16/11/2012, 00.00
INDIA – IRLANDA
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Gli attacchi contro la Chiesa dopo l’aborto negato in Irlanda

di Nirmala Carvalho
Il marito di Savita Halappanavar accusa i medici di non aver interrotto la gravidanza (di 17 settimane) perché “l’Irlanda è un Paese cattolico”. La donna si è recata in ospedale per un principio di aborto, ma i dottori avrebbero preferito attendere l’aborto spontaneo. Aperte due inchieste. Sacerdote carmelitano: “La Chiesa cattolica è contraria all’aborto, ma lo ammette se la vita della madre è in pericolo. Attendiamo di fare chiarezza sui fatti”.

Mumbai (AsiaNews) - Desta scalpore in India il caso di Savita Halappanavar (v. foto), indiana di 31 anni morta in Irlanda per setticemia, in seguito - secondo il marito - al rifiuto dei medici dell'ospedale di praticare un aborto. La donna, una dentista, era incinta di 17 settimane. Per l'uomo, i dottori avrebbero negato l'aborto affermando che "questo è un Paese cattolico", e causando così il decesso della moglie. Il fatto ha scatenato un'ondata di polemiche e riacceso il dibattito sul tema dentro e fuori l'Irlanda, dove per legge l'aborto è illegale, salvo vi sia pericolo di morte della madre. In India e nel mondo, la comunità cristiana invita a trattare il caso con cautela, e a non sfruttare una "tragica morte" come un episodio di "fondamentalismo religioso" (cristiano) e "razzismo" verso una persona di origini indiane.

Per il momento, in Irlanda la vicenda è al centro di due inchieste che dovranno stabilire la reale dinamica dei fatti. Secondo le prime ricostruzioni, la donna si era recata al Galway Hospital accusando forti dolori nella zona lombare, per un principio di aborto spontaneo. La donna e il marito hanno chiesto più volte di interrompere la gravidanza, ma i medici avrebbero preferito aspettare il naturale evolversi della situazione, perché "il cuore del feto continuava a battere". Il 23 ottobre il piccolo è morto e i dottori hanno proceduto con l'asporto del feto. Cinque giorni dopo, il 28 ottobre, la donna è morta per setticemia, come confermato dall'autopsia.

In attesa di risposte, attivisti pro aborto chiedono alla Chiesa cattolica di "cambiare la sua posizione in favore del diritto della donna sul suo corpo" e "dell'umanità", e la accusano di "influenzare la Costituzione irlandese". Nel Paese, l'84% della popolazione è cattolico.

P. Shaji George Kochuthara, carmelitano che insegna teologia morale al Dharmaram Vidya Kshetram, il Pontificio ateneo di filosofia, teologia e diritto canonico, invita a guardare con obiettività il fatto: "Al momento, non posso dare una risposta chiara su quanto accaduto. Dagli articoli dei giornali, è impossibile per tutti comprendere in modo chiaro il quadro reale della situazione: quali fossero le condizioni della madre; se i dottori hanno fatto una diagnosi sbagliata o eseguito trattamenti inadeguati".

Per il carmelitano, che dirige la rivista di teologia Asian Horizions e fa parte del comitato regionale asiatico per l'Etica cattolica teologica nella World Church, non bisogna confondere i principi fondamentali del cattolicesimo con l'accaduto: "È chiaro, la Chiesa cattolica è contraria all'aborto. Ma quando la vita della madre è in pericolo, la Chiesa permette di prendere la giusta decisione, secondo il principio del doppio effetto. Non capisco perché in questo caso non sia avvenuto". 

 

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