18 Febbraio 2018
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  •    - Afghanistan
  •    - Bangladesh
  •    - Bhutan
  •    - India
  •    - Nepal
  •    - Pakistan
  •    - Sri Lanka
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 07/02/2018, 13.16

    PAKISTAN

    Giovane studente ‘blasfemo’: il killer condannato a morte; altri 30 al carcere

    Shafique Khokhar

    La sentenza emessa oggi dal Tribunale dell’antiterrorismo di Haripur. Al processo 57 aggressori. La legge sulla blasfemia “utilizzata per redimere questioni personali”. “Il verdetto è solo il primo passo”.

    Abbottabad (AsiaNews) – Oggi il Tribunale antiterrorismo di Haripur, nella provincia pakistana di Khyber Pakhtunkhwa, ha emesso la sentenza contro gli assassini di Mashal Khan, lo studente pakistano linciato a morte per presunta blasfemia su Facebook. Ad AsiaNews cattolici e attivisti sostengono che “giustizia è stata fatta solo a metà perché molti sono stati scagionati”. Fino a quando continueranno ad essere in vigore le leggi sulla blasfemia, è la loro opinione, “esse saranno utilizzate per giustificare scopi personali, vendette individuali o politiche”.

    Le condanne riguardano 57 persone in totale – arrestate subito dopo l’omicidio avvenuto lo scorso aprile – su un totale di 61 accusati. Si tratta di Imran Ali, killer reo-confesso di aver esploso il colpo mortale, condannato a morte; altri cinque aggressori dovranno scontare 25 anni di prigione; 25 accusati sono stati condannati a tre anni di reclusione; 26 persone sono state prosciolte dalle accuse.

    Il brutale omicidio del giovane 23enne ha provocato profondo sdegno. Le immagini del suo violento pestaggio e delle barbare torture inflitte sul suo corpo già esanime da un centinaio di colleghi sono dilagate rapidamente sui social media. Egli studiava comunicazione di massa alla Abdul Wali Khan University di Mardan. Sul muro della sua stanza del college, numerose scritte a sostegno della libertà d’espressione. Lo scorso giugno un’inchiesta voluta dalla Corte suprema ha stabilito che Khan non ha mai pronunciato offese contro il profeta Maometto. Il rapporto evidenzia che la sua morte è stata il risultato di una cospirazione “orchestrata da membri della facoltà e da studenti rivali” e che essi volevano punirlo per aver osato denunciare la corruzione dilagante.

    Secondo Samson Salamat, presidente del Rwadari Tehreek [Movimento per la tolleranza, ndr], “il verdetto è solo il primo passo, dovremo vedere come evolverà il caso davanti ai giudici supremi”. L’attivista lamenta che “nonostante le immagini del video del linciaggio mostrino in modo chiaro che almeno un centinaio di studenti erano coinvolti, la maggior parte di essi sono stati scagionati, mentre tanti colpevoli appartenenti al partito di governo non sono stati neanche arrestati. Questo è un caso che pone davanti al Parlamento la delicata questione dell’abolizione delle leggi sulla blasfemia. Esse sono abusate per perseguitare le minoranze, come la coppia cristiana bruciata viva nel forno di un mattonificio, l’incidente di a Shantinagar nel 1997 e il rogo dell’insediamento cristiano Joseph Colony nel 2013”.

    Ata-ur-Rehman Saman, coordinatore della Commissione nazionale Giustizia e Pace, aggiunge: “La sentenza arriva in un momento in cui la società pakistana è già deteriorata. Di certo scoraggerà coloro che vogliono prendere la giustizia nelle proprie mani. Purtroppo vari incidenti rimangono ancora impuniti, come quelli accaduti a Sangla Hill nel 2005, Gojra nel 2009 e molti altri. L’impunità incoraggia alcuni settori della società a condurre tali azioni contro i più deboli”.

