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  • » 11/01/2009, 00.00

    VATICANO

    Il Papa amministra il battesimo a 13 bambini



    La cappella Sistina come una piccola parrocchia: una tradizione iniziata con Giovanni Paolo II. Benedetto XVI sottolinea che i genitori sono educatori e non “padroni" dei loro figli. Dare il battesimo ai bambini non è far loro “violenza”. La festa del Battesimo di Gesù “ci introduce alla quotidianità di un rapporto personale con Lui”.

    Città del Vaticano (AsiaNews) – Benedetto XVI ha amministrato oggi il battesimo a 13 piccoli nella cornice maestosa e insieme familiare della cappella Sistina. Sotto le grandi volte dipinte da Michelangelo si sono dati appuntamento mamme e papà, neonati che piagnucolano o che sorridono beati, nonni e parenti, trasformando l’ambiente solenne della cappella in un ambiente quotidiano come una piccola parrocchia.

    La tradizione di celebrare il battesimo ai bambini nel giorno della festa del Battesimo di Gesù è iniziata con Giovanni Paolo II e continua con il presente pontefice.

    Nella sua omelia, Benedetto XVI ha anzitutto spiegato il valore della festa liturgica di oggi, che conclude il periodo natalizio. Tutto il tempo di Natale egli ha detto, celebra la venuta di Dio come uomo fra di noi; “abbassandosi fino all'impotenza inerme dell'amore, Egli dimostra che cosa sia la vera grandezza, anzi, che cosa voglia dire essere Dio”. “La festa del battesimo di Gesù – ha aggiunto il papa - ci introduce… alla quotidianità di un rapporto personale con Lui. Infatti, mediante l’immersione nelle acque del Giordano, Gesù si è unito a noi. Il Battesimo è per così dire il ponte che Egli ha costruito tra sé e noi, la strada per la quale si rende a noi accessibile; è l'arcobaleno divino sulla nostra vita, la promessa del grande sì di Dio, la porta della speranza e, nello stesso tempo, il segno che ci indica il cammino da percorrere in modo attivo e gioioso per incontrarlo e sentirci da Lui amati”.

    Proprio grazie al battesimo di Gesù, si battezzano i bambini: “il cielo – ha spiegato - è realmente aperto e continua ad aprirsi, e possiamo affidare ogni nuova vita che sboccia alle mani di Colui che è più potente dei poteri oscuri del male”.

    Il pontefice ha poi messo in luce le responsabilità dei genitori: “Il bambino – ha spiegato il papa - non è proprietà dei genitori, ma è affidato dal Creatore alla loro responsabilità, liberamente e in modo sempre nuovo, affinché essi lo aiutino ad essere un libero figlio di Dio. Solo se i genitori maturano tale consapevolezza riescono a trovare il giusto equilibrio tra la pretesa di poter disporre dei propri figli come se fossero un privato possesso plasmandoli in base alle proprie idee e desideri, e l’atteggiamento libertario che si esprime nel lasciarli crescere in piena autonomia soddisfacendo ogni loro desiderio e aspirazione, ritenendo ciò un modo giusto di coltivare la loro personalità”.

    Battezzando dei bambini, ancora incoscienti, “non si fa loro violenza, ma si dona loro la ricchezza della vita divina in cui si radica la vera libertà che è propria dei figli di Dio; una libertà che dovrà essere educata e formata con il maturare degli anni, perché diventi capace di responsabili scelte personali”.

    Il battesimo, ha ricordato Benedetto XVI, introduce a una famiglia “più grande e stabile, più aperta e numerosa” di quella di sangue,  e cioè “la famiglia dei credenti”, la Chiesa, “una famiglia che ha Dio per Padre e nella quale tutti si riconoscono fratelli in Gesù Cristo”.

    Ritornando poi ancora alla festa di oggi, il papa ha concluso: “Con il Battesimo non ci immergiamo... semplicemente nelle acque del Giordano per proclamare il nostro impegno di conversione, ma si effonde su di noi il sangue redentore del Cristo che ci purifica e ci salva. E’ l’amato Figlio del Padre, nel quale Egli ha posto il suo compiacimento, che ci riacquista la dignità e la gioia di chiamarci ed essere realmente ‘figli’ di Dio”.

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