13/10/2018, 08.53
PAKISTAN
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Islamabad espelle 18 Ong straniere. ActionAid: A rischio milioni di poveri

Le associazioni devono chiudere i programmi entro 60 giorni; potranno fare una nuova registrazione dopo sei mesi. ActionAid sostiene in Pakistan almeno 1,4 milioni di poveri, nelle sue scuole studiano 130mila ragazzi.

Islamabad (AsiaNews) – L’Ong ActionAid, insieme ad altre organizzazioni umanitarie che operano in Pakistan, dovrà lasciare il Paese entro 60 giorni. Lo dichiara ad AsiaNews Adriano Campolina, segretario generale di ActionAid International, che conferma la notizia diffusa la scorsa settimana. Il governo di Islamabad infatti ha deciso di sospendere le attività di almeno 18 associazioni e posto un termine di 60 giorni per abbandonare il Paese. “Chi ci rimette di più – afferma – è la società pakistana, i milioni di poveri che dipendono dagli aiuti”.

L’attivista riferisce che l’Ong ha seguito tutte le procedure imposte dal ministero dell’Interno. “Abbiamo presentato un appello – continua –, ma ci è stato negato. Ci hanno solo risposto che potremo presentare di nuovo la domanda tra sei mesi”.

ActionAid è un’organizzazione umanitaria che opera in 23 distretti in tutto il Paese: attua programmi di sviluppo, progetti d’istruzione, sostegno alle donne, porta soccorso durante i terremoti, combatte il fenomeno dei matrimoni infantili. Il segretario riporta preoccupato: “Se il governo non dovesse rivedere la sua decisione, di fatto saremo costretti ad andarcene entro due mesi. Nel frattempo gli unici a rischio sono i poveri che aiutiamo da oltre 20 anni. Nelle nostre scuole studiano 130mila ragazzi, i nostri progetti coinvolgono in tutto 1,4 milioni di persone”.

Campolina racconta che la decisione di sospendere le attività delle associazioni straniere risale all’inizio dell’anno. Poi la scorsa settimana il governo ha intimato di chiudere le operazioni. “Con i nostri partner sul territorio – aggiunge – stiamo cercando di capire quale sia il modo migliore per continuare a far arrivare il nostro sostegno e non interrompere gli aiuti a chi ne ha davvero bisogno”.

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