12/04/2019, 09.01
IRAQ
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Iraq, piogge record: dighe e fiumi hanno raggiunto livelli allarmanti

La situazione, soprattutto nel nord, comincia a preoccupare esperti e autorità. Il bacino di Tharthar ha una portata “mai vista” in oltre 60 anni. Due ponti a Mosul sommersi dall’acqua. Disposta la chiusura di chioschi e attività commerciali nei pressi del fiume. Fonti di AsiaNews: eventi dalla portata “eccezionale”. 

Mosul (AsiaNews) - Il livello delle acque nelle dighe e nei bacini idrici dell’Iraq ha raggiunto livello record, mai toccati prima nella storia del Paese. E questo per le forti piogge dell’ultimo periodo, coda dei fenomeni che hanno causato gravissimi danni nel vicino Iran, La situazione, soprattutto nel nord, comincia a destare preoccupazione e migliaia di famiglie rischiano di dover abbandonare le proprie case e le proprie terre, per il rischio reale di gravi inondazioni. 

Settimane di intense precipitazioni, acuite dallo scioglimento delle nevi in Turchia e Iran, hanno quasi riempito i quattro bacini dell’Iraq e gonfiato il corso dei fiumi Tigri ed Eufrate. A Samarra, a nord di Baghdad, l’acqua viene deviata nel lago Tharthar, un serbatoio naturale utilizzato per favorire il deflusso.

Kareem Hassan, responsabile della diga, riferisce che “la diga ha raggiunto i livelli più alti della sua storia”. “Non abbiamo mai visto - aggiunge - una portata simile nella struttura sin dalla sua fondazione, nel 1956”. Analogo discorso per la diga di Dukan, nel nord-est, che “ha registrato la portata maggiore dal 1988” come conferma il direttore della struttura Hama Taher. 

Fonti di AsiaNews nel nord dell’Iraq confermano la gravità della situazione, in un contesto di piogge “dalla portata eccezionale, di molto superiori alla normalità”. “In molte città, come Mosul, Dohuk, Erbil si registrano dei danni e le dighe sono piene. Il rischio di straripamento è reale, soprattutto se alle piogge si somma il prossimo scioglimento delle nevi invernali”. Le inondazioni, conclude la fonte, rischiano di creare particolari disagi “nei campi profughi e nelle tendopoli alla periferia di Mosul e nella piana”. 

Le autorità hanno già avviato i primi interventi per fronteggiare l’emergenza. L’eccesso di acqua dovrebbe essere immagazzinato in alcuni bacini artificiali in previsione della stagione secca, nei mesi estivi. Inoltre hanno vietato ai contadini di impiantare colture che necessitano di grandi quantitativi di acqua per dare frutto. 

Nella metropoli del nord del Paese, a lungo roccaforte dello Stato islamico (SI, ex Isis), il fiume ha sommerso due ponti che collegano i settori orientale e occidentale, lasciando auto e camion carichi di merci bloccati. Ai proprietari di chioschi e strutture commerciali nei pressi dei corsi d’acqua è stata imposta la chiusura e l’allontanamento, per il pericolo di improvvise inondazioni. L’enorme portata dei fiumi è uno dei fattori che hanno causato l’affondamento del battello il mese scorso nei pressi di Mosul, in cui sono morte un centinaio di persone. 

Danni e disagi si registrano anche nel sud: nel villaggio di Huweidi, nei pressi di Bassora, oltre 8mila ettari di terreno agricolo sono stati inondati; centinaia di famiglie risultano sfollate nella provincia di Missan, altre 2mila rischiano lo sgombero nei prossimi giorni. Funzionari Onu hanno dovuto consegnare gli aiuti usando navi e imbarcazioni, perché le strade risultano impraticabili. 

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