03/12/2018, 08.52
QATAR
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Il Qatar abbandona l’Opec e punta sul gas naturale

Doha ritira l’adesione all’organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio a partire dal gennaio 2019. L’emirato continuerà a rispettare gli impegni in tema di produzione come altre nazioni non Opec. La scelta frutto di un piano industriale, slegato dalla controversia in atto con l’Arabia Saudita. 

Doha (AsiaNews/Agenzie) - Il Qatar intende abbandonare l’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec) a partire dal gennaio del prossimo anno. Lo ha annunciato oggi il ministro dell’Energia dell’emirato Saad al-Kaabi, secondo cui la decisione non è dettata dalla controversia in atto da oltre un anno fra Doha e Riyadh. Piuttosto, si tratta di una scelta in prospettiva di carattere energetico, economico e strategico. 

Doha - uno dei produttori di petrolio più piccoli, ma al tempo stesso il più importante esportatore di gas naturale al mondo - vuole rafforzare la propria posizione a livello internazionale nel settore energetico. Al contempo, i vertici del Paese stanno elaborando una nuova strategia nel lungo periodo che intende concentrarsi sull’industria del gas.

In una conferenza stampa il ministro dell’Energia ha spiegato che “il Qatar ha deciso di ritirarsi dall’Opec a partire dal gennaio 2019” e “la scelta verrà comunicata questa mattina” ai responsabili dell’organizzazione. Il rappresentante di Doha sarà comunque presente all’incontro dei Paesi membri Opec in programma in Russia il 6 e 7 dicembre prossimi, in cui si discuterà - fra gli altri - di un taglio nella produzione. 

Il ministro Saad al-Kaabi spiega che non si è trattato di una scelta facile, dato che il Qatar è stato un membro Opec per 57 anni, ma l’impatto sulla produzione è sempre stato scarso. Egli ha inoltre chiarito che Doha continuerà a rispettare gli impegni in tema di produzione come tutte le altre nazioni non-Opec. 

L’emirato punta dunque a rafforzare la propria posizione nell’industria del gas naturale, con l’obiettivo di aumentare la produzione passando da 77 milioni a 110 milioni di tonnellate annue. Al contempo, la scelta non è legata alla controversia economica e diplomatica che, da oltre un anno, vede opposte Doha e Arabia Saudita, quest’ultima sostenuta da altre nazioni del Golfo e del mondo musulmano.

Secondo analisti ed esperti all’origine dello scontro fra Qatar e Arabia Saudita vi sarebbero i legami fra Doha e Teheran, che anche di recente hanno confermato il reciproco sostegno economico e diplomatico. In realtà dietro la controversia - che ha isolato piccolo emirato nell’area del Golfo, avvicinandolo ancor più alla Repubblica islamica, alla Turchia e al Marocco - vi sarebbe la contrapposizione all’interno dell’islam sunnita fra Doha e Abu Dhabi.

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