26/11/2005, 00.00
CINA
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Harbin, per il governo "è possibile" nascondere una "catastrofe ecologica"

Fonti ufficiali in Cina difendono le bugie dei poteri pubblici sulle sostanze tossiche nel fiume Songhua. Cresce la polemica sui media cinesi. Allarme in Russia, possibile la richiesta a Pechino di un risarcimento.

Pechino (AsiaNews/Scmp) - Mentre la massa di acqua inquinata passa oltre Harbin e si dirige in Russia, in Cina aumenta la polemica sul comportamento del governo, che ha nascosto per 10 giorni la presenza di sostanze tossiche nel fiume Songhua. Fonti ufficiali tentano comunque di giustificare la condotta delle autorità, mentre esperti e media sono sempre più critici.

"Ci sono - dice Zhang Lijun, vice direttore dell'Amministrazione per la protezione ambientale dello Stato (Sepa) - molti modi di dare un'informazione. Un modo è renderla pubblica, e un altro è informare solo i governi locali e le imprese che si trovano lungo il corso del fiume contaminato". "Quello che ha fatto il governo del Jilin [di nascondere l'inquinamento] è possibile e OK; ha impedito che la popolazione fosse allarmata".

Zhang - osservano i giornali cinesi - sembra ritenere corretto nascondere un distastro ambientale, per evitare pubblico allarme. I media fanno anche notare che egli dimentica la legge: la sezione 31 dell'Ordinanza per la protezione ambientale dice che l'unità responsabile per un'emergenza ambientale deve informare gli altri uffici e i residenti che saranno colpiti dalle conseguenze. I responsabili della fabbrica di Jilin, invece, hanno sempre negato che l'esplosione del 13 novembre avesse causato inquinamento, fino all'ammissione del Sepa del 24 novembre.

Un giornale del Guandong, che aveva mandato i suoi reporter a Jilin per investigare sull'esplosione dell'impianto, riferisce di aver ricevuto pressioni dal governo provinciale per "tagliare" l'articolo. Anche altre fonti confermano interventi del governo locale sulle altre provincie per "richiamare" i giornalisti, motivo del black out di notizie in quei giorni.

Da più parti viene evidenziata la poca cura per la salute pubblica. "Rivelare la notizia 5 giorni [dopo l'esplosione] è terribile - dice Zhang Ming, professore all'Università Renmin di Pechino - perché l'acqua per le città lungo il fiume può essere già stata inquinata".

I media cinesi sono critici sulla condotta dei responsabili della fabbrica di Jilin e su quella del governo, che hanno nascosto la notizia dello sversamento nel fiume Songhua di 100 tonnellate di prodotti chimici tossici. La sfiducia si estende all'agenzia governativa Xinhua: di solito i media locali riprendono da questa fonte le notizie, ma questa volta hanno mandato loro reporters ad Harbin e dintorni.

Ad Harbin non sarebbe bastato chiudere l'acquedotto per qualche giorno, per evitare gravi danni. "Le sostanze tossiche ancora ci sono [nell'acqua] perché il fiume è in parte gelato. Fino alla prossima primavera, dovremo adottare varie attenzioni per essere sicuri che l'acqua sia salubre." La stampa osserva che il Songhua è lungo 1927 km. e attraversa 30 grandi città, oltre a villaggi con una popolazione rurale lasciata senza informazioni né protezione. Zhang Zuoji, governatore dell'Heilongjiang si dichiara preoccupato che molti contadini possano non avere conosciuto gli avvisi pubblici e prendano acqua dal Songhua.

In Russia prevedono l'arrivo della massa d'acqua inquinata entro domani, mentre fonti cinesi ritengono ci vorrà più tempo. Nel frattempo è stato creato un comitato d'emergenza per controllare la situazione. I media russi parlano di "catastrofe ecologica" e aumentano le voci che chiedono un risarcimento alla Cina per il danno, reso peggiore dal ritardo nell'informazione. Una norma di diritto internazione prevede la responsabilità di uno Stato per l'inquinamento causato nell'acqua di altri Paesi.

In Cina viene anche osservato che lo sversamento nel fiume delle sostanze chimiche potrebbe causare una responsabilità penale. Il 24 novembre un abitante di Harbin ha proposto causa contro l'impresa responsabile per la fabbrica di Jilin chiedendo un risarcimento simbolico di 15 yuan e scuse formali su un giornale. (PB)

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