21/04/2017, 14.41
INDONESIA
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I cattolici indonesiani si riuniscono per lo sviluppo del Paese

Accademici e imprenditori cattolici si sono riuniti all’Università cattolica di Atma Jaya. Al centro, l’impegno per la società indonesiana. 

Jakarta (AsiaNews) – Accademici, imprenditori e capi di comunità cattolici si sono riuniti lo scorso 18 aprile nell’Università cattolica di Atma Jaya, nel sud di Jakarta, in un’atmosfera di comune sinergia. Al centro dell’incontro, la volontà di condurre progetti comuni per lo sviluppo di una moderna società indonesiana.

L’evento è stato sponsorizzato dall’Associazione per le Università cattoliche e l’educazione superiore (Aptik), dall’ufficio per i servizi pubblici di Atma Jaya e da Bina Swadaya, un gruppo attivo nello sviluppo che quest’anno è al suo 50mo anniversario.

Fra i molti partecipanti, la Conferenza episcopale indonesiana (Kwi), la Fondazione Bhumiksara e Komunitas Universal: quest’ultime sono due istituzioni cattoliche impegnate nel formare giovani affinché giochino un ruolo importante sia nella società che nella Chiesa indonesiana. Hanno preso parte anche l’Associazione indonesiana delle donne cattoliche (Wkri), l’Associazione indonesiana degli studenti cattolici, la Comunità indonesiana professionale e commerciale dell’arcidiocesi di Jakarta (Pukat Kaj) e la Comunità Gaudium et Spes.

Il presidente dell’Aptik, padre Wirjono SJ, ha definito l’evento come un nuovo “forum cattolico”, invitando a parlare il leader di Bina Swadaya, Bambang Ismawan.

L’uomo, ormai 80enne, ha criticato i fallimenti delle amministrazioni indonesiane che dall’indipendenza nel 1945 hanno trascurato l’agricoltura, nonostante l’Indonesia sia un Paese in prevalenza agricolo e abbia molte risorse naturali: come denuncia Ismawan, sono “almeno 17mila i villaggi sottosviluppati nel Paese”.

Uno dei problemi è la profonda diversità nel livello di sviluppo delle infrastrutture, molto avanzate a Java e nelle isole Bali, ma sottosviluppate altrove, come a Papua. Fuori da Java e Bali, molte regioni non hanno facile accesso, tanto da costringere a spostamenti via fiume o con aerei ultraleggeri. In questi luoghi la mancanza di luce elettrica è una situazione frequente.

Tuttavia, sotto il governo di Joko Widodo, lo sviluppo delle infrastrutture ha conosciuto un importante crescita: nuove strade a Kalimatan, Sulawesi e Papua, così come ristrutturazioni di porti marittimi e aeroporti in zone in precedenza remote.

Durante la presentazione, Ismawan ha avanzato diverse proposte per migliorare la situazione del Paese, fra cui l’esigenza di una riforma agraria, “necessaria per accelerare lo sviluppo delle infrastrutture”. Per il direttore di Bina Swadaya, sono molte le azioni che possono essere compiute, ad esempio programmi di sviluppo economico, potenziamento della cultura locale, progetti finanziari e come per rendere accessibili altre aree remote.

Gli accademici delle università e delle istituzioni di istruzione superiore possono giocare un ruolo centrale nel mettere in atto modelli strategici di sviluppo, con l’adozione di programmi di insegnamento-apprendimento, di ricerca e di servizio pubblico.

Egli ha inoltre invitato con entusiasmo i cattolici di diverse aree a lavorare nel progettare azioni future, identificare e organizzare la partecipazione dei giovani, mettendo in luce il rapporto fra le responsabilità sociali delle aziende e i beneficiari di progetti e programmi.

“È un affare per cattolici laici e non sacerdoti,” ha scherzato concludendo.

L’iniziativa, ai suoi primordi, ha avuto il plauso di Hidajat Tjokrodojo del Pukat Kaj. 

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