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» 22/08/2012
VIETNAM
Hanoi: arrestato tycoon della finanza, crollano i mercati
Nguyen Duc Kien, 48 anni, è uno dei fondatori dell'Asia Commercial Bank e ha interessi nel mondo del calcio. Egli è stato fermato per “condotta illegale negli affari”. L’istituto di credito parla di “vicenda personale”, ma il titolo perde punti. La borsa vietnamita segna il peggior dato dall’ottobre 2008.

Hanoi (AsiaNews/Agenzie) - Per reati legati alla finanza, la polizia vietnamita ha arrestato Nguyen Duc Kien, uno dei più importanti banchieri del Paese con interessi nel mondo del calcio e figura di primo piano nell'intreccio fra affari e politica ad Hanoi. Il fermo è avvenuto nei giorni scorsi e ha seminato il panico fra gli investitori, causando il crollo degli indici di borsa che hanno fatto segnare il dato più basso degli ultimi quattro anni. Secondo gli esperti l'intera vicenda è un segnale della profonda "fragilità" e "vulnerabilità" del sistema finanziario nazionale.

Kien, 48 anni (nella foto), è fra i soci fondatori dell'Asia Commercial Bank (Acb), uno degli istituti di credito privati più importanti del Vietnam. Usando il suo ruolo di presidente dell'Hanoi Football Club, egli è diventato famoso al grande pubblico per le feroci critiche lanciate alla Federcalcio vietnamita in merito a un giro di corruzione nel mondo del calcio.  

In base alle accuse, egli sarebbe imputato di malaffare nella gestione di tre compagnie che rientravano sotto il suo diretto controllo. Tuttavia, oltre alla generica "condotta illegale negli affari" non vi sono elementi più precisi riguardo ai presunti crimini commessi.

La notizia del fermo ha destato scalpore all'interno della finanza e degli affari in Vietnam. La borsa a Ho Chi Minh City registrava oggi un segno negativo di 2,1 punti percentuale, confermando il trend già registrato ieri (chiusura a meno 4,7). Dall'ottobre 2008 la borsa vietnamita non registrava un crollo così significativo; anche le azioni dell'istituto di credito guidato da Nguyen Duc Kien registrava indici record in segno negativo: oggi attorno al 6,6%, mentre ieri il dato ha chiuso a meno 7%, il massimo consentito prima che le quotazioni del titolo vengano sospese.

Intanto l'Asia Commercial Bank ha diffuso un comunicato in cui sottolinea che l'arresto non avrà conseguenze sul funzionamento dell'istituto; per il portavoce della banca Nguyen Thanh Toai si tratta infatti di "una questione personale".

In realtà dietro il fermo vi sarebbero anche "guerre" interne alla leadership comunista per la conquista del potere. Kien, infatti, sarebbe una figura molto vicina al Primo Ministro Nguyen Tan Dung, che ha lanciato una sfida più o meno velata al presidente vietnamita Truong Tan Sang per il primato in seno al Partito comunista. Analisti ed esperti di politica spiegano che la cacciata del tycoon della finanza non sarà decisiva per indebolire il premier o minacciare la stabilità; il fatto però è un esempio delle "tensioni" interne, che di rado emergono in superficie.

Nel recente passato il Vietnam era considerato fra le economie emergenti più importanti dell'Asia, alla stregua di Taiwan e Corea del Sud. Tuttavia, preoccupazioni inerenti il sistema bancario hanno gettato ombre oscure sullo sviluppo futuro della nazione. I timori sulla stabilità del Paese sono aggravati da dubbi sulla gestione dell'inflazione, dall'indebolimento della moneta locale, dalla crisi economia mondiale e da un declino negli investimenti esteri. 

 


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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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