24 Agosto 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est
  •    - Cina
  •    - Corea del Nord
  •    - Corea del Sud
  •    - Giappone
  •    - Hong Kong
  •    - Macao
  •    - Taiwan

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 11/04/2011, 00.00

    VATICANO - CINA

    Incontro della Commissione vaticana per la Chiesa in Cina. Le attese e il realismo

    Bernardo Cervellera

    Da oggi al 13 aprile si raduna la Commissione voluta da Benedetto XVI. A tema la situazione delle comunità cattoliche cinesi dopo lo schiaffo di Pechino con l’ordinazione illecita di Chengde e l’assemblea patriottica di alcuni mesi fa. I sogni infranti dei rapporti diplomatici; l’urgenza di sostenere le comunità cristiane ufficiali e sotterranee. Potenziare il lavoro delle Chiese-ponte di Taiwan, Hong Kong, Macao e Singapore.
    Città del Vaticano (AsiaNews) – Da oggi fino al 13 aprile, si raduna in Vaticano la Commissione per la Chiesa in Cina. Voluta da Benedetto XVI nel 2007, dopo l’uscita della sua Lettera, essa raccoglie le preoccupazioni della Chiesa verso le comunità cinesi e allo stesso tempo cerca di guidare la vita dei fedeli nella difficile situazione di persecuzione. Allo stesso tempo, la Commissione studia i modi in cui far maturare i rapporti diplomatici con Pechino.
    Nelle precedenti riunioni annuali i temi trattati sono stati la Lettera del Papa, la formazione di seminaristi, suore e sacerdoti. La riunione di oggi, secondo la Sala stampa vaticana, ha per tema “la situazione pastorale delle circoscrizioni ecclesiastiche in Cina, con particolare riferimento alle sfide che la Chiesa incontra nell'incarnare il Vangelo nelle attuali condizioni sociali e culturali”.
     
    Dietro il laconico annuncio, vi è un dramma doloroso, su cui i membri della stessa Commissione sono per ora divisi. Il dramma è lo schiaffo di Pechino con l’ordinazione illecita del vescovo di Chengde (v. foto e 20/11/2010 Chengde: otto vescovi uniti al papa partecipano all’ordinazione illecita) e l’Assemblea dei rappresentanti cattolici cinesi (09/12/2010 L’Assemblea patriottica cinese vota la sua leadership. Un grave danno per la Chiesa), del novembre e dicembre scorsi: nonostante le molte prediche sulla distensione fra Cina e Santa Sede e nonostante il cieco ottimismo di varie personalità vaticane, la Cina ha di fatto decretato che permetterà elezioni episcopali solo se i candidati sono quelli scelti da Pechino e vuole usare i vescovi a suo piacimento, a sostegno della sua politica, escludendo ogni minimo spazio alla libertà religiosa richiesta dal papa nella sua Lettera (cfr. n. 4: “[La Chiesa] non può e non deve mettersi al posto dello Stato. Ma non può è non deve neanche restare ai margini nella lotta per la giustizia”).
     
    I gesti violenti di Pechino hanno anche sbaragliato i tentativi di riconciliazione fra comunità ufficiali e sotterranee, che con tanta pazienza Giovanni Paolo II e Benedetto XVI stavano ricucendo. A tutt’oggi, il presidente del Consiglio dei vescovi ufficiali (non riconosciuto dal Vaticano perché manca dei vescovi sotterranei) è un vescovo illecito, Ma Yinglin. Il presidente dell’Associazione patriottica (organismo non in linea con la dottrina cattolica, perché vuole edificare una Chiesa indipendente dal papa) è un vescovo approvato dal pontefice, mons. Fang Xinyao. Questo mette diversi dei 65 vescovi ufficiali in situazione di quasi-scisma e frena i 38 vescovi sotterranei a manifestare l’unità e la riconciliazione con loro, tanto desiderata dal papa.
     
