23/07/2019, 09.02
INDIA
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India, partita la missione spaziale alla conquista della Luna

La navicella Chandrayaan-2 ruoterà attorno all’orbita terreste per 23 giorni, prima di puntare verso il polo sud della Luna. L’allunaggio è previsto per il 6-7 settembre. Se le operazioni dovessero compiersi senza imprevisti, l’India entrerebbe nella rosa dei “big four” insieme a Usa, Russia e Cina.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – Alle 2.43 di pomeriggio si è staccata dal suolo terreste, avvolta nel fascio di luce del razzo propulsore e accolta dall’applauso festoso degli scienziati della base spaziale di Sriharikota, in Andhra Pradesh: così ieri è partita Chandrayaan-2, la navicella spaziale indiana che andrà alla conquista della Luna. La missione senza equipaggio orbiterà attorno alla Terra per 23 giorni, poi inizierà una serie di manovre per discendere verso il polo sud lunare, dove il 6-7 settembre è previsto l’atterraggio.

Il lancio della navicella rappresenta un momento storico per il progresso dell’India, fino a pochi anni fa nel novero dei Paesi più poveri al mondo e dove tutt’ora un terzo della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno. Se dovesse atterrare sui crateri lunari, sarebbe il quarto Paese al mondo a raggiungere questo obiettivo.

Infatti prima di Delhi, solo altri tre “big” ci sono riusciti: Stati Uniti, Russia (ex Unione Sovietica) e Cina. Non a caso, appena ricevuta la notizia che il lancio era stato effettuato con successo, il premier indiano Narendra Modi ha twittato: “Indiano nel cuore, indiano nello spirito! Ciò che dovrebbe rendere ogni indiano pieno di gioia è che #Chandrayaan2 è una missione interamente locale”.

Infatti i componenti della sonda sono quasi del tutto “made in India”: lanciata con un razzo GSLV Mk III, è composta da un modulo d’atterraggio Lander Vikram del peso di 1,4 tonnellate e un veicolo lunare Rover Prayan di 27 chilogrammi, alimentato ad energia solare. Oltre all’origine locale dei materiali, ciò che caratterizza la missione è il suo presso low-cost: appena 140 milioni di dollari, molto contenuto rispetto alla somma spesa dagli Stati Unite per le 15 spedizioni spaziali del programma Apollo, circa 100 miliardi di dollari.

Prevista all’inizio per il 15 luglio, pochi giorni prima del 50mo anniversario del primo sbarco dell’uomo sulla Luna, la partenza è stata sospesa dall’agenzia spaziale indiana (Isro) appena 56 minuti prima del lancio per un “imprevisto tecnico”. Il compito dell’esplorazione spaziale è andare alla ricerca di acqua, resti fossili del sistema solare primordiale e misurare le oscillazioni lunari (simili ai terremoti).

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