02/01/2006, 00.00
INDONESIA
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Indonesia, strage nel mercato cristiano: la polizia interroga un sospetto

di Benteng Reges

L'attentato avvenuto a Palu il 31 dicembre ha ucciso 7 persone. Alte le misure di sicurezza nella provincia, teatro negli ultimi mesi di un'escalation di violenze contro i cristiani. La polizia esclude la mano del gruppo terrorista islamico Jemaah Islamiyah.

Palu (AsiaNews) – La polizia nelle Sulawesi centrali sta interrogando un uomo sospettato di essere coinvolto nell'attentato di sabato scorso a un mercato cristiano di Palu. Nella città, capoluogo della provincia indonesiana, lo stato d'allerta è alto: la pubblica sicurezza ha aumentato i posti di blocco e ieri ha compiuto numerose ispezioni in diversi quartieri. 

I servizi di sicurezza avevano avvertito di possibili violenze durante le feste di Natale e di fine anno. Nonostante ciò il 31 dicembre una bomba imbottita di chiodi è scoppiata intorno alle 7.30 (ore locali) in mezzo alla folla, facendo strage di clienti e venditori, per la maggioranza cristiani. Il bilancio è di 7 morti e 54 feriti. Tra quest'ultimi molti hanno perso ambedue le gambe a causa della potente onda d'urto. Fonti della polizia locale hanno spiegato che se l'esplosione fosse avvenuta nell'ora di punta (alle 8.30), avrebbe provocato conseguenze anche peggiori.

L'uomo, arrestato sabato nei pressi del mercato, ha 40 anni. Non vi sono, però, informazioni ufficiali sulla sua identità. La polizia di Jakarta ha emesso un comunicato secondo il quale la bomba di Palu nulla ha a che vedere con il terrorista islamico ricercato Noordin Top, il più importante tra i capi della Jemaah Islamiyah (JI). L'alto ufficiale ha spiegato che i materiali impiegati per l'attentato non sono quelli usati di isolito dalla JI; inoltre, ha ricordato che il gruppo terrorista "in genere prende di mira cittadini stranieri".

Diverse circostanze fanno pensare che l'attacco era diretto specificamente contro la comunità cristiana dell'isola. Il mercato preso di mira è abitualmente frequentato da cristiani. Stando ai primi rilievi, l'ordigno è esploso all'interno di un chiosco che vendeva carne di maiale, proibita dall'Islam in quanto considerata impura. La gente stava facendo gli ultimi acquisti per celebrare la fine dell'anno. Inoltre la bomba, di fabbricazione rudimentale, è scoppiata a non più di una centinaio di metri da una chiesa protestante.

Secondo il capo della polizia centrale, capo brigadiere generale Oegroseno, la bomba doveva colpire proprio una delle chiese della zona, ma l'alto livello di sicurezza intorno ad esse ha costretto gli attentatori a cambiare obiettivo. Il giorno precedente l'attentato leader religiosi di diverse fedi si erano incontrati a Donggala, vicino Palu, per rinnovare il loro impegno a favore di una pacifica convivenza interreligiosa.

Il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono ha condannato in prima persona la strage del mercato e ha ordinato l'immediata apertura di un'inchiesta. Egli ha inoltre ingiunto al ministro per la Sicurezza, Widodo Adisucipto, di accertare se vi siano "eventuali collegamenti con altri attacchi precedenti" nella zona.

Le Sulawesi centrali sono state teatro tra il 1998 e il 2001 di un sanguinoso conflitto religioso tra cristiani e musulmani, che ha provocato migliaia di vittime. Nonostante un accordo di pace, firmato nel 2002, la violenza continua sporadicamente a colpire la zona: come ad ottobre scorso quando tre ragazze cristiane sono state decapitate vicino a Poso.

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