17/01/2006, 00.00
Indonesia
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Indonesia, l'aiuto della Chiesa per le vittime delle alluvioni

di Benteng Reges

Le alluvioni di inizio gennaio hanno  ucciso 76 persone, ma 521 risultano ancora disperse e migliaia vivono in tende d'emergenza. I cattolici locali si stanno impegnano nella raccolta e distribuzione di beni di prima necessità, ma anche nell'aiuto psicologico ai sopravvissuti.

Jember (AsiaNews) – La chiesa di San Giuseppe è "piena di parrocchiani che con molto entusiasmo aiutano le popolazioni colpite dalle alluvioni del 2 gennaio, distribuendo viveri, medicinali e coperte". Il parroco della chiesa (che faparte della diocesi di Malang) p. Jack Hugo Susdiyanto O'Carm, racconta come "subito dopo la tragedia" ha riunito un gruppo di volontari fra i parrocchiani, ha raccolto il materiale da donare e hanno comincaiato a liberare i terreni dal fango – oltre un metro – che li ha inondati.

Un posto di recupero interreligioso è stato creato nei locali della chiesa, per raccogliere le donazioni dei cittadini. La Nahdlatul Ulama, la più grande organizzazione musulmana del Paese, aiuta a smistare i beni raccolti tra gli abitanti colpiti, che al momento vivono in tende montate per far fronte all'emergenza.

"Stiamo aiutando più di un migliaio di persone – aggiunge il parroco – che vivono in questi rifugi temporanei. Li visitiamo spesso per controllare come evolve la loro situazione". Oltre ai fedeli della chiesa, aiutano anche diverse organizzazione cattoliche fra cui la Catholic Women of the Republic of Indonesia, che ha montato una grande cucina da campo per dare del cibo caldo ai rifugiati ed ai volontari.

Dopo le prime operazioni di emergenza, la riabilitazione delle vittime sconvolte è divenuto un problema da risolvere e p. Susdiyanto si è assicurato l'aiuto di diversi psicologi della zona, subito disposti a collaborare per risanare i traumi provocati dall'inondazione.

La stessa operazione è stata condotta dai cattolici della chiesa di s. Antonio nella reggenza di Banjarnegara (Java centrale). Qui i fedeli, guidati dal parroco Martin Maryoto, hanno portato il loro aiuto agli abitanti del Sierra Village, dove gli smottamenti e le frane provocate dalle piogge hanno ucciso il 4 gennaio 76 persone: 521 abitanti del luogo risultano ancora dispersi. Già dalle prime ore dopo il disastro, la chiesa – che appartiene alla diocesi di Purwokerto – ha iniziato a raccogliere dai cattolici locali materiali di prima necessità ed ha portato avanti un programma di sostegno in accordo con le autorità locali.

"Le donazioni – dice p. Maryoto – sono state abbondanti, ma i miei parrocchiani si impegneranno in maniera particolare nel cercare di ridare una casa agli sfollati". Per questo scopo si impegnerà anche la Commissione episcopale indonesiana: p. Stephen Bijianto, direttore esecutivo della Commissione sviluppo socio-economico, ha già annunciato uno stanziamento di fondi destinati alla rilocazione dei sopravvissuti.

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