremismo islamico.

Nel comunicato stampa congiunto, "il distretto di Nankana (nel quale rientra Sangla Hill) ribolle di discorsi anti cristiani, ma le autorità non hanno fatto nulla per evitare la tensione, nonostante i ripetuti appelli da parte dei rappresentanti della comunità". E continua: "L'attuale governo non fa nulla per riparare la situazione: non ammette i fatti accaduti e inoltre protegge gli istigatori delle violenze di massa".

Leader ecclesiastici e rappresentanti di organizzazioni della società civile hanno chiesto al governo azioni decise.

Secondo i firmatari del comunicato le autorità hanno anche la colpa di nascondere ai pakistani le conseguenze dell'abuso della legge sulla blasfemia. A questo proposito si chiede di nuovo l'abrogazione della norma, ritenuta "una spada di Damocle" per tutte le minoranze religiose nel paese. Rivolgendosi al governo si chiede "di rendere pubbliche i risultati dell'inchiesta giudiziaria sull'attacco a Sangla Hill; liberare tutte le persone innocenti (accusate di blasfemia), incluso Yousaf Masih, condannato solo per la sua religione". Masih è ritenuto colpevole di aver dissacrato il Corano; il presunto caso di blasfemia è stato la scintilla che ha innescato gli attacchi del 12 novembre scorso contro chiese e proprietà di cristiani nel villaggio del Panjab.

I partecipanti al l'incontro, avvenuto a Lahore, annunciano anche l'avvio di un "movimento di massa che informi la gente sulle allarmanti condizioni di intolleranza e violenza dovute alla discriminazione religiosa nel paese". Oltre alla Commissione nazionale giustizia e pace, tra i firmatari del comunicato vi sono: Commission for Peace and Human Development, Centre of Legal Assistance and Settlement, All Pakistan Minorities Alliance, Christian Study Centre- Rawalpindi, Justice and Peace Commission - Multan. Domani, 8 dicembre, le organizzazioni cristiane terranno una conferenza stampa congiunta a Islamabad, per evidenziare gli incidenti di odio religioso e studiarne le cause.

Dopo Sangla Hill, in dicembre si registrano altri casi di violenze verso i cristiani. Il 1 dicembre 8 studenti e 4 studentesse di una scuola guidata dalla Chiesa degli Avventisti del settimo giorno a Multan Road, Lahore, sono stati colpiti duramente da alcuni giovani musulmani. Secondo una responsabile della scuola, una ragazza - Chanda Munir - è svenuta in seguito all'aggressione. Pochi giorni dopo la chiesa ha ricevuto una telefonata anonima, che è subito stata denunciata alla polizia di Cheung. Sempre a Lahore il 5 dicembre si è verificata una rapina nell'abitazione di alcuni sacerdoti cattolici, che sono stati malmenanti. I preti hanno sporto denuncia contro ignoti, ma finora la polizia non ha compiuto arresti. Al momento la casa è sorvegliata dalle guardie.


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