09/07/2004, 00.00
INDIA

Il Bilancio 2004 favorisce i poveri e tassa i ricchi

La nuova linea per lo sviluppo del paese apprezzata dalla Chiesa

New Delhi (AsiaNews) – Il Governo dell'India guarda più ai poveri che ai mercati finanziari. Il Bilancio 2004 presentato ieri in Parlamento, favorisce infatti il settore rurale a scapito di quello finanziario.

Riservando all'agricoltura un posto privilegiato all'interno del Bilancio, il governo Singh ha mantenuto la promessa, fatta in campagna elettorale, di concentrarsi sui problemi dei settori più arretrati della società indiana. Definito subito "a favore dei poveri", il Bilancio di quest'anno ha stanziato 100 milioni di rupie (2,1 miliardi dollari USA) in più per il settore rurale. In India, circa il 70% della popolazione, pari a 700 milioni, vive nelle campagne. Oltre a varie concessioni, sono stati fissati tassi di credito più convenienti, l'aumento delle assicurazioni sul bestiame e sulle fattorie e maggiori stanziamenti per promuovere il mercato agricolo, la ricerca e il miglioramento delle infrastrutture e della distribuzione di acqua.

Altri obiettivi chiave della politica governativa, che emergono dal Bilancio, sono l'educazione primaria e un'alimentazione migliore per i bambini nelle scuole. Il ministro della finanza, Palaniappan Chidambaram, ha fissato un sovraccarico del 2% su tutte le tasse (circa 40-50 milioni di rupie) per finanziare l'educazione e l'alimentazione nelle mense dei bambini, che frequenteranno la scuola per almeno 8 anni. Attualmente l'analfabetismo colpisce il 47% degli adulti indiani. "Se l'educazione primaria e il programma alimentare procederanno mano nella mano, credo che si potrà parlare di un nuovo inizio per i bambini poveri dell'India", ha dichiarato il ministro.

L'introduzione dei "programmi alimentari" in 150 dei distretti più arretrati del paese fa sperare in una diminuzione del numero di persone considerato "al di sotto della soglia di povertà". Il governo ha previsto anche più alloggi, medicine di base e lavoro. Chidambaram, ha promesso, infatti, una  nuova legge che garantisca ai poveri 100 giorni lavorativi all'anno.

Quello del 2004 non si può definire un Bilancio favorevole ai mercati finanziari, che hanno reagito subito in modo negativo all'introduzione di un'imposta sugli scambi (turnover taxes). Critico anche il Partito comunista indiano, importante alleato per il governo, secondo cui  "questo bilancio è una miniera d'oro per gli investitori stranieri, le grandi aziende e i consumatori". L'aumento dei fondi stanziati per la difesa (16,8 miliardi di dollari) è stato sentito come un "tradimento".

Il discorso di  presentazione bilancio di Chidambaram, è stato più volte interrotto da interventi di membri del partito nazionalista indù d'opposizione (Bharatiya Janata Party), sostenitori di riforme economiche a favore della popolazione urbana e dell'industria.

Il Bilancio non prevede, però, ulteriori misure per tagliare il deficit fiscale, decisione vista da molti come un rifiuto di sostenere lo sviluppo economico del paese.

In un'intervista televisiva, il ministro delle Finanze ha risposto allo scontento degli operatori del settore, affermando che l'India vera non abita nelle grandi città ma nei villaggi e ha invitato i conduttori del programma a viaggiare con lui nelle campagne per vedere con i loro stessi occhi le condizioni di vita di queste persone.

In un'intervista rilasciata ad AsiaNews mons. Percival Fernandez, Segretario generale della Conferenza episcopale cattolica dell'India, che ha incontrato di recente il primo ministro Singh, ha commentato così il nuovo bilancio: "sono convinto che il governo porterà avanti e sosterrà il Common Minimum Programme (CMP, Programma Minimo Comune) rivolto alle fasce più deboli della popolazione. Quello che più mi preoccupa di questi programmi e di quello alimentare a favore dei bambini, è però la loro attuazione. La maggior parte delle volte il denaro esce dalle casse dello Stato e non arriva ai legittimi beneficiari. Se si riesce a stabilire un metodo per controllare che i fondi arrivino a destinazione, i programmi previsti dal Bilancio porteranno a risultati significativi e in India si colmerà il divario tra governo efficiente ed effettivo. Speriamo e preghiamo che il nuovo governo riesca ad aiutare davvero la moltitudine di poveri che popola i villaggi indiani".

 

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