09/05/2005, 00.00
ISRAELE – PALESTINA
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Israele interrompe il rilascio dei prigionieri palestinesi

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – Il governo israeliano ha interrotto domenica 7 maggio il rilascio dei prigionieri palestinesi ed ha chiesto all’Autorità Palestinese di “intervenire con forza” contro i propri militanti prima di riprendere le liberazioni. La dichiarazione ha interrotto la tregua, decisa dopo i massacri dell’8 febbraio, che ha ridotto in maniera drastica le violenze nella zona.

Secondo i termini del “cessate il fuoco” Israele è impegnata a liberare 900 prigionieri ed a lasciare il controllo di 5 città della West Bank. Dopo aver ceduto 2 città e liberato 500 degli 8000 prigionieri che sono nelle sue prigioni, il governo israeliano ha interrotto il processo ed ha dichiarato che la Palestina non stava rispettando la sua parte di accordo - fermare le violenze e disarmare i militanti nelle città sotto il suo controllo. Già nella scorsa settimana il governo di  Israele aveva detto di non essere intenzionato a cedere il controllo delle rimanenti 3 città della West Bank perchè i palestinesi non si stavano muovendo in alcun modo contro i militanti delle 2 città già cedute.

Secondo il governo palestinese “Israele sta solamente temporeggiando”. Saeb Erekat, uno dei negoziatori palestinesi, accusa Israele di fare ostruzionismo: “mi sembra - ha detto - che non vogliano rilasciare i prigionieri né lasciare il controllo sulle città o tanto meno chiarire la questione dei rifugiati”. “Invece di continuare a mettere ostacoli - ha concluso - Israele dovrebbe velocizzare questo processo e dare una possibilità alla pace”. Ghassan Khatib, ministro palestinese, ha osservato che le linee politiche di Sharon sulla questione “porteranno soltanto al termine del cessate-il-fuoco”. Sharon ha risposto dicendo “non rafforzeremo Abbas [leader palestinese] con la vita degli israeliani”.

La polizia israeliana si sta preparando per le dimostrazioni che dovrebbero tenersi oggi a Gerusalemme: alcuni estremisti ebrei – secondo alcune voci – proveranno ad entrare in un luogo sacro “a rischio”, ovvero la moschea Al Aqsa, che sorge sopra le rovine del biblico Tempio ebraico. Con un annuncio pubblico la polizia ha dichiarato che non permetterà ai militanti ebrei di entrare nel luogo, ma alcune centinaia di musulmani si sono già radunati sul luogo nella serata di ieri, domenica, per affrontarli. Una dimostrazione simile – preparata lo scorso mese – aveva già creato tensioni fra le 2 parti.

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