23/12/2010, 00.00
RUSSIA
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I vertici dell’islam russo contro il Cremlino

Il capo dei mufti attacca lo Stato colpevole di ostacolare l’unificazione dei musulmani della Federazione e condanna quei capi religiosi che come marionette lavorano per reprimere la presenza della comunità nel Paese.
 Mosca (AsiaNews) – Duro attacco dei vertici della comunità musulmana russa alle autorità del Paese. Il capo del Consiglio dei mufti di Russia, Ravil Gainutdin, ha accusato i vertici dello Stato di ostacolare l’unificazione dei musulmani e tentare di “sopprimere l’islam” nella Federazione. Ha poi definito “burattini” e “persone squallide”, i mufti che lavorano nelle istituzioni governative.

Il progetto dell’unificazione dei seguaci russi di Maometto risale al 2009. Allora, spiega Gainutdin in un’intervista a Radio Liberty, “il mufti Talgat Tadzhuddin aveva proposto di unire le tre organizzazioni centralizzare dei musulmani di Russia”. “Dopo aver studiato la sua idea – continua il leader religioso - io e il capo dei musulmani del Caucaso, Berdiyev, lo abbiamo incontrato. Abbiamo creato un gruppo di lavoro per strutturare l’unificazione. Ma al governo non è piaciuta la nostra decisione. Ci è stato spiegato che l’idea di Talgat Tadzhuddin non era in linea con la politica statale”.

Le critiche di Gainutdin allo Stato sono mosse soprattutto dalla recente creazione del quarto muftiyat (consiglio islamico), la “Associazione russa di accordo islamico”, finalizzata precisamente a ostacolare qualsiasi processo di unificazione. “I nuovi ‘mufti da taschino’, che si oppongono alla crescita dell’islam diventeranno meri burattini” ha rincarato Gainutdin. “Queste marionette, come quelli che lavorano nel governo, per esempio l’islamofobo Grishin (il consigliere dell’amministrazione presidenziale incaricato dei rapporti con le organizzazioni islamiche, ndr), non esiteranno a reprimere l’islam in Russia… cosa che già si sta concretizzando”, ha aggiunto.

Commentando i recenti incendi tra hooligan nazionalisti e immigrati dal Caucaso, per lo più di fede islamica, Gainutdin ha sottolineato l’esistenza di forti tensioni nella capitale dove vivono più di due milioni di musulmani. Rimanendo sull’argomento ha ricordato la necessità di costruire nuove moschee a Mosca, dove i fedeli sono costretti a pregare, per mancanza di spazi, “nelle strade, sui binari dei tram, e perfino nei cortili delle chiese”. “Questa umiliazione, la politica discriminatoria contro i diritti civili continuano, lo possono vedere i musulmani di tutto il mondo”. (N.A.)
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