08/04/2010, 00.00
IRAN
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Isfahan, libero su cauzione il pastore protestante arrestato perché “converte i musulmani”

Wilson Issavi era stato arrestato in febbraio. In prigione ha subito torture e ha contratto infezioni. Tre cristiani rinchiusi a Evin (Teheran) sono stati liberati alcune settimane fa.
Teheran (AsiaNews/Agenzie) – Un pastore protestante della Chiesa assira, arrestato quasi due mesi fa perché “converte i musulmani”, è stato liberato su cauzione e attende ora di essere processato. Secondo alcuni testimoni egli è stato torturato in prigione.
 
Wilson Issavi, 65 anni, è stato liberato dalla prigione di Dastgard a Isfahan la scorsa settimana. Era stato preso dalla polizia lo scorso 2 febbraio, dopo un incontro religioso tenuto nella casa di un amico. La polizia lo aveva da tempo minacciato e obbligato a chiudere la sua sede, la Chiesa di Kermanshah, ma il pastore aveva comunque continuato la sua opera.
 
Secondo una cristiana, citata dall’agenzia Compass, il pastore sarebbe stato torturato in prigione e date le pessime condizioni igieniche avrebbe contratto un’infezione mortale. Il pastore, che si sta curando dell’infezione, attende ora il processo, ma non gli è stata ancora comunicata la data.
La comunità protestante di Isfahan subisce da tempo persecuzione. Nel luglio 2008 due cristiani sono morti a causa di percosse da parte della polizia, che era intervenuta per fermare un incontro religioso domestico. Lo scorso 28 febbraio una coppia di convertiti dall’islam, Hamid Shafiee e sua moglie Reyhaneh Aghajary, sono stati arrestati e non si conosce il loro luogo di detenzione.
Tre cristiani sono stati invece liberati lo scorso 17 marzo. Maryam Jalili, Mitra Zahmati e Farzan Matin erano stati arrestati a Varamin lo scorso 24 dicembre, insieme ad altri 12 fedeli. Questi erano stati rilasciati quasi subito, il 4 gennaio; gli altri tre erano stati trasferiti nella prigione di Evin a Teheran. Non si conoscono i termini del loro rilascio.
 
L’Iran è una repubblica islamica, con l’Islam sciita quale religione di Stato. Esso permette la libertà di culto di diverse confessioni religiose, ma proibisce il proselitismo e controlla le attività religiose.
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