29/10/2005, 00.00
CINA
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Gli Stati caucasici, insieme a Cina e Russia, chiedono agli Stati Uniti di lasciare la regione

La Shanghai Coperation Organisation invita Washington a dire quando lascerà le basi militari. L'organismo assume sempre maggiore significato politico, anche per la presenza di India, Iran e Pakistan.

Mosca (AsiaNews/Agenzie) – Concluso ieri il meeting di 2 giorni a Mosca tra le 6 Nazioni che partecipano alla Shanghai Cooperation Organisation (Sco). Oltre a temi economici, discussa anche la presenza di basi militari degli Stati  Uniti nella zona del Caucaso.

Nell'incontro – cui hanno partecipato Russia, Cina, Uzbekistan, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan ma anche India, Iran, Pakistan e Mongolia quali osservatori – è stata approvata una richiesta agli Stati Uniti di indicare una data precisa per togliere le basi militari dagli Stati caucasici.

Zhang Deguang, Segretario del gruppo ed ex ministro cinese degli Esteri, ha sottolineato che le finalità della Sco sono la lotta al terrorismo e la collaborazione economica e che non costituisce una "alleanza militare". Quella verso gli Usa, ha detto, è solo "una richiesta" e "non un ultimatum".

In luglio la Sco aveva avanzato una richiesta analoga verso gli Stati Uniti per le basi in Uzbekistan e in Kirghizistan. Lo stesso mese il presidente uzbeko disse agli Usa di andare via entro 6 mesi.

Il gruppo va "guadagnando slancio – osserva il premier russo Vladimir Putin – e acquista sempre maggiore peso politico". Molti osservatori notano il crescente peso di Cina e di Russia nella zona caucasica, di grande importanza strategica e ricca di fonti energetiche, con sempre maggiori rapporti economici e con una progressiva esautorazione della presenza degli Stati Uniti.

Nel recente viaggio nell'area Condoleeza Rice, Segretario di Stato Usa, si è preoccupata di rafforzare i rapporti politici ed economici con Tagikistan e Kazakistan e ha ottenuta da Kurmanbek Bakiyev, presidente kirghiso, una dichiarazione che la presenza militare Usa nel Paese potrà continuare "finché sarà completata la missione per combattere il terrorismo in Afghanistan".

Shaukat Aziz, premier pakistano e tradizionale alleato Usa, ha riconosciuto che questo blocco, guidato da Cina e Russia, ha un "tremendo significato", ma ha insistito che l'alleanza vuole anzitutto combattere il terrorismo e aumentare la collaborazione economica. (PB)

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