20/08/2018, 13.11
INDIA
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Incontro mondiale delle famiglie, coppia indiana: ‘La vera gioia è porre fiducia in Dio’

di Nirmala Carvalho

I coniugi Brian e Ninette Lobo sono una colonna portante dell’opera pastorale dei laici nell’arcidiocesi di Mumbai. La donna presiede la Commissione per la vita umana. I cattolici “mettano in pratica i valori cristiani in famiglia, sul lavoro, nella vita di tutti i giorni”. Le sfide del mondo moderno: aborto, eutanasia, matrimoni gay, ruolo della donna. “Solo nell’esercizio della fede e nella sua traduzione in fattibile opera di Dio, possiamo diventare un’estensione di Cristo e del suo amore per noi”.

Mumbai (AsiaNews) – “La vera gioia, molto simile al senso di beautitudine di un bambino, è quando riponiamo la nostra fede e fiducia in Dio”. Lo dice Brian Lobo, manager cattolico di Mumbai. AsiaNews lo ha intervistato insieme alla moglie Ninette in vista dell’Incontro mondiale delle Famiglie che si apre oggi a Dublino, in Irlanda. La coppia condivide la propria esperienza di genitori cattolici e parla delle sfide attuali per le famiglie, non solo in India ma nel mondo intero. Brian e Ninette affermano che “la fede in Dio è stata cruciale per la nostra famiglia. Ci ha permesso di accettare la croce a prescindere dal suo peso e dal fardello che essa trasporta. Ci ha consentito non solo di gioire delle circostanze, ma anche di cercare rifugio nel piano di Dio e nel suo disegno portando la nostra croce”

Brian è il vice-presidente esecutivo di una grossa azienda di servizi finanziari che conta oltre 10mila dipendenti. L’uomo è coinvolto nel movimento pro-life dell’arcidiocesi di Mumbai e ha costruito una tomba dedicata ai bambini mai nati. Ninette ha una laurea specialistica in microbiologia ma ha scelto di rinunciare alla carriera per dedicarsi alla famiglia. È la direttrice della Commissione arcidiocesana per la vita umana (Dhlc) e lo scorso anno ha rappresentato l’India alla Conferenza sulla bioetica in Thailandia. La coppia ha tre figli: Alston (il maggiore) e le gemelle Desiree e Danielle; tutti e tre vivono a lavorano all’estero.

“Il mio camminare con Cristo – afferma la donna – mi ha insegnato a sperimentare la gioia nonostante le difficoltà e le tribolazioni della vita, confidando in maniera incondizionata nel suo imperscrutabile amore e misericordia. Come direttrice della Dhlc, ho capito l’impatto che possiamo avere se sperimentiamo la fede. Perché è solo nell’esercizio della fede e nella sua traduzione in fattibile opera di Dio, che possiamo diventare un’estensione di Cristo e del suo amore per noi”.

Il marito aggiunge: “Solo quando mettiamo in pratica i veri valori e principi della nostra fede, siamo fortificati tanto da superare ogni avversità e avere un impatto positivo nella vita di chi ci circonda. Maria è l’esempio di fede indiscussa: lei non solo ha accettato a cuore aperto il piano che Dio aveva in serbo per lei, cioè essere la Madre di Cristo. Di certo nutriva paure e dubbi, ma ottenuto gioia e conforto nel sapere che Dio aveva un piano migliore per lei”. Sull’effetto che la vita dei cristiani può avere sugli altri, Ninette cita la Prima lettera di Pietro: “Tenete una condotta esemplare fra i pagani perché, mentre vi calunniano come malfattori, al vedere le vostre buone opere diano gloria a Dio nel giorno della sua visita” [2:12].

La coppia parla delle sfide della società alla famiglia cristiana. “Come famiglia cattolica – afferma Brian – siamo alle prese con questioni come l’aborto e l’eutanasia e su come noi cattolici possiamo davvero sconfiggere questi mali. La società di oggi lotta con ideologie sinistre e corrotte, come il matrimonio omosessuale, il marxismo e altre. Tali sfide ci spingono a proteggere i nostri figli da credenze populiste e tentare di andare contro la mentalità dominante instillando i valori cattolici”.

Molto attivi in parrocchia, i coniugi offrono contributi in denaro per aiutare i malati e coloro che sono costretti in casa; si prodigano nell’educazione degli emarginati e dei bisognosi. Di recente si sono offerti di pagare le rette scolastiche della figlia della loro collaboratrice domestica, che hanno iscritto ad un buon liceo cattolico.

Brian ritiene inoltre che il buon esempio come cattolici non debba limitarsi solo alla vita privata, ma essere testimoniato anche sul posto di lavoro. “Nella mia azienda – dice – metto in pratica opere di carità e la virtù cristiana d’umiltà, non importa quale ruolo io rivesta. Il mondo materiale e la sua immagine costruita sulla sabbia potrebbero avere un richiamo scintillante, per questo è importante vivere con la stessa semplicità e umiltà di Dio venuto sulla terra [nei panni di] un umile bambino. Uno dei modi con cui tento d’imitarlo è avere sempre una copia della Bibbia e una croce sulla mia scrivania. Non si tratta solo di oggetti sacri, ma di un costante richiamo al mio scopo nel mondo”.

Anche Ninette condivide lo stesso pensiero: “Il mio luogo di lavoro non è limitato alla sede ufficiale. Come madre, credo che i bambini di oggi possano essere i modelli di domani ed è fondamentale trasmettere loro i valori della fede. Ancora più importante, è insegnare loro ad essere non solo buoni cittadini nella società, ma anche discepoli di Cristo. Se una società investe nei suoi figli, investe nel futuro. Ma mentre il mondo moderno accorda molta più importanza alla costruzione della carriera lavorativa, per me tutto ha inizio in famiglia”.

Lo scorso anno Ninette è intervenuta al Simposio nazionale per la presentazione dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia di papa Francesco. Nel suo discorso ha evidenziato l’importanza del ruolo della donna nella famiglia e nella società. “La trasformazione positiva del ruolo delle donne – ha affermato – inizia a livello familiare. L’uguaglianza di genere è quanto sostiene anche papa Francesco. È indubbio che se si migliora lo status delle donne, cambia anche lo status economico e sociale di un Paese. Anche in campo professionale, le tradizioni indiane relegano la donna in una posizione subordinata rispetto all’uomo. Le donne spesso non godono dei pieni diritti garantiti dalla Costituzione, perché sono male informate; oppure non esprimono appieno il diritto di voto perché hanno scarse conoscenze politiche e anche i partiti non investono nella formazione delle candidate perché ritengono che sia uno spreco di tempo”. Anche in questo caso, ha ribadito, “tutto inizia dalla famiglia. Essa possiede un potenziale enorme per costruire la loro dignità. Una donna che si sente rispettata, a sua volta contribuirà alla famiglia con le proprie risorse: la nutrirà di emozioni, impegno e risorse economiche”. Come sottolineato dal pontefice nell’Amoris Laetitia, ha concluso, “una famiglia che rispetta le sue donne, può allevarle bilanciando il ‘legittimo’ e ‘auspicabile’ desiderio di studiare, lavorare e raggiungere obiettivi personali [n. 173, ndr] con il compimento del loro ruolo materno di creatrici di vita”.

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