    In Vaticano c’è chi vorrebbe una decisione canonica sull’atteggiamento di alcuni vescovi ufficiali (in particolare mons. Fang Xinyao), parlando di “scomunica”, ma anche spiegando che tale “scomunica” è una decisione disciplinare non definitiva. Essa serve per ripensare sul proprio operato e per far maturare e amare il legame col papa, più della tranquillità e del benessere che garantisce la sottomissione al Partito.
     
    Vi è anche chi vuol passare sopra agli ultimi episodi, senza prendere alcuna decisione, rimanendo fiduciosi nel dialogo con il regime e incolpando le frange più maoiste per le ultime prese di posizione contro la Chiesa. In realtà, in tutta la Cina si registra un inasprimento della repressione contro cattolici, cristiani protestanti e attivisti per i diritti umani (spesso fedeli protestanti), per il terrore che succeda anche a Pechino una “rivoluzione dei gelsomini”. Persecuzione e controllo vengono dunque da tutta la leadership e non da una parte sola.
     
    Cristiani ufficiali e sotterranei in Cina fanno sapere ad AsiaNews che il Vaticano “non deve farsi ricattare sui rapporti diplomatici”. Secondo loro le autorità vaticane, nel desiderio di stabilire i tanto desiderati rapporti, sono pronti a “svendere” qualunque cosa al potere cinese. “Alla Cina non interessano per ora questi rapporti diplomatici – ha detto un fedele dell’Hebei – e perciò è meglio che la Santa Sede si impegni a rafforzare l’unità e la fede delle comunità ufficiali e sotterranee”.
     
    Cattolici sotterranei fanno notare che da anni il Vaticano sembra aver messo tra parentesi i fedeli sotterranei: molte sedi vacanti non sono rimpiazzate e ai seminaristi si chiede di entrare nei seminari ufficiali. Invece, essi dicono, proprio per rafforzare la fede di tutta la Chiesa in Cina, la Santa Sede dovrebbe andare avanti per conto suo, senza considerare l’opinione del governo, e in nome del bene pastorale dei fedeli, ordinare vescovi e far ordinare sacerdoti anche nelle comunità non ufficiali. Forse le comunità cattoliche potrebbero imparare dalle comunità protestanti sotterranee che ormai, di fronte alle violenze del regime, manifestano in pubblico per rivendicare la libertà religiosa. Alcuni di essi vengono arrestati, ma intanto esse manifestano al mondo che l’unico loro desiderio è di vedere attuata la libertà religiosa che la costituzione cinese predica (senza applicarla).
     
    Per rafforzare poi il rapporto fra la Chiesa in Cina e la Chiesa universale è importante valorizzare il grande impegno delle cosiddette Chiese-ponte: quella di Taiwan, di Hong Kong, Macao e Singapore. Attraverso visite, rapporti, aiuti economici, invio di insegnanti e personale religioso esse possono confortare e far maturare la vita delle comunità cinesi, soffocate dal controllo o dagli arresti.
     
    Nei giorni scorsi, due avvenimenti hanno riaffermato l’urgenza di una linea chiara nella Commissione vaticana. Un articolo del Financial Times (8/4/2011) ha pubblicato la notizia di un incontro avvenuto in Borgogna fra alti rappresentanti cinesi dell’esercito (Pla) e personalità vaticane che lavorano sul dossier Cina. L’articolo sembra suggerire che l’incontro fosse in funzione di una riapertura dei canali diplomatici fra Santa Sede e Pechino. In realtà, secondo informazioni di fonte vaticana giunte ad AsiaNews, il raduno nel castello della Borgogna aveva altre finalità e l’incontro fra le personalità vaticane (mons. Ettore Balestrero e mons. Gianfranco Rota Graziosi) e qualche generale del Pla è stato in qualche modo indiretto, come pure senza frutto.
     
    Il 6 aprile scorso, invece, il card. Joseph Zen, vescovo emerito di Hong Kong e battagliero difensore della libertà religiosa in Cina, ha incontrato il presidente della Camera dei rappresentanti Usa, il repubblicano John Boehner. Questi ha espresso il suo “inequivocabile sostegno” all’impegno del porporato per la Chiesa e la libertà religiosa di tutti i popoli”. Boehner ha definito la Chiesa cattolica “un faro di speranza per un cambiamento positivo e per la libertà in Cina”.
     
