15/11/2012, 00.00
EGITTO
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Giovani egiziani contro i salafiti: "Visitate le Piramidi prima che sia troppo tardi"

L'appello dell'imam al Gohary a distruggere le Piramidi scatena il popolo di internet. Chi attacca le piramidi attacca gli stessi egiziani. L'imbarazzante silenzio del presidente Morsi accusato di difendere gli estremisti islamici per ragioni elettorali.

Il Cairo (AsiaNews/ Agenzie) - "Visitate le Piramidi prima che sia troppo tardi" è l'ironico commento di uno degli oltre 100mila internauti egiziani che hanno reagito alle dichiarazioni di Salem al-Gohary, l'imam salafita, che nei giorni scorsi ha invitato tutti gli egiziani a distruggere le Piramidi e la Sfinge perché simbolo dell'idolatria. "Tutte le statue che sono state adorate in passato - concludeva l'imam in un intervista a Dream Tv - o che rischiano di essere adorate devono essere demolite. Questo è il nostro dovere".

Il video delle parole dell'imam ha fatto il giro del Paese e si è rivelato un boomerang per gli islamisti, accusati di condividere le stesse posizioni del leader islamico e di volerle imporre a tutti gli egiziani anche attraverso la costituzione. Pubblicato sul sito internet della trasmissione, il filmato ha ricevuto in soli tre giorni oltre 100mila visite e migliaia di commenti.

Sheikh Ahmad Raef, giovane blogger,  condanna l'appello dell'imam salafita, sottolineando che "chi vuole distruggere le Piramidi in realtà vuole distruggere il popolo egiziano". "Non permetteremo a nessuno di cancellare la nostra storia, dice. L'Egitto era una civiltà faraonica e continueremo la lotta dei nostri antenati contro l'oppressione e l'ignoranza dei salafiti".

Un altro utente della rete Ahmad, sfida invece Sheikh Gohary sulla logica: "Se lo sceicco vuole distruggere le Piramidi per timore che siano adorate dalle gente, per gli stessi motivi dovrà vietare l'utilizzo del fuoco, adorato dagli uomini primitivi, e dovrà anche uccidere tutte le mucche perché rappresentano un grande pericolo per la pace nazionale". Con ironia Ahmad fa notare all'imam "di non dimenticare quelle persone che amano i genitali maschili e femminili, il che significa che è nostro dovere mutilare per precauzione anche i nostri corpi". 

Il blogger egiziano Zeinobia, invita invece la comunità internazionale ad intervenire prima che sia troppo tardi. Secondo lui, la posizione di Gohary non è isolata, ma condivisa da molte persone legate al movimento dei salafiti, che non si farebbero scrupoli ad agire. "E' necessario intervenire - scrive - dobbiamo proteggere i siti di Giza, Luxor e Assuan", dove si sono già verificati tentativi di deturpare e distruggere le statue dei monumenti egizi".

Commenti contro le parole di Gohary hanno inondato anche twitter. Alcuni hanno definito il leader musulmano in modo sarcastico, definendo lui e suoi seguaci jihadisti come dei repressi, che cercano sfogo nella violenza. L'idea più ironica giunge da Ennoz che consiglia di "fabbricare una barba gigante per la Sfinge e tessere tre enormi burqa per le Piramidi, in modo da preservare i monumenti e trasformarli in accordo con i precetti del Corano".

Ciò che più ha scioccato la popolazione moderata è stato però il silenzio di Mohammed Morsi sull'accaduto. I membri del Partito Giustizia e Libertà hanno risposto alle critiche dal loro account in inglese: "Siate certi - hanno scritto - che i primi a difendere le Piramidi e tutti i monumenti egiziani saremo proprio noi islamisti, perché si tratta di una questione di sicurezza nazionale". 

 

 

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