31/10/2014, 00.00
ISRAELE - PALESTINA
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Gerusalemme: riaperta (con restrizioni) la Spianata delle Moschee, resta alta tensione

Ancora in vigore il divieto di accesso agli uomini con meno di 50 anni. Per Abu Mazen la chiusura imposta da Tel Aviv nei giorni scorsi è una “dichiarazione di guerra”. Svolti senza incidenti i funerali del palestinese sospettato di aver ferito il rabbino Glick, tuttora ricoverato in gravi condizioni.

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Il governo di Tel Aviv ha ordinato la riapertura degli accessi al Monte del Tempio, bloccati il 29 ottobre scorso in seguito al ferimento di uno dei leader di primo piano dell'estrema destra israeliana. L'uomo è tuttora ricoverato in ospedale in gravi condizioni, attaccato ad un respiratore. Tuttavia, per motivi di sicurezza e per scongiurare nuovi incidenti restano ancora in vigore alcune restrizioni all'ingresso alla Spianata delle Moschee, fra cui il divieto di accesso agli uomini con meno di 50 anni. Le autorità hanno ordinato lo stanziamento di almeno 3mila poliziotti a guardia della Moschea di Al-Aqsa e della zona circostante, nel cuore della Città Vecchia, un numero tre volte superiore alla media. 

Intanto il palestinese sospettato di aver colpito il rabbino Yehuda Glick, leader del movimento Temple Mount and Eretz Yisrael Faithful, poi ucciso dalla polizia israeliana, è stato seppellito a Gerusalemme Est. La funzione, alla quale hanno partecipato centinaia di persone, si è svolta regolarmente e non si sono verificati incidenti. 

Nelle ultime settimane si è registrata una escalation della tensione fra Israele e Palestina, con scambi di accuse e diversi incidenti, con morti e feriti su entrambi i fronti. Il presidente dell'Autorità palestinese Mahmoud Abbas ha manifestato sdegno per la chiusura della Spianata, misura restrittiva applicata l'ultima volta nel 2000, all'indomani della "passeggiata" di Ariel Sharon che ha innescato la seconda intifada. Il gesto di Tel Aviv equivale a una "dichiarazione di guerra". 

Per oggi il movimento Fatah, guidato da Abu Mazen, ha lanciato la "giornata dell'ira" a Gerusalemme e in tutta la Cisgiordania, in risposta all'uccisione di Muataz Hijazi, l'uomo sospettato di aver sparato al rabbino Glick. Si preannunciano marce di protesta e manifestazioni al termine della preghiera del venerdì. Nei giorni scorsi si sono registrati scontri fra polizia israeliana e palestinesi, con lancio di pietre e gas lacrimogeni. 

In uno dei luoghi sacri più importanti della terra, venerato da ebrei, musulmani e anche cristiani, si consuma un tentativo finora vano di convivenza fra religioni. Da anni il rabbino Glick indica il Monte del Tempio come uno dei luoghi da "riconquistare" e fra gli ebrei oltranzisti monta il desiderio di ricostruire un nuovo tempio sulle rovine delle moschee e accedere al sito anche per la preghiera, oggi vietata. Di contro, per i musulmani è sacro perché luogo in cui Maometto è assunto in cielo, dalla roccia posta in cima al monte. Infine, il luogo è caro anche ai cristiani per le numerose visite di Gesù al tempio. 

 

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