5 Agosto 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 27/06/2006
KUWAIT
Il primo voto delle donne incognita nelle elezioni per il Parlamento del Kuwait

Prevista una vittoria dei candidati islamici. I candidati dicono di voler combattere la diffusa corruzione del Paese ricco di petrolio.



Kuwait City (AsiaNews/Agenzie) – Si vota il 29 giugno per il rinnovo del Parlamento del Kuwait. Prevista una vittoria dei partiti islamici, ma c'è l'incognita del voto delle donne. I candidati promettono di combattere la diffusa corruzione.

Gli esperti prevedono una chiara vittoria dei gruppi islamici, nonostante si oppongano ai diritti delle donne che votano per la prima volta e che sono la maggioranza degli elettori. Ci sono, infatti, 195 mila donne votanti contro 145 mila uomini, pari al 57%.

"Loro [i candidati islamici] possono aumentare la loro forza in Parlamento – commenta Adel al-Fouzan, capo del liberale Graduates Society - perché sono meglio organizzati degli altri".

I partiti sono proibiti nello Stato e i candidati debbono registrarsi come indipendenti, ma gruppi islamici e liberali agiscono come partiti di fatto. Peraltro gli stessi islamici sono frazionati in diversi gruppi, che fanno riferimento sia alla maggioranza sunnita che alla minoranza sciita, con complesse alleanze reciproche. Concorrono in 21 dei 25 distretti e si prevede prendano la maggioranza dei 50 seggi in palio.

Molti candidati hanno vinto elezioni primarie presso le tribù beduine, cosa che garantisce loro il sostegno dell'intera tribù.

"I candidati islamici sono ben conosciuti – dice Nasser al-Abdali, capo della Kuwait Society for Development and Democracy - e hanno carisma. Hanno ampio sostegno anche tra le donne".

Una indiretta conferma viene dal fatto che nelle elezioni dell'università del Kuwait gli islamici hanno sempre vinto tutti i seggi da 27 anni e oltre il 70% degli studenti sono donne.

Molti partiti indicano la priorità di combattere la "dilagante corruzione" e criticano la dinastia Al-Sabah, al potere da 250 anni. Il Governo è anche accusato di avere comprato voti.

A 19 candidati pro governativi – dice Mussallam al-Barrak, candidato dell'opposizione  – sono stati dati 41 milioni di dollari Usa per comprare i voti, che in alcune zone costano circa 10 mila dollari ciascuno.

Sono stati distribuiti "in modo illegale" – dice Ahmad al-Saadun, altro politico dell'opposizione – 141 milioni di metri quadrati di terreno statale, per un valore di "sette miliardi di dollari".

Gli elementi corrotti – spiega Abdullah al-Nibari, candidato liberale – vogliono "ottenere contratti nel settore energetico per 80 miliardi di dollari nei prossimi 15 anni".

Il Paese ha una popolazione di 2 milioni di abitanti e un reddito annuo previsto di circa 50 miliardi di dollari. Sono previste opere importanti per 210 miliardi di dollari in 20 anni. Ma la corruzione – dicono molti candidati – c'è anche in cose poco importanti.

Il Paese è stato la prima monarchia della zona a introdurre una costituzione e libere elezioni nel 1962 e la prima a consentire il voto delle donne. (PB)


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
04/05/2005 KUWAIT
Kuwait al voto senza le donne
30/06/2006 kuwait
"Storico" voto delle donne in Kuwait, ma nessuna è eletta e vincono gli islamici
03/02/2012 KUWAIT
Kuwait, i partiti islamici vincono le elezioni
18/05/2009 KUWAIT
Svolta “rosa” in Kuwait, quattro donne elette in parlamento
05/04/2006 kuwait
Non eletta, ma è seconda, una delle prime donne candidate alle elezioni kuwaitiane

In evidenza
CINA
Wenzhou, anche la Chiesa non ufficiale contro le demolizioni. La diocesi in digiuno
di Joseph YuanDopo la marcia del 90enne vescovo ufficiale mons. Vincent Zhu Weifang, il coadiutore mons. Peter Shao Zhumin e tutto il clero non ufficiale pubblicano una lettera aperta in cui chiedono di fermare la campagna di demolizione delle croci. Un appello ai cattolici “della Cina e del mondo intero” affinché si uniscano alla protesta, a sostegno della Chiesa cinese. Persino un vescovo illecito manifesta solidarietà con il clero del Zhejiang, contro gli atti del governo.
CINA
Wenzhou: Vescovo 90enne e 26 preti manifestano contro la demolizione delle croci
di Joseph YuanNon è la prima volta che l'anziano vescovo e i suoi sacerdoti si esprimono contro la campagna di demolizione di croci e chiese, che ha colpito oltre 400 edifici. La polizia ha cercato di disperderli e il gruppo ha presentato una petizione. La coroncina della Divina Misericordia a sostegno della Chiesa cinese. Entro il 31 agosto verranno abbattute le croci delle chiese nella zona di Lishui.
ISRAELE-IRAN
Dopo l’accordo sul nucleare, Israele dovrebbe diventare il miglior alleato dell’Iran
di Uri AvneryE’ la tesi del grande statista e pacifista Uri Avnery, leader del gruppo Gush Shalom, sostenitore della pace fra israeliani e palestinesi. Secondo Avnery, l’Iran desidera solo essere una potenza regionale e del mondo islamico, capace di commerciare con tutti, grazie alla sua raffinata e millenaria esperienza. Di fronte, rivolti al passato, vi sono le monarchie e gli emirati del Golfo. L’Iran può essere un ottimo alleato contro Daesh. Gli abbagli di Netanyahu e dei politici e media israeliani. (Traduzione dall’inglese di AsiaNews).

Dossier


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate