25/05/2015, 00.00
RUSSIA

In Russia si accende il dibattito sulla legalizzazione della poligamia

Dopo il matrimonio tra un funzionario di polizia ceceno e una minorenne, presa in seconde nozze, un funzionario vicino a Kadyrov propone di “regolarizzare” la pratica, già diffusa nel Caucaso russo a maggioranza musulmana. Il Cremlino si defila, mentre la Chiesa difende la Cecenia: “Attacco mediatico” sferrato dagli oppositori della famiglia tradizionale.

Mosca (AsiaNews) - Nella Russia dei “valori tradizionali” e delle leggi “contro la propaganda omosessuale trai i minori”, su media e social network negli ultimi giorni, si è acceso il dibattito sulla poligamia, dopo che un alto funzionario di polizia ceceno si è sposato con una ragazza minorenne, diventata la sua seconda moglie. Il Cremlino ha preso le distanze dalla polemica, mentre la Chiesa ortodossa ha quasi giustificato la pratica, diffusa in Cecenia e nel Caucaso russo, a maggioranza musulmana.

Magomed Daudov - capo dell'amministrazione del leader di Grozny, Ramzan Kadyrov, e tra gli ospiti d'onore al controverso matrimonio - ha lanciato un appello per la legalizzazione della poligamia. “Se un uomo può mantenere anche un'altra moglie, perché non farlo? E' pratica diffusa e allora non sarebbe male in qualche modo regolarizzarla”, ha dichiarato Daudov al sito di informazione Gazeta.ru.

Le sue parole hanno seguito quelle di una deputata russa, che ha proposto l'introduzione della responsabilità penale per la poligamia, vietata nella Federazione ma al momento non perseguibile legalmente. Alla parlamentare ha risposto Elena Mizulina, a capo della Commissione famiglia, donne e bambini presso la Camera bassa del parlamento russo, che si è detta contraria: “Criminalizzarla e' ridicolo, perché la sua causa non è legata all'assenza di una legge, ma piuttosto al fatto che non ci sono abbastanza uomini con cui le donne vogliono farsi una famiglia”, ha dichiarato a Ria Novosti, salvo poi assicurare davanti alla Duma, dopo pochi giorni, che “non vi sono piani per legalizzare la poligamia e non sono arrivate proposte in questo senso”.

“Posso solo dire che la poligamia non è autorizzata nel nostro Paese”, si è limitato a commentare il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, sottolineando che “su questo caso non prenderemo parte alla discussione”.

Il Patriarcato di Mosca, invece, ha visto nel dibattito su quello che Kadyrov ha chiamato “il matrimonio del secolo” un attacco mediatico sferrato dagli oppositori della famiglia tradizionale. Parlando con l’agenzia Interfax-Religion, il capo dei dipartimento sinodale per le relazioni tra Chiesa e società, l’arciprete Vsevolod Chaplin, ha notato: “E’ curioso che i circoli che ora criticano la poligamia, che esiste nei fatti in Caucaso del Nord, spesso sono favorevoli ai matrimoni tra omosessuali”. “Temo che questi gruppi che vogliono distruggere la famiglia tradizionale siano dietro l’attacco mediatico in corso contro la Cecenia; - ha denunciato - loro sanno che le persone, private della tradizione e di una famiglia, sono facilmente controllabili con l’aiuto di manipolazioni politiche e d’informazione”.

Pur ricordando che la Chiesa ortodossa non accetta la poligamia, perché il matrimonio è considerato l’unione tra un solo uomo e una sola donna, Chaplin ha ammesso che “è difficile negare il fatto che l’Impero russo non ha posto alcun ostacolo alla poligamia tra i musulmani”. “Ci sono diverse tradizioni nel mondo - ha aggiunto - come queste possano vivere in un unico Stato e nel mondo moderno è una questione che va affrontata con una discussione seria, specialmente a livello di potere legislativo”. 

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