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    » 29/03/2016, 11.32

    CINA

    Il miracolo delle conversioni e dei battesimi in Cina

    Wang Zhicheng

    Si stima che la notte di Pasqua vi siano stati 20mila nuovi cattolici. Alla periferia di Shanghai, in una comunità di 100 persone, vi sono sti 27 nuovi battesimi. A spingere alla conversione vi è il materialismo e l’individualismo imperante. Le comunità sotterranee hanno celebrato la Pasqua senza canti e in piccoli gruppi.

    Pechino (AsiaNews) – Nella notte di Pasqua, oltre 100 persone adulte sono state battezzate nella sola cattedrale di Pechino, dedicata all’Immacolata Concezione (v. foto). Avvolti da una specie di mantello bianco, accompagnati da padrini e madrine, si sono apprestati a confessare la loro adesione alla fede in Gesù Cristo morto e risorto per poi essere battezzati dall’arcivescovo mons. Giuseppe Li Shan.

    Lo stesso rito si è riproposto in tutte le chiese cattoliche della Cina, che la notte della Veglia pasquale, negli ultimi anni ha visto il battesimo di oltre 20mila nuovi fedeli.  In una parrocchia alla periferia di Shanghai, in una zona satellite con quasi un milione di abitanti, vi sono stati 27 nuovi battesimi. La comunità cattolica è formata solo da 100 persone. Ciò significa che con i nuovi cristiani della notte di Pasqua, la comunità è cresciuta di oltre il 25%.

    Altri battesimi vengono celebrati a Natale, a Pentecoste e all’Assunzione. Si stima che in un anno vi siano almeno 100mila battesimi di adulti che entrano nella Chiesa cattolica.

    Fra i protestanti – e soprattutto fra le chiese domestiche, non legate al Movimento delle tre autonomie, la Chiesa protestante ufficiale – le cifre dei battesimi annuali siano molti di più.

    Il governo e il ministero degli affari religiosi guarda con grande preoccupazione la crescita dei cristiani in Cina. Si calcola che ormai il numero di cristiani nel Paese di mezzo si aggiri sui 100 milioni, un numero maggiore perfino dei membri iscritti al Partito comunista cinese (Pcc), che sono 85 milioni.

    Secondo osservatori, è proprio la politica del Pcc a catalizzare la ricerca religiosa che sfocia poi nell’adesione al cristianesimo. Il materialismo teorico e pratico, con la spinta a diventare ricchi e a possedere, porta molte persone nelle città a domandarsi se il senso della vita sia solo il consumismo. Diversi nuovi battezzati confermano che la vita nel benessere “non bastava” e che erano alla ricerca di “un senso più profondo”, di “valori oltre quelli materiali”: ciò che un vescovo della Cina centrale ha definito “una grande sete di Dio”.

    La spinta materialista ha creato molto individualismo e sfruttamento. Molte persone – soprattutto migranti giunti in città per lavorare – si sentono sole e senza nessuno che li aiuti, trattati come schiavi e malpagati. “Incontrando alcuni cattolici – dice uno di loro appena battezzato – mi sono sentito accettato e accolto come persona, con una dignità, con un valore che non dipende dalla mia ricchezza o dalla mia povertà”.

    In generale, le celebrazioni della Pasqua si sono svolte senza tensioni. Anche le comunità non ufficiali hanno potuto celebrare messe e servizi liturgici, anche se la polizia ha esigito da loro che il tutto avvenisse “senza clamore di canti e in piccoli gruppi”.

    Anche nel Zhejiang, dove è ancora in atto una campagna per distruggere croci e chiese, nelle ultime settimane è stato liberato l’avvocato Zhang Kai, cristiano protestante che ha difeso molte comunità dai soprusi delle distruzioni. Commentando la sua detenzione per sei mesi, egli ha detto: “Dico grazie alla polizia di Wenzhou per esseri preso cura di me per tutto questo tempo”.

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