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  • » 24/01/2017, 12.30

    INDIA

    Il distretto di Kandhamal ha sei nuovi sacerdoti, tra cui il primo salesiano

    Santosh Digal

    Il 21 gennaio sono stati ordinati tre frati cappuccini; il 23 gennaio, altri due diaconi e p. Digal, il salesiano. Entrambe le cerimonie presiedute da mons. Barwa, arcivescovo di Cuttack-Bhubaneshwar. Salesiano: “Voglio essere un buon pastore per coloro che sono nel bisogno”.

    Bhubaneshwar (AsiaNews) – Il distretto di Kandhamal ha sei nuovi sacerdoti, tra cui il primo salesiano. Le ordinazioni sono avvenute il 21 e 23 gennaio scorsi, alla presenza di mons. John Barwa, arcivescovo di Cuttack-Bhubaneshwar. Le loro consacrazioni assumono un significato ancora più importante per il fatto che il distretto di Kandhamal, in Orissa, è stato l’epicentro dei pogrom contro i cristiani scatenati nel 2008 dai radicali indù.

    Il 21 gennaio nella parrocchia di Padre Pio a Simonbadi, nel territorio dell’arcidiocesi, sono stati ordinati tre frati cappuccini. Essi sono: p. Tejeswar Badaraito, p. Pratap Chandra Bishoyi e p. Liman Nayak. Alla cerimonia erano presenti 30 sacerdoti, 20 suore e più di 3mila cattolici. Parlando della loro vocazione, p. Chinnu Polisetty, responsabile provinciale dell’Ordine dei Frati minori cappuccini, afferma ad AsiaNews: “Ringrazio Dio per la loro chiamata alla vita religiosa, che avviene a Kandhamal nonostante le persecuzioni e le minacce. Ammiro il popolo di Kandhamal per la profonda fede in Gesù, radicata e fervente, che ispira molti a testimoniare il Vangelo in modo coraggioso nell’India moderna, sfidando l’odio e l’opposizione verso i cristiani”.

    Il 23 gennaio nella parrocchia del Sacro Cuore di Kattingia l’arcivescovo Barwa ha ordinato anche p. Kumuda Kumar Digal, dei salesiani di Calcutta, e altri due diaconi, uno diocesano e l’altro della Società dei missionari indiani (Ims).

    Le ultime ordinazioni confermano una tendenza già in atto dallo scorso anno, quando nel distretto sono stati consacrati diversi religiosi. P. Digal ringrazia Dio per essere il primo salesiano ordinato nel territorio che ha subito il più feroce massacro contro i cristiani mai attuato in India. “Sono umile davanti a Dio – dice – e ricerco la sua guida per lavorare al servizio dei poveri e dei giovani abbandonati, perché questo è il principale carisma della congregazione cui appartengo”.

    Il salesiano proviene dal villaggio di Malebadi, vicino la città di Daringbadi, ed è cresciuto nella chiesa di Nostra Signora del Santo Rosario. Ha un fratello e tre sorelle e una di queste ha preso i voti nella Congregazione delle Serve di Maria. Nel 2004 è entrato in seminario a Siliguri, nel distretto di Murshidabad (in West Bengal). In seguito ha studiato filosofia nel college salesiano di Sonada, in Darjeeling, e ha svolto alcune esperienze pastorali a Calcutta e in Bihar.

    Si è laureato in Scienze dell’educazione presso il Don Bosco College di Tura, in Meghalaya, e in seguito in teologia al Kristu Jyoti College di Bangalore. A proposito della sua formazione, p. Digal ritiene: “La lunga educazione in seminario mi ha arricchito. Ogni fase della formazione è stata un’esperienza unica”.

    Il suo motto è “Il Signore è il mio pastore”: “L’ho scelto perché ho davvero provato su di me la mano del Signore buon pastore che mi ha guidato fino a questo punto. In cambio io voglio essere un pastore per coloro che sono nel bisogno”.

    (Ha collaborato Purushottam Nayak)

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