31/05/2017, 10.17
COREA DEL SUD
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I vertici militari hanno mentito al presidente Moon Jae-in sul Thaad

Quattro componenti del sistema anti-missilistico sono state consegnate senza che il presidente ne sapesse niente. Il ministro della difesa ha ammesso la presenza dei lanciamissili e dei sistemi radar solo in seguito ad un'indagine interna. I nuovi armamenti sono custoditi in una base militare Usa in attesa di essere allestiti. Non prima però che il parlamento sudcoreano dia la propria autorizzazione. Sulla vicenda pesa l’irritazione della Cina che si sente minacciata nella sua sicurezza nazionale e annuncia ritorsioni

Seoul (AsiaNews/Agenzie) - Il ministero della Difesa ha tenuto nascosta al presidente Moon Jae-in la consegna da parte degli Stati Uniti di quattro nuovi componenti dello scudo missilistico Thaad per contrastare la minaccia missilistica nordcoreana. Le quattro postazioni lanciamissili sono state introdotte nel Paese senza che la nuova amministrazione ne sapesse nulla. Ora sono conservate presso una base militare degli Stati Uniti. “I funzionari militari sudcoreani hanno taciuto di proposito questa informazione”, hanno sottolineato gli uffici presidenziali incaricati dal presidente Moon di scovare la verità dietro l'accesso non autorizzato. La menzione dei quattro nuovi lanciatori è stata rimossa nei documenti presentati a Moon Jae-in durante gli atti del suo insediamento.

La Corea del Sud aveva già approvato l'anno scorso il sistema Thaad (High altitude area defence terminal) per proteggersi dalle minacce provenienti dalla Corea del Nord. Ciò nonostante la dura opposizione della Cina che crede che Thaad possa minare la propria sicurezza nazionale. Si sapeva che due lanciamissili erano già in attivi nella contea meridionale di Seongju, ma l'esistenza di altre quattro postazioni in arrivo non era mai stata annunciata.

“Tutti i funzionari militari coinvolti nella produzione del falso rapporto hanno ammesso che queste parti fondamentali sono state rimosse nel processo di editing”, ha detto Yoon Young-chan, portavoce di Moon. Il ministro della Difesa Han Min-koo ha poi ammesso la presenza dei nuovi lanciatori in una conversazione telefonica con Moon ieri. Han era stato nominato dalla presidente Park Geun-hye ed è in attesa della nomina del suo successore.

I nuovi lanciatori sono arrivati in Corea del Sud prima che Moon Jae-in entrasse in carica il 10 maggio, ha confermato l'ufficio presidenziale. I capi militari non hanno fornito alcuna spiegazione sul motivo della loro omissione, ma sono note le perplessità di Moon Jae-in sul Thaad, un progetto che vuole rimettere in discussione soprattutto in relazione alle obiezioni cinesi e alle  conseguenti minacce di ritorsioni politiche ed economiche. In particolare il neo-presidente ha detto che il progetto dovrà essere discusso e approvato dal parlamento prima di essere attuato. L'amministrazione di Moon vuol ottenere una "legittimità procedurale" sul dispiegamento del Thaad avendo sostenuto che l’amministrazione Park non aveva il consenso dell’opinione pubblica sulla decisione della politica di sicurezza.

Ogni batteria Thaad è costituita da sei lanciatori su un camion, 48 intercettatori (otto per lanciatore), un sistema di controllo antincendio e di comunicazione e un radar AN/TPY2.

La Chiesa cattolica della Corea del Sud è da tempo contraria anch'essa al dispiegamento del sistema Thaad per non rendere la penisola corana il centro di una nuova Guerra Fredda.

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