26 Maggio 2012 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook         

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Newsletter




Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME


Voli Low Cost Roma
Voli Milano




mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato

invia ad un amico visualizza per la stampa


» 13/04/2010 14:58
THAILANDIA
Il sistema socio-politico, chiave di volta della crisi politica in Thailandia
La scontro fra governo e oppositori non è solo una lotta fra ricchi e poveri, ma riguarda due visioni diverse della società. Missionario del Pime: le “camicie rosse” hanno unito i movimenti antigovernativi e Thaksin “manovra dietro le quinte” per tornare al potere. Il 90% della popolazione vuole la pace e teme ripercussioni sull’economia e il turismo.

Bangkok (AsiaNews) – La crisi che la Thailandia attraversa non è solo uno scontro fra fazioni politiche avverse, fra ricchi e poveri, fra la capitale Bangkok e le aree rurali, ma riguarda “due modi diversi di pensare la società thai”, che in un futuro toccheranno anche il “sistema socio-politico” del Paese. Le maggiori perdite, al momento, si registrano nell’economia con un brusco calo degli indici di borsa e flessioni nel settore del turismo, mentre la popolazione celebra in tono minore il Songkran festival (il capodanno thai) in programma dal 12 al 15 aprile.
 
Il partito di opposizione United Front for Democracy against Dictatorship (UDD) ha respinto l’offerta del governo di sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni entro sei mesi. I leader delle “camicie rosse” – sostenitori dell’ex premier in esilio Thaksin Shinawatra – spiegano di non avere “altre iniziative” in programma per i prossimi giorni, ma intendono presidiare le zone della capitale sotto il loro controllo. Le rivendicazioni dell’opposizione trovano una sponda nell’esercito. Ieri il generale Anupong Paojinda, comandante delle forze armate, ha affermato che la sola soluzione per uscire dalla crisi è “lo scioglimento del Parlamento”. Egli esclude l’uso della forza dei militari, ma chiede risposte “politiche” alla classe dirigente.
 
Sul versante governativo, intanto, Abhisit Vejjajiva esclude l’ipotesi di dimissioni e bolla come “terroristi” i manifestanti che hanno “attaccato” le forze di sicurezza il 10 aprile scorso, provocando una ventina di morti e oltre 800 feriti. Il premier aggiunge di voler distinguere fra gli elementi che hanno creato disordini e quanti protestano in modo pacifico.
 
P. Raffaele Manenti, missionario del Pontificio istituto missioni estere (Pime) da 16 anni in Thailandia, spiega ad AsiaNews che il conflitto di oggi “affonda le radici nel passato e ora emerge in tutta la sua forza”. Le “camicie rosse” sono fedeli all’ex premier Thaksin perché “aveva preso iniziative favorevoli alla popolazione”, a dispetto di altri governi – tra cui l’attuale di Abhisit – che hanno guardato solo alla classe dirigente del Paese, concentrata a Bangkok.
 
Un altro elemento di scontento è legato al fatto che l’attuale esecutivo “non è stato eletto dal popolo”. I “rossi”, sottolinea p. Manenti, hanno unificato “i vari movimenti di opposizione” e quanti erano “legati a suo tempo a Thaksin, che manovra dietro le quinte per tornare al potere”. La popolazione delle campagne chiede maggiori attenzioni e risorse al governo, che “rischia una grave crisi nel lungo periodo”. Il crollo del turismo – motore trainante del Paese – in un periodo chiave dell’anno, il Songkran festival, può determinare pesanti ripercussioni sull’economia nazionale.
 
Una fonte di AsiaNews, esperta di politica, sottolinea che “oggi siamo di fronte a due modi diversi di pensare la società thai”. Alla lotta delle “camicie rosse” si sono uniti anche intellettuali, neo-laureati e professionisti “che sostengono la loro causa”. “Siamo davanti a una rivoluzione sociale – aggiunge la fonte a Bangkok, che chiede l’anonimato – i cui risultati non sono immaginabili. L’elemento chiave, oltre all’economia, ruota attorno al ‘sistema socio-politico’ attuale e ai cambiamenti futuri, anche se nessuno ne parla in maniera esplicita perché tocca nel profondo la cultura e le tradizioni thai”.
 
In passato sono emerse voci secondo cui la cacciata di Thaksin era legata al tentativo di mettere mano alla Costituzione e, in seconda battuta, avviare un lento passaggio dalla monarchia alla repubblica. La figura del re Bhumibol – seppur anziano e malato – è molto amata e riverita nella popolazione, gode del sostegno dell’ala militare e una messa in discussione del “sistema istituzionale” del Paese è un argomento tabù.
 
La società thai resta comunque legata alle tradizioni buddiste, al valore della pace e non ammette spargimenti di sangue. È questo uno dei motivi che hanno spinto i militari, continua la fonte di AsiaNews, a evitare prove di forza. Un recente sondaggio rivela che il 90% della popolazione è contraria alle violenze di questi ultimi giorni. “Si andrà verso nuove elezioni – conclude la fonte – il punto è trovare una data che metta d’accordo il governo uscente e i manifestanti”.(DS)

invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
16/04/2010 THAILANDIA
Bangkok, i leader delle “camicie rosse” sfuggono alla cattura della polizia
16/04/2010 THAILANDIA
Cattolici, buddisti e musulmani thai invitano al dialogo e alla pace
di Weena Kowitwanij
15/04/2010 THAILANDIA
Bangkok: le “camicie rosse” preparano “l’atto finale” della protesta
12/04/2010 THAILANDIA
Bangkok: le “camicie rosse” manifestano contro le violenze della polizia
di Weena Kowitwanij
10/04/2010 THAILANDIA
Bangkok, scontri fra esercito e “camicie rosse”. Chiusa la tv di opposizione

In evidenza
CINA - VATICANO
Sheshan, migliaia di pellegrini per la Giornata di preghiera voluta dal papa
di Jian MeiP. Taddeo Ma Daqin, vicario generale della diocesi di Shanghai, ha presieduto la messa con 40 sacerdoti. Fedeli di altre diocesi ostacolati dalla pesante sorveglianza di poliziotti in borghese. In Hebei arrestati un sacerdote e un seminarista della Chiesa clandestina. È morto mons. Paolo Li Yi, vescovo di Luan (Changzhi, Shanxi).
VATICANO - CINA
"Porta Fidei": la Lettera apostolica del Papa per l'Anno della fede ora anche in cineseUno strumento per rinnovare "la gioia" e "l'entusiasmo dell'incontro con Cristo", a pochi giorni dalla Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina (24 maggio). La Giornata e la "Porta Fidei" sottolineano l'importanza di comprendere la fede e di testimoniarla in pubblico, in unità col papa.
VATICANO
Papa: i cattolici cinesi siano fedeli alla Chiesa e vivano con coerenza la loro fedeAl Regina Caeli Benedetto XVI dice che con l'Ascensione Gesù "non si è allontanato da noi". Un ricordo per le vittime dell'attentato alla scuola di Brindisi e del terremoto in Emilia. Un incoraggiamento per il Movimento per la vita.

Dossier

by Gheddo P. Fazzini G.
pp. 336
by Buono Giuseppe, Pelosi Patrizia
pp. 432
by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
by Lazzarotto Angelo S.
pp. 528
by Bernardo Cervellera
pp. 240
Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate