13/06/2007, 00.00
INDIA
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I cristiani contestano il divieto per la loro fede a Tirumala

Preannunciate azioni legali contro il bando di tutte le religioni non indù, imposto dal governo a Tirumala e in altre zone dell’Andhra Pradesh. Il divieto colpisce diritti garantiti dalla Costituzione, persino la libertà di movimento e il tenore di vita dei cristiani. Padre Thumma: da quando lo Stato ha un premier cristiano, i cristiani hanno maggiori problemi.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Protesta formale della Federazione di tutte le Chiese dell’Andhra Pradesh (Apfc) contro il divieto di professare fedi non indù a Tirumala. La Federazione preannuncia “un ricorso legale per porre rimedio a una situazione nella quale [il governo] cede alla pressione dell’opinione comune e continua a negare diritti costituzionali”, tra l’altro agendo “in violazione della sua natura laica”.

In una dichiarazione, padre Anthoniraj Thumma, segretario dell’Apfc, accusa che la decisione “va contro diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione e opera una discriminazione contro i non indù. Ai non indù è negata non solo la libertà religiosa, ma anche la libertà di movimento e il diritto alla propria vita e ai mezzi di sostentamento, specie ai cristiani già oggetto di discriminazioni nella zona”.

Il 24 maggio il governatore dell’AP, Rameshwar Thakur, ha emanato un’ordinanza che proibisce la propagazione di altre religioni nei luoghi di culto e di preghiera di Tirumala e in altri templi indù. Per i trasgressori ci sono il carcere o gravi multe. Il capo ministro, il cristiano Y S Rajasekhar Reddy, il 9 giugno ha giustificato la norma con la volontà di rispettare i sentimenti della popolazione e di salvaguardare la legge e l’ordine dal pericolo di scontri religiosi. Ha anche detto che nella prossima sessione del parlamento ciò sarà oggetto di un disegno di legge e appare non volersi opporre.

Padre Thumma denuncia che Rajasekhara “sottosta alla volontà dei gruppi estremisti indù che si sono serviti della sua identità cristiana per ricattarlo”. “Il governo – prosegue – vuole dimostrare alla maggioranza degli elettori che è falsa l’accusa che favorisce le minoranze. E’ un dato di fatto che i cristiani nello Stato stanno affrontando maggiori difficoltà sotto questo governo”.

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