15/05/2015, 00.00
RUSSIA
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Ufficiale ceceno vuole una minorenne come seconda moglie, il Cremlino sta a guardare

di Nina Achmatova
Poligamia e matrimoni con minori sono vietati dalla legge russa, ma la Cecenia di Kadyrov continua a vivere secondo norme proprie, in violazione anche al diritto internazionale. Gruppi internazionali: "Lo Stato non fa nulla per proteggere la ragazza".

Mosca (AsiaNews) - Da settimane i media russi sono pieni di articoli sulla storia di un alto funzionario della polizia cecena di mezza età, intenzionato a prendere come seconda moglie una ragazza minorenne di un piccolo villaggio della repubblica caucasica russa, a maggioranza musulmana. In Russia è vietata sia la poligamia che il matrimonio con minori ma, nonostante il clamore suscitato dal caso, il Cremlino non è praticamente intervenuto nella vicenda. Il governo russo ha come stretto alleato nella turbolenta regione il ‘governatore’ Ramzan Kadyrov, .

La notizia è stata denunciata prima dal giornale d’opposizione Novaya Gazeta e poi dalla tv indipendente Dozhd, in un rincorrersi di notizie e smentite. Secondo Novaya, il funzionario di polizia avrebbe minacciato di morte la famiglia della ragazza e per evitare che la sposa fuggisse, avrebbe disposto posti di blocco agli ingressi del villaggio dove vive.

La storia

Il protagonista è Nazhdu Guchigov, capo del dipartimento di polizia di Nozhay-Yurt, molto vicino a Kadyrov, già marito e padre di famiglia. L’uomo, 57 anni, ha intenzione di sposare Kheda Goylabieva, appena 17enne. Nonostante la legge russa non permetta né la poligamia, né il matrimonio prima dei 18 anni, Guchigov pare voglia sposare con rito musulmano la ragazzina, che diventerebbe così la sua seconda moglie. Visto che il matrimonio non è riconosciuto dalla legge russa - fa notare l’attivista  Tanya Lokshina di Human Rights Watch - la giovane non avrà diritti né legali, né di proprietà. L’islam e l’Adat (il diritto tradizionale)  permettono la poligamia, ma entrambi vietano matrimoni forzati.

A fine aprile, Guchigov aveva negato addirittura di conoscere  la Goylabieva. A fargli eco Alvi Karimov, portavoce del leader ceceno, che alla radio FM Kommersant aveva detto di non sapere nulla del caso denunciato da Novaya Gazeta.

L’appoggio di Kadyrov

Il 5 maggio, però, è intervenuto Kadyrov in persona, che dopo la scoperta della ‘pista cecena’ dietro l’omicidio dell’oppositore politico Boris Nemtsov, è accusato da più parti di aver messo in piedi uno Stato parallelo, con il suo proprio esercito di miliziani, a cui tutto è permesso anche al di fuori della Cecenia. Kadyrov ha dichiarato alla tv cecena che il suo inviato nel villaggio della ragazzina ha riferito che sia la giovane, che la sua famiglia sono felici del matrimonio e aspettano il lieto evento.

“Negli ultimi anni, come parte del sua ‘campagna per al virtù delle donne’ - ha spiegato la Lokshina - Kadyrov ha ignorato la legge russa e ha approvato apertamente la poligamia, incoraggiando i funzionari locali a praticarla. Nonostante le promesse di sradicare l’usanza dei matrimoni con minorenni in Cecenia, ora pare voler fare un’eccezione per il suo fidato capo di polizia”.

Una televisione russa ritenuta legata ai servizi segreti, Lifenews, ha trasmesso la prima e unica intervista a Kheda, in cui l’adolescente con il capo coperto da un fazzoletto, siede vicino alla madre e sussurra di conoscere Guchigov da un anno, che lo trova interessante e non è un problema il fatto che abbia già una moglie. “Possiamo solo immaginare che tipo di pressione abbiano subito Kheda e la sua famiglia - continua l’attivista di Hrw - l’intolleranza di Kadyrov nei confronti del dissenso è ben nota, così la giovane e la sua famiglia hanno capito di non avere alternativa, se non acconsentire”.

Per ora sulla questione è intervenuto il mediatore per i diritti del minore Pavel Astakhov, secondo il quale nel caso della "sposa cecena" alcune prove sono state distorte e i genitori non hanno subito coercizione e violenza. Astakhov ha poi promesso che la situazione dei minori sarà discussa con Kadyrov durante una visita a giugno in Cecenia.

“Finora lo Stato sembra non fare nulla per proteggere la ragazza che sarà privata dei suoi diritti basilari garantiti dalla legge nazionale e internazionale e la cui vita e opportunità di crescita saranno irrevocabilmente alterate”. 

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