26 Maggio 2012 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 14/03/2011 15:39
GIAPPONE
Giapponesi uniti dalla tragedia e dalla solidarietà
di Toshiko Takase
Il sisma e lo tsunami colpiscono tutti i giapponesi, e stanno facendo emergere una forte solidarietà nazionale pur nelle difficoltà: razionamento della luce, del cibo, mancanza di coperte. Tutti, cristiani e non, ringraziano per il dono della vita e per l’aiuto ricevuto. La signora Toshiko Takase, che vive a Milano, è giunta in Giappone un’ora prima del disastro dell’11 marzo. Ecco quanto ha raccontato ad AsiaNews.

Gifu (AsiaNews) – Il disastro che ha colpito il nord-est del Paese, sta segnando tutti i giapponesi. Qui siamo a 700 km dall’epicentro [vicino a Nagoya-ndr], ma anche noi siamo nel dolore. Oggi ci sono stati due allarmi di terremoto. E si aspettano nuove forti scosse. Il dramma sembra non avere fine e adesso il problema più grosso è il timore di fughe radioattive dalle centrali nucleari. Alcune ore fa hanno assicurato che il raffreddamento delle centrali sta avendo successo, almeno per adesso.
 
Ma ci sentiamo tutti vicini alla gente più colpita. La corrente è razionata e tutti sono invitati a risparmiarla. E allora tutti i giapponesi accettano di vivere al buio: spengono luci, televisione, frigoriferi. Qui si attende un’ondata di freddo invernale, la notte la temperatura scende ancora a zero gradi, eppure molta gente ha spento il riscaldamento per non consumare elettricità e per sentirsi più vicini ai sopravvissuti, molti dei quali non hanno nemmeno una coperta per coprirsi la notte.
 
I sopravvissuti stanno dando a tutti noi una testimonianza di compostezza e di bontà. Via via che le squadre d’emergenza recuperano qualcuno ancora vivo, questi non fa che ringraziare i soccorritori e afferma che “l’importante è aver avuto salva la vita”. Nessuno si mostra adirato, o incattivito. Eppure la situazione è dura: non vi è acqua, gas, il cibo è poco e si ha solo un pasto al giorno. Tantissime persone non sono state ancora raggiunte dalle squadre di soccorso: l’area colpita è sterminata e non è ancora possibile procedere con mezzi su strada. L’unico modo per raggiungere i superstiti è attraverso l’elicottero e questo rallenta la distribuzione degli aiuti.
 
La gente, che segue ora per ora alla televisione, il procedere dei salvataggi, per solidarietà con i sopravvissuti non mangia. Alcuni cristiani mi hanno detto: Questa è la vera Quaresima ed è il modo in cui partecipiamo alle sofferenze di Gesù. A Tokyo, nella chiesa di sant’Ignazio, per la scossa, è caduto il crocefisso dell’abside. Per molti questo è il segno che Gesù è vicino a noi e al nostro destino.
 
Tutti partecipano al dolore e i giapponesi sono tutti uniti. Alcuni riflettono: questo terremoto ci sta aiutando a vivere come nel periodo subito dopo la Seconda guerra mondiale. Allora eravamo tutti uniti. Poi il benessere e la ricchezza ci hanno reso egoisti e chiusi ognuno in se stesso. Ma ora è tempo di ritornare ad essere uniti. Dobbiamo tornare poveri e semplici, come un volta.
 
Questa è già la terza notte che i sopravvissuti vivono negli alloggi di fortuna, senza coperte, nel freddo, senza lamentarsi, nel silenzio.
 
Ieri, nelle chiese abbiamo pregato per le vittime e ci siamo domandati cosa possiamo fare per aiutare tanti nostri fratelli e sorelle. Il parroco ci ha consigliato anzitutto di pregare, attendendo per ora che si chiarisca la situazione, per capire quali sono i bisogni a cui indirizzare il nostro aiuto. I giornali di oggi hanno riportato le parole di Benedetto XVI e questo aumenta la nostra gratitudine per il papa e per chiunque voglia aiutarci.
 
La televisione ha cancellato tutti gli altri programmi: vi è solo la cronaca continua del terremoto, dei salvataggi, dei drammi di uno o dell’altro.
 
La zona colpita dal terremoto è abitata da persone molto semplici, operai, pescatori, piccoli imprenditori. Un’ora fa hanno intervistato o di loro, proprietario di una ditta di sakè. Al momento del terremoto ha subito invitato i suoi 50 operai ad andare a casa e ad allontanarsi dalla riva del mare. Per ora è riuscito a mettersi in contatto solo con 25 dei suoi operai. Mentre lo intervistavano la televisione ha mandato in onda le immagini della sua fabbrica che veniva distrutta dallo tsunami. Il suo unico commento è stato: “Non mi duole per i soldi, ma perché quella fabbrica era nata con mio nonno e con lo tsunami finisce una storia. Ma tornerò a ricostruirla”.
 
Chiunque si è salvato, confida di voler vivere con maggiore verità e tutti – giovani o vecchi – ringraziano senza fine. Aver visto la morte da vicino li fa apprezzare ancora di più il dono della vita e l’aiuto donato loro dagli altri.
 
Le grandi ditte hanno deciso di ritardare la riapertura, in parte perché manca l’elettricità, ma soprattutto perché molti operai non sono riusciti a mettersi in contatto con la famiglia e hanno bisogno di tempo per le ricerche.
 
Forse è la prima volta dopo tanto tempo che i giapponesi vivono così uniti e solidali.

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
19/05/2011 GIAPPONE
Giappone in recessione, l’economia scende per il 2° trimestre consecutivo
14/06/2011 GIAPPONE
Il governo aiuterà la Tepco a ripagare i danni di Fukushima
18/03/2011 GIAPPONE
L’emergenza di Fukushima oscura i “miserabili” sopravvissuti dello tsunami
di Toni Hiroshi
21/03/2011 GIAPPONE
L’impegno della Chiesa giapponese fra le vittime di tsunami e crisi nucleare
15/03/2011 GIAPPONE
Nuova esplosione a Fukushima, cresce il rischio di radiazioni

In evidenza
CINA - VATICANO
Sheshan, migliaia di pellegrini per la Giornata di preghiera voluta dal papa
di Jian MeiP. Taddeo Ma Daqin, vicario generale della diocesi di Shanghai, ha presieduto la messa con 40 sacerdoti. Fedeli di altre diocesi ostacolati dalla pesante sorveglianza di poliziotti in borghese. In Hebei arrestati un sacerdote e un seminarista della Chiesa clandestina. È morto mons. Paolo Li Yi, vescovo di Luan (Changzhi, Shanxi).
VATICANO - CINA
"Porta Fidei": la Lettera apostolica del Papa per l'Anno della fede ora anche in cineseUno strumento per rinnovare "la gioia" e "l'entusiasmo dell'incontro con Cristo", a pochi giorni dalla Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina (24 maggio). La Giornata e la "Porta Fidei" sottolineano l'importanza di comprendere la fede e di testimoniarla in pubblico, in unità col papa.
VATICANO
Papa: i cattolici cinesi siano fedeli alla Chiesa e vivano con coerenza la loro fedeAl Regina Caeli Benedetto XVI dice che con l'Ascensione Gesù "non si è allontanato da noi". Un ricordo per le vittime dell'attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia. Un incoraggiamento per il Movimento per la vita.

Dossier

by Gheddo P. Fazzini G.
pp. 336
by Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432
by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate