24/07/2006, 00.00
Pakistan
Invia ad un amico

Islamabad propone modifiche alle Hudood, ma mantiene le punizioni islamiche

Nonostante la campagna nazionale dei gruppi per i diritti civili, il governo ha deciso di non abrogare le norme Hudood e di mantenere le punizioni previste dal Corano, come la flagellazione e l'amputazione degli arti. Fra gli emendamenti, annullato l'obbligo di testimoni oculari per i casi di stupro.

Islamabad (AsiaNews) – Il governo pakistano ha deciso di mantenere tutte le punizioni islamiche previste dalle Ordinanze Hudood - inclusa la lapidazione a morte, l'amputazione degli arti e la flagellazione – ma ha proposto degli emendamenti procedurali per la loro applicazione.

Secondo fonti anonime citate dal Daily Times (il quotidiano più diffuso nel Paese) il Ministero di legge, giustizia e diritti umani ha "quasi finalizzato la bozza degli emendamenti per le Ordinanze Hudood, con l'obiettivo di rimuovere le lacune legali e procedurali presenti". La bozza sarà presentata nel corso della prossima riunione dell'Assemblea nazionale.

Le ordinanze Hudood sono state approvate nel 1979, sotto la giunta militare del generale Zia-ul-Haq: esse sono composte da quattro parti che regolano i temi della proprietà, del qazaf [falsa accusa di adulterio ndr], dell'adulterio e delle proibizioni estese ai non islamici dell'uso di alcol del gioco di azzardo. Il tutto unito alla regola generale che, in tribunale, anche un non islamico  deve avere avvocato e giudice musulmani.

Le ordinanze, tra l'altro, non discriminano fra adulterio e stupro: una donna vittima di uno stupro deve presentare davanti ad una corte islamica la testimonianza di quattro maschi – adulti e musulmani - che abbiano visto l'atto e possano testimoniare che sia stato compiuto con violenza per avere giustizia dallo Stato. Secondo le ordinanze, se la vittima non è in grado di produrre le testimonianze, può essere accusata di adulterio e condannata al carcere.

La decisione di emendare le Ordinanze ha scatenato un acceso dibattito in tutto il Paese: da una parte, gli integralisti islamici che ritengono sacrilega l'idea di tagliare delle leggi ispirate dal Corano. Dall'altra, gruppi per i diritti umani e civili chiedono, al posto degli emendamenti, la totale abrogazione delle norme, considerate draconiane ed usate sempre più spesso per dirimere questioni personali.

Tuttavia, gli emendamenti non risolvono la questione: le hadd [punizioni previste dal Corano ndr] saranno infatti applicabili a tutte le offese - incluso stupro, adulterio e furto – ma viene emendata la parte che richiede i testimoni oculari, l'obbligo di evidenza del reato e le procedure di applicabilità delle pene.

Verrà inoltre aggiunta la possibilità di scarcerazione automatica su cauzione per tutte le donne accusate di crimini previste dalle Ordinanze, che fino ad oggi non possono essere scarcerate e che – come denunciano diversi gruppi per i diritti umani – subiscono ingiustizie e carcerazioni preventive che possono arrivare fino a quattro anni, prima di un processo.

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Islamabad, gli ulema si incontrano per salvare le leggi islamiche
04/07/2006
Lahore, attivisti chiedono l'abrogazione totale delle Ordinanze Hudood
01/07/2006
Pakistan, Consiglio islamico approva l'emendamento delle Ordinanze Hudood
28/06/2006
Pakistan, le minoranze si uniscono per i diritti umani e la tolleranza religiosa
27/01/2006
Pakistan, il Consiglio islamico "pronto a rivedere" le ordinanze Hudood
27/05/2005


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”