26 Maggio 2012 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 14/11/2006 09:50
EMIRATI ARABI UNITI
I grattacieli di Dubai, un monumento allo sfruttamento degli operai

Human Rights Watch denuncia la mancanza di diritti per gli operai migranti negli Emirati Arabi. Paghe basse e poca sicurezza sul lavoro. Intanto a settembre una nuova legge dispone che chi sciopera sia espulso dal Paese.



Dubai (AsiaNews/Hrw) – Oltre 500mila operai migranti lavorano nel boom edilizio degli Emirati Arabi Uniti in condizioni di quasi schiavitù. Lo denuncia la ong per la tutela dei diritti Human Rights Watch in un rapporto pubblicato il 12 novembre.

Il rapporto riferisce di salari molto bassi che talvolta nemmeno sono pagati e scarsa sicurezza nei luoghi di lavoro con elevato numero di infortuni gravi e mortali: il governo ignora il numero esatto degli incidenti, ma nel solo 2004 le ambasciate di India, Pakistan e Bangladesh hanno rimpatriato i corpi di 880 migranti vittime di infortuni. Le agenzie di collocamento, cui si rivolgono i datori di lavoro, pretendono dagli operai tra i 2 e i 3 mila dollari Usa per spese di viaggio, visto, imposte e proprio compenso, così che il migrante si indebita per anni, anche se per legge queste spese dovrebbero incombere sul datore di lavoro.

Hrw testimonia decine di casi in cui i migranti, per pagare, hanno dovuto accettare prestiti con un interesse fino al 10%. Le paghe sono da 106 a 250 dollari mensili, malgrado nel Paese il salario medio mensile sia di circa 2.106 dollari; una legge del 1980 obbliga il governo a fissare il salario minimo, ma non lo ha mai fatto. I datori di lavoro, per impedire proteste, spesso "ritirano" i passaporti e "trattengono" almeno due salari. Non si conoscono casi di punizione dei datori di lavoro per violazioni di norme a tutela dei lavoratori.

Sarah Leah Whitson, direttore di Hrw per il Medio Oriente, osserva che "il governo dice che i migranti sono liberi di andare via se non si trovano bene. Ma indebitati per migliaia di dollari e senza prospettive di un altro lavoro, in realtà non hanno scelta", anche perché la legge proibisce al lavoratore di trovare una nuova occupazione senza il consenso del vecchio datore di lavoro.

La gran parte degli oltre 500mila operai edili sono migranti, provenienti soprattutto da Paesi dell'Asia meridionale come India, Pakistan e Bangladesh. Nell'intero Paese secondo dati ufficiali ci sono circa 2.738.000 lavoratori migranti, che costituiscono il 95% dell'effettiva forza lavoro. Ma fonti locali dicono che il numero reale è molto maggiore.

Lo scorso 7 novembre il premier Sheikh Mohammed bin Rashid Al-Maktoum ha ordinato al ministro del Lavoro, Ali bin Abdullah Al-Ka'abi, di rivedere la legislazione sul lavoro anche secondo le raccomandazioni di Hrw. Tra le proposte ci sono l'istituzione di un tribunale speciale per la pronta decisione delle cause di lavoro, maggiori controlli per la sicurezza e l'assistenza sanitaria a carico dei datori di lavoro.

La Whitson commenta che "è un buon inizio. Ma se il governo non inizia a punire i datori di lavoro per le violazioni della legge [sulla tutela del lavoro e i diritti degli operai], i nuovi grattacieli del Paese saranno un monumento alla violazione dei diritti dei lavoratori". "Speriamo che questa nuova promessa del governo di migliorare la legge sul lavoro non abbia lo stesso destino del precedente impegno a riconoscere le organizzazioni sindacali".

Già all'inizio del 2006 il governo, dopo una serie di scioperi e proteste dei lavoratori, si è impegnato a garantire un maggiore rispetto dei diritti dei lavoratori, a riconoscere le organizzazioni sindacali (oggi vietate) e a migliorare la legislazione. Ma, dice Hrw, nulla è stato poi fatto. Invece a settembre è stata approvato una nuova legge che commina l'espulsione per chi sciopera. (PB)


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
11/02/2010 EMIRATI ARABI UNITI
Il governo degli Emirati pubblica un opuscolo sui diritti dei lavoratori
13/09/2005 EMIRATI ARABI UNITI - ASIA
Emirati Arabi, paradiso finanziario e inferno della manodopera asiatica
23/08/2005 FILIPPINE – EMIRATI ARABI UNITI
Domestiche filippine negli Emirati arabi: schiavitù e violenze
13/11/2004 MEDIO ORIENTE
La difficile situazione dei lavoratori domestici nel Golfo
02/11/2007 EMIRATI ARABI UNITI
A Dubai, dopo lo sciopero la polizia controllerà il rispetto dei diritti dei lavoratori

In evidenza
CINA - VATICANO
Sheshan, migliaia di pellegrini per la Giornata di preghiera voluta dal papa
di Jian MeiP. Taddeo Ma Daqin, vicario generale della diocesi di Shanghai, ha presieduto la messa con 40 sacerdoti. Fedeli di altre diocesi ostacolati dalla pesante sorveglianza di poliziotti in borghese. In Hebei arrestati un sacerdote e un seminarista della Chiesa clandestina. È morto mons. Paolo Li Yi, vescovo di Luan (Changzhi, Shanxi).
VATICANO - CINA
"Porta Fidei": la Lettera apostolica del Papa per l'Anno della fede ora anche in cineseUno strumento per rinnovare "la gioia" e "l'entusiasmo dell'incontro con Cristo", a pochi giorni dalla Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina (24 maggio). La Giornata e la "Porta Fidei" sottolineano l'importanza di comprendere la fede e di testimoniarla in pubblico, in unità col papa.
VATICANO
Papa: i cattolici cinesi siano fedeli alla Chiesa e vivano con coerenza la loro fedeAl Regina Caeli Benedetto XVI dice che con l'Ascensione Gesù "non si è allontanato da noi". Un ricordo per le vittime dell'attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia. Un incoraggiamento per il Movimento per la vita.

Dossier

by Gheddo P. Fazzini G.
pp. 336
by Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432
by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate