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  • » 25/02/2011, 00.00

    PAKISTAN

    Il governo vuole rivedere i programmi delle scuole religiose islamiche



    Le madrasse (scuole religiose) adesso insegnano quasi soltanto studi coranici. Il governo vuole introdurre letteratura araba e inglese, matematica e computer. Ma incontra l’opposizione di molti leader religiosi. Milioni di studenti non possono pagare la scuola statale e frequentano solo questi istituti.
     Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – Il governo indica alle scuole religiose islamiche (madrasse) di fornire agli studenti una preparazione di base in materie come matematica, lingua inglese e anche informatica e uso del computer. Ma incontra l’opposizione delle scuole, molte delle quali si preoccupano soltanto di insegnare il libro sacro islamico, il Corano.

    Le madrasse sono fondamentali nel sistema scolastico pakistano. Uno studio del Dipartimento scuola e letteratura di Khyber Pakhtunkhwa, una delle 4 province pakistane, osserva che nella regione ci sono circa 10.887 madrasse ufficiali con non meno di 2 milioni di studenti nel 2010 (erano 201 nel 1947). Circa l’85% di queste scuole sono dirette da sunniti, mentre le altre da sciite.

    Peraltro solo il 25% delle scuole ha chiesto la registrazione statale e la gran parte dei circa 4mila insegnanti uomini e 900 donne hanno a loro volta studiato presso scuole religiose.

    Sardar Hussain Babak, ministro per l’Istruzione di Khyber Pakhtunkhwa, spiega all’agenzia InterPressService che “molti di questi insegnanti non sono in grado di svolgere un vero insegnamento. Non hanno ricevuto un’istruzione moderna. Il governo offre loro assistenza finanziaria e tecnica, ma non la vogliono”. Il governo, infatti, vuole che agli studenti sia fornita un’istruzione completa, ma i leader delle scuole religiose considerano queste iniziative come un’indebita interferenza.

    “Circa il 99% degli studenti – prosegue Babak – vengono da famiglie povere che non potrebbero pagare i costi di una moderna scuola statale e li mandano in una scuola religiosa dove non sono chieste tasse”. Anzi, molte scuole provvedono anche all’alloggio e al vitto degli studenti.

    Muhammad Asif insegna alla scuola Uma Hatul Mamineen. Dice che “le scuole religiose sono ottime perché insegnano il vero significato dell’Islam. Ma devono dare un’istruzione moderna, con matematica, inglese, computer eccetera”. Osserva che molti studenti delle scuole religiose sono analfabeti.

    Le madrasse sono state anche accusate di promuovere il terrorismo, fornendo un’istruzione estremista e operando una sorta di “reclutamento” per i gruppi radicali. Gli Stati Uniti hanno più volte chiesto al Pakistan di controllarle e introdurre un insegnamento moderno.

    Accuse respinte con forza dai responsabili delle scuole. Maulana Samiul Haq, cancelliere di Darul Uloom Haqqania, il maggiore seminario religioso del Paese, dice che “nella nostra scuola ci sono oltre 4.500 studenti. Sono tutti pacifici e apolitici. Hanno partecipato alla lotta contro i leader Mujahideen solo per salvaguardare l’Afghanistan contro il governo Mujahideen diviso e corrotto a Kabul”.

    Ma Babak insiste e osserva che secondo il programma del governo, continueranno ad essere insegnati Nazirah-e- Koran (recitazione del Corano), Tahfeez-ul-Koran (imparare a memoria il Corano), Tajweed (pronuncia corretta), darse-e-nizami (il sillabo dei seminari religiosi), tafseer (analisi e interpretazione coranica), hadith (i detti del profeta Maometto) e Fiqah (giurisprudenza islamica). Ma saranno pure introdotti letteratura araba, urdu, inglese, scienza, matematica, computer e informazione tecnologica, insegnamento di un mestiere.

     

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