22/11/2007, 00.00
INDIA
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Interessi politici nel caso di p. Joy, arrestato senza prove dopo il suicidio di uno studente

di Nirmala Carvalho
Il custode del dormitorio della scuola clarettiana di Borjhar, p. Joy Sebastian, è in carcere dal 3 novembre scorso senza alcuna prova. E’ accusato di aver istigato al suicidio un giovane studente, figlio di un militante morto due anni fa. La Chiesa punta il dito contro “interessi oscuri”.
Diphu (AsiaNews) – E’ ancora in carcere p. Joy Sebastian, il sacerdote clarettiano accusato di aver istigato al suicidio un giovane studente tribale che viveva nel dormitorio della scuola retta dai missionari a Borjhar, (Assam, Nord est dell'India) nonostante le accuse non abbiano alcun riscontro. Secondo la Chiesa locale, è evidente che vi sono oscuri interessi politici nell’intero caso.
 
Hazong Bramo studiava nella quarta classe della scuola. Il 3 novembre scorso, dopo aver incontrato la madre, il ragazzo era fuggito a casa della zia, che però lo aveva convinto a tornare a scuola. Arrivato qui, si è recato nel dormitorio dove si è impiccato. La polizia ha arrestato il guardiano dell’ostello, p. Joy, con l’accusa di aver convinto Hazong ad uccidersi.
 
Secondo un rapporto presentato dal superiore delegato dell’ordine, p. Jose Anchupankil, “l’intero caso è stato costruito. Il ragazzo era depresso sin dalla morte del padre, avvenuta due anni fa per opera di alcuni ribelli”.
 
Il p. Tom Mangattuthazhe, che vive nella residenza episcopale di Diphu, dice ad AsiaNews: “Ho visitato la zona dove è avvenuta la tragedia il 6 novembre scorso, ed ho parlato con la gente del posto. Sin dal principio, si nota la mano di oscuri interessi dietro a tutta la vicenda”.
 
Il sacerdote, che è Segretario del Forum cristiano di Diphu, aggiunge: “Il 14 novembre mi sono recato con altri cristiani nella casa del ragazzo, dove abbiamo celebrato un incontro di preghiera. La famiglia è veramente sconvolta, e la situazione imprevedibile. Tuttavia, è evidente che la madre del giovane ha fatto pressione sulla polizia per non concedere il rilascio su cauzione di p. Joy”.
 
Robin, il padre di Hazong, “aveva dei contatti con i militanti indipendentisti Bodo, ed è stato ucciso per questo. Si è fatto molti nemici ed è stato accusato di estorsioni, omicidi ed attacchi terroristici. I suoi amici siedono ora nel governo, e questo rende chiara la connessione politica con il caso”.
 
Il Provinciale dei clarettiani “è in contatto con il sacerdote, che accetta il suo Calvario grazie al sostegno ed alle preghiere dei suoi confratelli e dei fedeli. La Chiesa non è contraria ad alcuna inchiesta giudiziaria, e se avessimo deciso di usare una qualche influenza avremmo liberato p. Joy. Noi però vogliamo che la giustizia segua il suo corso, non per nascondere qualcosa, ma proprio per far emergere la piena verità”.
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