    La speranza è che dal lavoro di questi giorni della Commissione vaticana emerga una visione lucida e realista dei rapporti fra Stato e Chiesa in Cina, che non tradisca il sacrificio e l’attesa di quanti sono fedeli al papa in quel Paese.
    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    14/04/2011 VATICANO-CINA
    Messaggio della Commissione vaticana ai cattolici cinesi
    Il documento esorta alla speranza, pur nelle “prove” che i fedeli stanno affrontando, dalla illegittima ordinazione di Chengde alla 8° Assemblea nazionale dei rappresentanti cattolici, ricordando i dettati del Codice di diritto canonico e le indicazioni di Benedetto XVI. L’urgente necessità delle nomine vescovili nelle diocesi vacanti e l’importanza della formazione. Auspicio di disponibilità al dialogo da parte del governo.

    22/11/2010 VATICANO - CINA
    Il dolore del card. Zen per l’ordinazione illecita di Chengde
    Sacerdoti, suore, fedeli delle comunità ufficiali e sotterranee piangono per l’avvilente ordinazione illecita avvenuta il 20 novembre scorso a Chengde (Hebei). Ad essa vi hanno partecipato 8 vescovi in comunione col papa, sequestrati e costretti a parteciparvi. Lo sfogo del vescovo emerito di Hong Kong, paladino della libertà religiosa in Cina.

    01/04/2011 VATICANO - CINA
    L’ira del card. Zen sul “dialogo a tutti i costi” di p. Heyndrickx e Propaganda Fide
    Lo “stato disastroso” della Chiesa in Cina è causato dalla politica di Pechino, ma anche dalla politica vaticana, troppo simile alla fallimentare Ostpolitik del card. Casaroli. Attuare il dialogo, ma senza svendere la nostra fede. Rischio di scisma per quei vescovi che sono “entusiasti” nell’ubbidire al regime. Uno spirito di penitenza e conversione per tutti.

    24/11/2010 VATICANO - CINA
    La Santa Sede condanna l’ordinazione episcopale illecita a Chengde
    In un duro comunicato il Vaticano esprime il “profondo rammarico” del papa e denuncia “una grave violazione della disciplina cattolica” e alla “libertà religiosa e di coscienza”. Il governo di Pechino ha ignorato le sollecitazioni della Santa Sede e ha lasciato che Liu Bainian, vicepresidente dell’Associazione patriottica ostacolasse il dialogo Cina - Santa Sede. Al vescovo illecito si ricorda la sua posizione di scomunicato latae sententiae.

    01/12/2010 CINA - VATICANO
    Prossimo scontro fra Pechino e Santa Sede: l’Assemblea dei rappresentanti cattolici cinesi
    Il raduno pare fissato per il 7-9 dicembre. Esso avviene a poche settimane dall’ordinazione illecita di Chengde. Timori, tensioni e resistenze dei cattolici cinesi all’Associazione patriottica.



    In evidenza

    CINA - VATICANO
    Nei dialoghi Cina-Santa Sede c’è silenzio sul destino dei preti sotterranei

    Zhao Nanxiong

    Entro la fine dell’anno, tutti i sacerdoti devono registrarsi per ricevere un certificato che permetta loro di esercitare il ministero. Ma la richiesta deve passare attraverso l’Associazione patriottica, i cui statuti sono “incompatibili” con la dottrina cattolica. Molti sacerdoti, ufficiali e non ufficiali, sono in un grande dilemma.


    IRAQ
    Alqosh, nonostante l'Isis la Chiesa festeggia la prima comunione di cento bambini



    Nella festa dell’Assunta l’intera comunità ha partecipato alla funzione, celebrata da Mar Sako. Vicario patriarcale: momento storico per una cittadina di frontiera a lungo minacciata dai jihadisti. Il primate caldeo invita i bambini a “contribuire alla vita della comunità”. A Kirkuk sua beatitudine ha inaugurato una grotta dedicata alla Madonna. 


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®