    Rojar Noor Alam, direttore delle operazioni di Caritas Pakistan, domanda: “La morte di uno studente può portare al cambio della legge sulla blasfemia? La questione è ancora aperta”. Per il cattolico, la sentenza “offre un barlume di speranza per far capire a coloro che vogliono risolvere dispute personali che non possono osare mettersi al posto della legge. Il rapporto della commissione evidenzia che l’assassinio è stato pianificato, e quindi la blasfemia viene usata solo come strumento. Alziamo la nostra voce e preghiamo insieme che non avvengano mai più omicidi come quello di Mashal Khan”.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    16/09/2017 09:29:00 PAKISTAN
    Lahore, cristiano condannato a morte per ‘blasfemia su Whatsapp’

    La sentenza è stata emessa il 14 settembre. Nadeem James era detenuto da luglio 2016. Un amico lo ha accusato di aver inviato un poema che offende l’islam. L’avvocato farà appello all’Alta corte. Ha ricevuto minacce di morte e rimane in carcere.



    06/06/2017 11:22:00 PAKISTAN
    Pakistan, rapporto sullo studente linciato: non era blasfemo

    Mashal Khan non ha mai pronunciato offese contro il profeta. L’indagine voluta dalla Corte suprema. L’omicidio pianificato un mese prima per punire il ragazzo dalla denuncia di corruzione. Dal 1990 almeno 65 persone uccise dai “vigilanti del Corano”.



    18/04/2017 11:54:00 PAKISTAN
    Imam pakistani chiedono l’esecuzione di Asia Bibi, dopo il linciaggio dello studente di Mardan

    Per i leader islamici l’impiccagione della madre cristiana sarebbe un deterrente per le violenze di massa. Per loro è giustificabile il comportamento degli studenti che hanno ucciso e seviziato un loro collega per presunta blasfemia. Commissione Giustizia e pace: “Le università devono insegnare il pensiero critico, le virtù della tolleranza, della coesistenza e dell’accettazione”.



    09/02/2006 PAKISTAN
    Capo protestante di Lahore: la legge sulla blasfemia strumento di proselitismo

    In una trasmissione televisiva Alexander Malik, responsabile nazionale della chiesa protestante e capo della comunità di Lahore, ha dichiarato che molte accuse di blasfemia sono in realtà false. "Parecchi casi sono montati", ha detto. "Molte persone minacciano: o ti converti all'islam oppure sarai giudicato secondo le leggi sulla blasfemia".



    20/04/2017 12:35:00 PAKISTAN
    Pakistan, il processo di Asia Bibi potrebbe riprendere a giugno

    La madre cristiana incolpata di blasfemia langue da sette anni nel braccio della morte. La sua udienza finale è stata rimandata a data da stabilire dopo il ritiro di un giudice. Il caso di Asia Bibi di nuovo al centro dell’opinione pubblica dopo la richiesta di alcuni imam di eseguire la condanna a morte per impiccagione.





    In evidenza

    CINA-VATICANO
    Le lacrime dei vescovi cinesi. Un ritratto di mons. Zhuang, vescovo di Shantou

    Padre Pietro

    Un sacerdote della Chiesa ufficiale, ricorda il vescovo 88enne che il Vaticano vuole sostituire con un vescovo illecito, gradito al regime. Mons. Zhuang Jianjian è diventato vescovo sotterraneo per volere del Vaticano nel 2006. Il card. Zen e mons. Zhuang, immagine della Chiesa fedele, “che fa provare un’immensa tristezza e un senso di impotenza”. Le speranze del card. Parolin di consolare “le sofferenze passate e presenti dei cattolici cinesi”.


    CINA-VATICANO-HONG KONG
    Il card. Zen sui vescovi di Shantou e Mindong

    Card. Joseph Zen

    Il vescovo emerito di Hong Kong conferma le informazioni pubblicate nei giorni scorsi da AsiaNews e rivela particolari del suo colloquio con papa Francesco su questi argomenti: “Non creare un altro caso Mindszenty”, il primate d’Ungheria che il Vaticano obbligò a lasciare il Paese, nominando un successore a Budapest, a piacimento del governo comunista del tempo.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

     









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®