18/01/2007, 00.00
NEPAL
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I maoisti portano al Parlamento membri delle minoranze, ma non i cristiani

di Prakash Dubey
Dalit, tribali, donne ed esponenti religiosi scelti per 10 dei seggi attribuiti ai Maoisti nel Parlamento ad interim. Un prete cristiano: non è stato riconosciuto il lavoro dei gruppi cristiani durante questi anni.

Kathmandu (AsiaNews) –  I maoisti hanno nominato esponenti di varie minoranze, includendoli nei seggi loro attribuiti del parlamento ad interim del Nepal, ma un prete lamenta che non hanno considerato il grande lavoro svolto dalla minoranza cristiana. Intanto i maoisti dicono che rinunceranno al loro controllo su ampia parte del territorio. Dalit, esponenti tribali, donne, anche un monaco buddista e un chierico islamico sono stati scelti dai maoisti per 10 degli 83 seggi loro spettanti sui 330 del Parlamento ad interim, che guiderà il Paese fino all’elezione dell’assemblea costituente prevista per maggio-giugno.

Ma John Thulung, pastore della Chiesa della Buona speranza nel Nepal orientale, osserva che non sono stati considerati la presenza e il lavoro svolto dalla minoranza cristiana. In tutto il Nepal i cristiani hanno creato posti sanitari, scuole, orfanotrofi e centri religiosi. “Durante i dieci anni di rivolta maoista – dice Thulung – migliaia di bambini sono rimasti orfani perché i genitori sono morti per gli scontri tra maoisti ed esercito. A questi orfani hanno provveduto vari gruppi cristiani, assicurando loro la possibilità di studiare e di condurre una vita dignitosa, nonostante la guerra in corso. Ma i maoisti non hanno considerato la presenza e il lavoro delle comunità cristiane. Invece hanno fatto prevalere i loro pregiudizi contro di noi”, in quanto ritenuti portatori di valori  e idee di Paesi occidentali.

Ram Ekbal Choudhary, indù tribale Tharu, conferma ad AsiaNews l’impegno dei gruppi cristiani a favore delle vittime della ribellione maoista. “I cristiani – dice – hanno portato avanti circa 100 scuole stabili, nelle quali si sono occupati di migliaia di bambini che hanno perso il padre o la madre per gli scontri tra ribelli ed esercito. Penso che i maoisti dovrebbero dare riconoscimento a questa attività, anche considerando questi gruppi cristiani per un seggio del Parlamento”.

Thulung osserva che, comunque, tutti i partiti rappresentati in Parlamento hanno trascurato la comunità cristiana e si augura “una maggiore attenzione” per la loro attività a favore dei più poveri.

Intanto da alcuni giorni i maoisti stanno deponendo le armi, ma il loro leader Prachanda ha dichiarato che non hanno abbandonato l’obiettivo di rendere il Nepal uno Stato comunista. Ha anche confermato che smantelleranno le strutture di governo da loro gestite. Durante la rivolta, iniziata nel 1996, i ribelli maoisti hanno preso il controllo di parte del territorio, creandoci proprie strutture di governo, anche riscuotendo “tasse” e garantendo alcuni rudimentali servizi come i “tribunali del popolo”.

Chandra Prasad Gajurel, capo del comando internazionale maoista del Nepal, ha detto che i maoisti rispetteranno gli impegni politici assunti con gli altri partiti. Ma continueranno i rapporti con i comunisti di altri Paesi come hanno fatto prima di unirsi al governo ad interim.

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